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Dibattito su “R/Esistenze di classe. Precari e lavoratori alla riconquista di reddito, diritto e dignità”
E’ prevista la partecipazione del movimento degli “Intermittens” di Cannes (Francia), dei rappresentanti dei lavoratori autoferrotramvieri, dell’Alitalia,dei metalmeccanici che hanno animato il conflitto sociale di questi mesi e di esponenti delle reti dei precari e disoccupati che hanno dato vita al May Day e al crescente movimento che sta ponendo la questione del reddito.
DOMENICA 27/06 "LE LOTTE DEI PRECARI" - Collegamenti e prospettive: dalle vertenze specifiche una possibilità di ricomposizione su parole d’ordine comuni contro la precarizzazione che coinvolge tutti gli ambiti della vita.
ore 20,30: DIBATTITO con: Acrobax; Assemblea Coord. e Cont.; Precari pubblici e privati
CONCERTO: C 15
ore 23,00: FILM Paul, Mick e gli altri (K. Loach)
- I precari danno i numeri Una stagione di lotte all'Istituto nazionale di statistica tra precarietà strutturale e nuove forme d'intervento politico
a cura del Coordinamento precari Istat
- Il quadro normativo della "flessibilità" del lavoro in Istat a cura del Coordinamento precari Istat
- Privatizzazione dello spazio pubblico e precarizzazione del lavoro nei tempi della merce e del consumo di: Rankis
- Radici nel Cemento: tra arte e precarietà se avessimo un reddito garantito... intervista a Giulio, bassista di Radici nel Cemento
- Ricerca precaria L’università è una via di mezzo tra la naja, un'agenzia di lavoro interinale e un bancomat di: Andrea Capocci, Laser
- Precari e cultura Un resoconto da Bologna: l’inchiesta negli spazi autogestiti, lo sportello PopLab, la vertenza sul welfare culturale di: Riccardo Paccosi, PopLab Bologna
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1- precari regione Sicilia
2 - precari greci
3 - infermieri precari (Salerno)
4 - COMUNICATO SU IPOTESI DI ACCORDO ATESIA-Gruppo Cos
I delegati del Gruppo Cos sentono il dovere di esprimere un parere sull'accordo che riguarda l'acquisizione di Atesia da parte del Gruppo, più in generale di esprimerlo sul mondo dei call center a fronte di questo importante avvenimento.
L'accordo recepisce a pieno la legge 30/03 e decreto legislativo 276/03:
1. cessione di ramo d'azienda,
2. contratti di:
· inserimento lavoro
· lavoro a progetto
· lavoro in somministrazione (a tempo determinato)
· apprendistato.
Nessun lavoratore dei 4300 passerà a tempo indeterminato oggi.
Si afferma con l'accordo che lo stesso lavoro può essere svolto da lavoratori subordinati e parasubordinati, orrore già presente in Atesia grazie ad un precedente accordo, è evidente che quest'impianto è contrario alla linea congressuale della CGIL, contrario allo sciopero del 23 marzo con 3000000 di persone in piazza, contrario alla raccolta di 5000000 di firme contro la legge 30/03, contro gli scioperi generali indetti anche dalla sola cgil per fermare la devastazione del mondo del lavoro.
Con l'accordo si fotografa una situazione irregolare che è superabile solo attraverso una fase vertenziale, chiedere l'assunzione dei lavoratori in telecom e tim.
Partendo anche dall'assunto che se esistono, e sono tanti, evidentemente sono utili, evidentemente quei lavoratori e quelle lavoratrici producono ricchezza come i dipendenti tim e telecom.
Continuando ad accettare le esternalizzazioni giustificando forme atipiche di lavoro, non si produce solo un risparmio per le azienda ma precarietà per i lavoratori: impossibilità di comprare una casa o una macchina, impossibilità di crearsi un famiglia, mancanza di ogni prospettiva, mancanza di dignità lavorativa.
Tutto questo c'è, e se questo accordo passasse sarebbe riconosciuto come naturale e normale!!!
Oltretutto ci dichiariamo preoccupati per noi lavoratori Cos oltre che per quelli di Atesia li dove l'accordo, scusate IPOTESI, parla di "armonizzazione" con la società acquirente!!!
E' un accordo quadro che presuppone per la sua lacunosità enormi margini di interpretazione nell'impianto definitivo, questo sia dal punto di vista dei diritti che dei numeri, li dove i numeri vogliamo ricordarlo sono PERSONE.
Roma, 28/05/04
spett.le Gruppo Cos
Le Rsu insieme ai lavoratori del gruppo cos in questo complicato periodo hanno dimostrato responsabilità e disponibilità.
Le Rsu si sono impegnate nel superamento della perdita delle commesse previdenziali con iniziative condivise nelle assemblee:
· informativa sulla situazione Cos a tutti i livelli delle organizzazioni sindacali, confederali e delle categorie coinvolte.
· Volantinaggio informativo nella manifestazione del pubblico impiego del giorno 21/05/04.
· Preparazione di testi per interrogazioni regionali e parlamentari.
A questi atteggiamenti di collaborazione responsabile su interessi comuni, l'azienda sta rispondendo con pressioni psicologiche sui lavoratori con una pioggia di lettere di contestazione e affiancamenti in doppia cuffia.
Inserimenti, spostamenti o trasferimenti di lavoratori che non vanno nella direzione auspicabile della risoluzione del problema "occupazionale". Sistemi di cambio turno non funzionanti sul servizio vodafone. La corretta gestione delle pause D.lgs 626/94, per il personale cos a 8,5h. E cosa che più evidenzia la mancanza di correttezza nelle relazioni sindacali a fronte del "problema occupazionale ed economico" il Gruppo Cos sta assumendo apprendisti (durata di 18 mesi), ed acquisendo l'80% di Atesia con ben 3000 operatori da "stabilizzare".
Le Rsu prendono quindi atto che il problema occupazionale ed economico era solo un tentativo di rimandare la discussione sulla contrattazione di secondo livello e armonizzazione.
PERTANTO CON IL PRESENTE COMUNICATO SI AVVIANO LE PROCEDURE DI
RAFFREDDAMENTO COME PREVISTO DALLA LEGGE 146/90 E SUCCESSIVE MODIFICHE DELLA
LEGGE 83/2000, QUESTO NEL PERCORSO CHE LA LEGGE INDICA PER ARRIVARE ALLO
SCIOPERO.
CON LO SCIOPERO SI RIVENDICA:
L'immediato reintegro delle lavoratrici licenziate senza giusta causa (il giorno 27/05/04);
In riferimento al comunicato del 23/03/04:
· La contrattazione di secondo livello,
· L'armonizzazione cos,
· Il giusto livello inquadramentale,
· La piena applicazione del ccnl tlc,
· Il termine dell'introduzione delle forme contrattuali come L.30/03 prima di una discussione nazionale.
E' evidente che li dove ci fossero i requisiti si intraprenderanno azioni legali.
Oo.ss slc cgil fistel cisl
Coordinamento cnl-telecomunicazioni
Rsu cos-cos.med
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Riuscito in tutto il Paese lo sciopero generale del pubblico impiego. Gli uffici deserti hanno fatto registrare disagi per l’utenza anche a causa delle inadempienze delle Amministrazioni che non hanno adeguatamente pubblicizzato, come previsto dalla legge, l’agitazione del personale.
In 50.000 hanno sfilato nella manifestazione nazionale promossa a Roma dalle Rappresentanze di Base del Pubblico Impiego.
Il corteo era aperto dalla statua di S. Precario, protettore di tutti i precari, giunto direttamente a Roma dal May Day del 1° Maggio di Milano al cui seguito sfilavano migliaia di precari delle pubbliche amministrazioni che da anni lottano per la trasformazione dei vari contratti figli del Pacchetto Treu: Co.co.co. della Asl di Sulmona, i precari del Catasto, della Giustizia, della Ricerca, della Croce Rossa, dei Beni Culturali, dell’Inail e di molte altre amministrazioni.
Seguivano gli striscioni dei lavoratori di ruolo dei Ministeri, della Sanità, del Parastato, dei Vigili del Fuoco, dell’Università e della Scuola e quelli dei coordinamenti RdB del pubblico Impiego delle varie città e regioni che rivendicano l’apertura immediata dei contratti, salari adeguati, il potenziamento della Pubblica Amministrazione e la riconquista della dignità di lavoratori.
Il corteo è sfilato per via XX Settembre sotto il ministero dell’Economia dove si sono levate salve di fischi all’indirizzo dell’inquilino Tremonti che esprimono tutto il disappunto dei lavoratori pubblici verso una politica fiscale a tutto danno dei salari, delle pensioni e dello stato sociale.
Il corteo è terminato alle 13,30 circa sotto le finestre del ministro Maroni dove nel comizio finale è stata messa in evidenza, oltre alle tematiche della giornata, la richiesta dell’immediato ritiro delle truppe dall’Iraq e da ogni altro teatro di guerra, perché le guerre sono sempre contro i lavoratori, i loro salari, le loro pensioni, il loro welfare.





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