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    Archivio Luglio 2004

    precari news 14

    di precaristat (28/07/2004 - 17:17)

    1. assemblea lavoratori ATESIA 16/07/2004
    2. precari scuola: Lettera da Caserta, Estate tra Moratti e graduatorie 
    3. è nato romattiva, "blog sulla Roma in movimento. Iniziative, manifestazioni, concerti ed altro ancora". Usiamolo per comunicare iniziative, manifestazioni, concerti ed altro ancora...
    4. elezioni rsu università. La FLC CGIL chiede un "confronto" sull'elettorato attivo e passivo dei precari: . Un altro "confronto" lo chiede per gli enti pubblici di ricerca in cui oltre ai precari sarebbero esclusi dalle elezioni anche tecnologi e ricercatori, vista la recente "separazione" tra livelli alti e bassi.
    5. RAI: assunzioni raccomandate, alla faccia dei 600 precari
     

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    InfoXoa - giugno 2004

    di precaristat (27/07/2004 - 16:38)

    Gli articoli usciti su InfoXoa - giugno 2004 (pdf)

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    precari news 13

    di precaristat (26/07/2004 - 12:36)

    1. Repubblica. Atipici senza pensione
    2. Corriere Lavoro (9/7/2004). IL LAVORO PRECARIO Le richieste degli «atipici»
    Passerini Walter
    Li chiamano intermittenti, cococo (collaboratori coordinati e continuativi), lavoratori a progetto, temporanei, interinali, free lance. Sono tanti e in crescita e hanno in Milano la palestra e la loro capitale. Ufficialmente i soli cococo milanesi sono oltre 150 mila, ma nell' economia grigia e un po' nascosta sono di più, almeno il doppio. Li chiamano anche atipici, perché il loro rapporto di lavoro non è standard. Loro spesso si definiscono precari. Li troviamo nell' editoria, nella comunicazione, nell' informatica, nella consulenza, ma anche nei call center. Questi ultimi qualcuno li definisce i nuovi operai del computer, chiusi in capannoni e open space, ciascuno nella propria postazione, cuffietta, schermo, mouse a portata di mano. La crema di questo popolo delle partite Iva e delle ritenute d' acconto è rappresentata dai knowledge workers, dai lavoratori della conoscenza, che qualcuno con brutto neologismo chiama anche cognitari. Gli atipici e i cococo milanesi sono un po' diversi dagli altri. La maggioranza sono laureati. Molte sono le donne. L' età non giovanissima, tende in quote significative oltre i 40 anni. Oltre che un titolo di studio hanno anche una buona capacità professionale. Non sono dei generici, sono spesso degli specialisti. Non tutti fanno il cococo per forza, per molti è frutto di una scelta, magari temporanea, ma con una buona consapevolezza e soddisfazione professionale. Ma se sul lavoro in senso stretto ci sono luci (anche se sulle fasce più basse aleggiano oscure nuvole, tra le quali stipendi troppo bassi), è come cittadini che si sentono preda del buio più fitto. Sì, perché quel che manca, e che li rende bravi professionisti ma persone dimezzate, è l' insieme dei diritti di cittadinanza. I più svegli tra loro hanno smesso di lamentarsi e di accendere ceri a San Precario e hanno steso un vero e proprio «manifesto dei diritti minimi», che aiuta a comprendere perché spesso si vivano come giocatori di serie B. Gli atipici milanesi vedono in sette punti un possibile sistema di uguaglianze, la fine dell' asimmetria con gli altri lavoratori. Al primo posto mettono il riconoscimento della malattia e degli infortuni. Al secondo la tutela della maternità, possibile solo se si ha una posizione Inps. Al terzo posto mettono l' accesso al credito: la possibilità di avere un mutuo per la casa, per pagarsi periodi o strumenti di formazione, per acquistare software o computer. Al quarto posto mettono due elementari diritti sindacali: la rappresentanza e il diritto di riunione. Al quinto posto la regolarità e la continuità del reddito (un' indennità tra un lavoro e l' altro) e una qualche forma di liquidazione. Servizi e politiche attive, anche di re-orientamento, occupano il sesto posto. Mentre al settimo vi è la questione previdenziale: come si fa ad avere una pensione con una carriera frammentata e divisa in pezzi. Atipici e cococo milanesi chiedono di poter costruire un futuro, di poter realizzare il sogno della stabilità, che non smettono di desiderare. Conoscono le lingue e sanno di computer, e hanno in mano un passaporto e un potere negoziale che li fa sentire «insider», dentro il mercato del lavoro. Ma si sentono i precari della società. Hanno un titolo di studio e la capacità di risolvere problemi professionali. Ma fuori della mansione e della prestazione di lavoro si sentono e sono vissuti come «outsider», i temporanei della cittadinanza.
    3. lunedì 26/7. Lotta per la casa
    4. dal manifesto (24/7/2004), Intervista a Paolo Cento dei Verdi:
    [...]
    Quali sarebbero i cavalli di battaglia dei Verdi in un prossimo governo di centrosinistra?
    Una delle priorità è lo smantellamento della legge Biagi sul lavoro precario, ma vogliamo portare al governo anche lo stop alla vivisezione. Ci piacerebbe stare in una coalizione plurale in cui concorriamo a evitare una deriva moderata. Ad esempio, si fa o non si fa nei primi cento giorni di governo il reddito sociale di cittadinanza? I nostri simboli saranno San Precario e la balena.
    [...]
    5. sempre dal manifesto del 24/7/2004:
    Il certificato di precarietà
    Legge 30, un bollino per i lavori flessibili. Il governo corteggia i sindacati, no della Cgil
    GIOVANNA FERRARA
    L'estate al ministero del welfare non è il tempo del riposo. Anzi, ministro e sottosegretari sono zelanti nell'applicare la legge 30. Non perdono un attimo per puntualizzare, modificare, interpretare le norme che hanno dato vita a quello che i sindacati chiamano il «supermarket della precarietà», dove a prendere il fresco ci mandano i lavoratori. Il 21 luglio il ministro Roberto Maroni ha firmato il decreto per l'istituzione delle commissioni, presso le direzioni provinciali del lavoro e della provincia, che certificheranno i contratti di lavoro. Analoga competenza è prevista a carico degli enti bilaterali da istituire, ma la cui costituzione è pressoché irrealizzabile vista l'opposizione dei sindacati che dovrebbero prendervi parte. Per quelli già costituiti sarebbe necessario il cambiamento degli statuti, irrealizzabile anch'esso per la stessa contrarietà. Le parti sociali, infatti, si dicono riluttanti ad assumere compiti del genere poiché «si tratterebbe di funzioni diverse da quelle di tutela sindacale», come dice Alessandro Genovesi della Cgil, secondo il quale «nemmeno sarà possibile percorrere la strada degli accordi separati, visto che le posizioni di Cisl e Uil sono conformi a quelle della Cgil».

    Avendo preso atto di questa unanimità di condanna, il governo ha subito messo mano al mazzo di carte per distribuirle in maniera diversa: ha istituito le commissioni presso le direzioni provinciali ( composte dal dirigente, due funzionari, un rappresentante Inps e uno Inail) e presso le province (si aggiungono due rappresentanti sindacali e due rappresentanti dei datori di lavoro). «Anzitutto è curioso il numero scelto per rappresentare le parti sociali: due, come i firmatari del patto per l'Italia. Il punto politico, però - continua Genovesi - è che si vuole frammentare la cultura sindacale, coinvolgendo le parti sociali in un momento preventivo rispetto all'effettivo dispiegarsi del contratto. Difficilmente il lavoratore "dichiarato" come a tempo parziale, che è invece poi vincolato a ritmi o a mansioni estranee alla forma prevista, si rivolgerà allo stesso sindacato presente in commissione per contestarne la certificazione». Inoltre nel caso in cui il giudice accerti la presenza di un'attuazione difforme rispetto al contratto certificato, la reale qualificazione decorrerà solo dal momento successivo alla pronuncia e non varrà, invece, per i periodi antacedenti nei quali pure il lavoratore si è attenuto alla diversa prestazione. Anche rispetto alla volontarietà della certificazione, continuamente sottolineata dal sottosegretario Sacconi, ci sarebbero delle incongruenze: «Ci chiediamo perché - sottolinea sempre Genovesi - il lavoratore non possa scegliere il proprio rappresentante sindacale, essendo la nomina effettuata dal presidente della commissione».

    Burocraticamente il quadro normativo, per essere pienamente completo, attende ancora due decreti. Il primo riguardante i codici di «buone pratiche», ai quali dovranno attenersi le commissioni (per il momento saranno sufficienti dei regolamenti propri dell'organismo). Il secondo che definisce i formulari per la certificazione, che sembrano essere necessari per l'avvio delle procedure.

    L'infaticabile ministero del welfare, inoltre, nei giorni scorsi ha anche varato una circolare interpretativa sui contratti d'inserimento. «E' troppo sostenuto il ritmo col quale si procede all'attuazione della legge 30 - ha infatti sottolineato Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil - tanto da provocare errori e distorsioni». La circolare prevede che «la funzione formativa perda la sua natura caratterizzante». I sindacati, nel commentarla, denunciano un contrasto con l'accordo interconfederale dell'undici febbraio che, infatti, parlava addirittura di un tetto minimo di formazione, già incrementato da diversi contratti nazionali. E richiamano il governo al rispetto dell'intesa che giudicano interpretabile dalle parti e non da soggetti terzi: «Abbiamo - prosegue il sindacalista - nei giorni scorsi criticato i provvedimenti sugli ammortizzatori sociali che tagliano i diritti dei lavoratori. A questi si aggiungono norme in contrasto con gli accordi raggiunti tra le parti che, invece, si dice di voler favorire». Il ministero, cioè, nonostante il caldo trova il tempo per accelerare l'attuazione della legge 30 ma non quello di coinvolgere le parti sociali sul senso da dare agli accordi da loro firmati..

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    Diritto a partecipare

    di precaristat (19/07/2004 - 16:58)

    Le cronache di questi giorni riportano un dato che dovrebbe fare
    riflettere: i pm titolari dell'inchiesta che ha portato all'arresto del
    nostro collega hanno dato parere negativo alla scarcerazione ma
    contemporaneamente lo hanno autorizzato al partecipare ai concorsi di
    questi giorni. I pm hanno quindi garantito un diritto costituzionale.
    Si paragoni questo rispetto dei diritti della persona con l'iniziativa
    della nostra amministrazione di fare sovrapporre le date degli scritti
    dei concorsi da ricercatore area socio-demografica e tecnologo informatico impedendo di fatto la partecipazione ad uno dei due a 7 persone, 5 dei quali interni, risultate regolarmente ammesse.
    Una prova ulteriore che, per l'amministrazione di questo istituto, la
    parola diritti non ha alcun significato se questi sono in capo ai
    lavoratori dell'istituto.

                                            Coord. Precari ISTAT 19/7/2004

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    precari - news - 12

    di precaristat (19/07/2004 - 16:51)

    1. precari dei canili di roma, vita da cani
    2. precari istat, comunicato sui concorsi
    3. precari rai
    4. precari in guerra: un libro sui "mercenari" in iraq:
    5. proposta prc sul precariato
    6. precari call center: l'accordo telecom-atesia-cos
    dal manifesto 9/7/2004 pagina 7:
    CATANIA
    Vita d'inferno nei call center
    La Cgil: lavoratori pagati poco, in ritardo, senza futuro
    BEPPE MARCHETTI
    Sono giovani, tra i 22 e i 34 anni. Donne nell'80% dei casi. Lavorano 4-5 ore al giorno, pagati poco e in ritardo, senza ferie e tfr, privi di ogni prospettiva di carriera. Molti di loro s'ammalano di stress e ansia: non sanno se mai verranno confermati, né se i dirigenti apprezzano il loro lavoro. È questa la dura vita degli operatori di call center catanesi, fotografata dall'indagine promossa dal Nidil (gli «atipici» dellaCgil) etneo e diffusa oggi. L'inchiesta riguarda una piccola realtà, ma è rappresentativa - forse in peggio: «a Catania la fame di lavoro è molta», commenta Massimo Malerba, coordinatore del Nidil nella città etnea - di tutta l'Italia. E proprio da noi il fenomeno è cresciuto moltissimo: il settore impiega ormai 180 mila persone e fattura 3,5 miliardi di euro. L'indagine è stata condotta a campione, con questionari rivolti ai lavoratori di 5 aziende specializzate in call center: 2 grandi (oltre 100 dipendenti) e 3 piccole. Le maggiori (Cos.med e Inlinea) vantano committenti di rilievo: Wind e Tim, tra gli altri. Cui tra l'altro si rivolgono le critiche del sindacato: grandi imprese nazionali dovrebbero scegliere le aziende cui commissionare servizi con attenzione e escludere quelle in cui le condizioni di lavoro sono peggiori. Un'idea che sta cominciando - riconosce Malerba - ad attecchire in Wind. Ma siamo appunto solo all'inizio.
    Con lavori occasionali (56% dei casi nelle aziende esaminate), contratti a progetto, formazione lavoro, apprendistato o collaborazioni di breve durata (anche solo 1 mese), gli operatori dei call center catanesi sono davvero atipici. In alcune aziende tutti gli addetti sono lavoratori a progetto. E le retribuzioni sono molto basse: da 4,30 a 6,46 euro all'ora. Rasenta l'incredibile il caso della Cos.Med.: la retribuzione, prima oraria, è diventata a commissione. 0,75 euro ogni contatto utile. Con il limite, però, di 4 contatti utili all'ora: il che significa che per quanto sia bravo un operatore non può guadagnare più di 3 euro all'ora.
    Peggio ancora, lamenta Malerba, spesso le persone cui telefonare sono anziane o irreperibili. «Ci sono casi - per il sindacalista - di prendere un euro». I pochi soldi eventualmente guadagnati, poi, sono talvolta pagati in ritardo: questa volta pecora nera è Inlinea, con pagamenti dilazionati fino a 6 mesi.
    Non va meglio sul fronte della sicurezza sul lavoro. Uno dei fronti più caldi su questo tema (vedi anche gli altri articoli in questa pagina) è proprio quello dei lavoratori atipici, con contratti «ballerini» che li tutelano pochissimo. Il problema principale, nei call center catanesi, ha secondo l'inchiesta un nome preciso: disorganizzazione. «Siamo lasciati soli con il cliente» è la considerazione più diffusa nei sondaggi. Tranne, s'intende, quando i capi devono controllare il lavoro: in questi casi sono fin troppo solerti, con problemi di stress e potenziali violazioni della privacy. Ma ci sono grandi problemi anche in quanto a informazione: alla domanda «l'azienda ti ha informato sulle norme di sicurezza?», il 52% del campione ha risposto «no».
    Per questi motivi il Nidil etneo ha deciso di mobilitarsi. C'è, certo, il problema che la rappresentanza nei call center è molto bassa. Ma il sindacato ha pronta, e presenterà tra oggi e domani, una piattaforma di rivendicazioni. «È ad ampio respiro - assicura Massimo Malerba - chiediamo di introdurre il trattamento di fine rapporto, le ferie e il diritto alla maternità». E poi riqualificazione, costituzione di rappresentanze sindacali, formazione. Ma non solo: importante è anche riconoscere, a chi già lavora nei call center, un diritto di prelazione in caso di assunzioni. Ciò che certo va contro l'idea di alcune aziende, che cioè i lavoratori siano pedine da utilizzare (ed eventualmente sostituire) arbitrariamente.
    7. la magna charta dei precari:
    L'ITALYA E' UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO PRECARIO
    Oggi 2 giugno 2004, festa del patriottismo artificiale e militare, noi precarie e cognitari d'italya, forti dei centomila della MAYDAY e della benedizione arcobaleno di SAN PRECARIO, presentiamo la seguente carta di diritti sociali, per diffonderla e rivendicarla ovunque e per farla diventare il fondamento di una nuova costituzione materiale per la società itlayana. La proporremo alle sorelle e ai fratelli inermittenti e precari d' Europa nel corso dell'estate per giungere a una MAGNA CHARTA comune a tutte e tutti i Flex Workers dell'Unione.

    CHARTA PRECARIA

    1. GARANZIA DI REDDITO PER PRECARI/E
    Ogni precari@ ha diritto alla continuità di reddito, e all'integrazione di reddito in caso di reddito inferiore al salario mensile minimo (art.3),
    garantiti dal Sussidio di Flessibilità Sostenibile. La corresponsione del Sussidio è finanziato dalla Cassa Sociale per la Flessibilità Sostenibile
    (art. 10). Precari@ è colei o colui che lavora part-time e/o a tempo determinato, o secondo altri rapporti di lavoro temporanei e nonstandard
    come l'apprendistato, la formazione-lavoro, il lavoro interinale, il parasubordinato ecc.

    2. NON DISCRIMINAZIONE SINDACALE
    Le precarie e i precari hanno diritto a dotarsi della rappresentanza sindacale che più ritengono idonea, sia essa articolata da Sindacati
    Confederali, da Sindacati di Base e/o Associazioni Rivendicative. I precari godono di tutti i diritti sindacali, incluso il diritto di sciopero. E'
    illegale la sostituzione e/o il licenziamento di un precario in sciopero. In particolare, è illegittimo il licenziamento di delegati che abbiano
    formalmente o informalmente ricevuto il mandato della metà più uno dei lavoratori precari presenti nell'azienda o unità produttiva. In tal caso il
    delegato viene reintegrato nel posto di lavoro, salvo diversa decisione dell'interessato.

    3. NON DISCRIMINAZIONE SALARIALE
    Ogni lavoratore ha diritto a non essere pagato meno del Salario Minimo Legale e alla non discriminazione fra regimi temporali: un'ora di lavoro
    non può essere pagata meno di €10 lordi l'ora; per lo stesso lavoro, un'ora part-time non può essere pagata meno di un'ora full-time. Forti
    maggiorazioni sono previste per ore supplementari e straordinarie e forti limitazioni per il lavoro festivo nel commercio. In prospettiva, fissazione
    di un Salario Minimo Europeo che faccia da barriera al di sotto di cui gli standard sociali di Eurolandia non possano scendere.

    4. INDENNITA' UNIVERSALE DI MATERNITA'
    Tutte le donne hanno diritto all'aspettativa retribuita per la maternità, siano esse subordinate, parasubordinate, autonome, oppure non occupate nel
    settore formale. L'indennità è versata dalla Cassa Sociale per la Flessibilità Sostenibile (art. 10).

    5. ALTRE TUTELE SOCIALI E NON DISCRIMINAZIONE PREVIDENZIALE
    Ogni precari@ ha diritto a contributi sociali, ferie pagate, indennità di malattia. Precari e Cognitari hanno diritto al ricongiungimento immediato
    di tutti i tipi di contributi previdenziali versati, versandoli in un'unica cassa previdenziale e mutualistica, la Cassa Sociale per la Flessibilità
    Sostenibile (art.10), che prescinde dal tipo e dalla durata del contratto.

    6. DRASTICA RIDUZIONE TIPOLOGIE LAVORO DIPENDENTE
    Le forme di lavoro dipendente sono ridotte a quattro: tempo parziale determinato, tempo parziale indeterminato, tempo pieno determinato e tempo
    indeterminato. Ne consegue l'abolizione della formazione lavoro e dell'apprendistato, nonché della somministrazione di lavoro come introdotta
    dalla legge Biagi. Sono possibili solo due contratti a tempo determinato per la stessa azienda o azienda collegata nell'arco di due anni, dopodiché
    è obbligatoria l’assunzione a tempo indeterminato regolata dallo Statuto dei Lavoratori.

    7. CONTRATTI DI CONSULENZA E LAVORO PARAUTONOMO
    I Contratti a Progetto sono come da legge Biagi sono sostituiti dai Contratti di Consulenza, utilizzabili solo per competenze tecniche e/o
    culturali specifiche e comprovate, e per una durata non inferiore ai 3 mesi. Le prestazioni sociali sono assicurate dalla Cassa Sociale per la
    Flessibilità Sostenibile, cui deve essere possibile accedere anche senza alcun periodo di lavoro dipendente. Il lavoro autonomo e/o professionale
    soggetto a partita IVA è applicabile solo in caso di più di due committenti e/o oltre una certa cifra fatturata, in caso contrario valgono i Contratti
    di Consulenza. Per periodi inferiori ai 3 mesi, sono possibili collaborazioni occasionali, ma per non più di due volte nell'arco di un anno presso la stessa impresa o impresa collegata.

    8. ACCESSO SUSSIDIATO A MOBILITA' E ALLOGGI
    Il trasporto metropolitano e il pendolarismo dei precari è sussidiato fino all'interezza della spesa per abbonamento annuale su tutti i mezzi pubblici
    nella Zona Economicamente Integrata. L'accesso dei precari all'abitazione è agevolato dalla costruzione di appartamenti pubblici per nuclei familiari e
    non familiari di precari, sussidi all'affitto pagato da lavoratori atipici nell'ammontare che supera il 50% del reddito percepito da varie fonti, sostegno all'occupazione di aree pubbliche e private dismesse tramite progetti di manutenzione convenzionata. Questi interventi sono finanziati dalla Cassa Municipale per l'Accesso ai Servizi (vedi art. 11).

    9. ACCESSO A COMUNICAZIONE, FORMAZIONE, CULTURA
    Il diritto fondamentale alla comunicazione elettronica deve essere assicurato a precarie e precari: PC con software libero in comodato,
    tariffe agevolate per la connessione a internet, sostegno a internet café autogestiti e/o di associazioni ecc. E' altresì assicurato l'accesso
    gratuito dei precari ai corsi di formazione regionali ed europei, nonché il finanziamento pubblico di corsi autogestiti di alfabetizzazione digitale e
    di programmazione open source. E' previsto l'accesso gratuito di precarie e precari alle istituzioni culturali pubbliche (musei, biblioteche,
    gallerie), nonché l'accesso scontato a cinema, teatri, performance. Questi interventi sono finanziati dalla Cassa Municipale per l'Accesso ai Servizi
    (vedi art. 11).

    10. CASSA SOCIALE DI FLESSIBILITA' SOSTENIBILE
    E' costituita una cassa previdenziale per precarie e precari, alimentata da contributi a carico dei datori di lavoro e delle agenzie di intermediazione manodopera, dai compensi di precari e parasubordinati (in percentuale non superiore al 10% del lordo percepito) e, nella parte residuale, dalla fiscalità generale.

    11. CASSA MUNICIPALE PER L'ACCESSO AI SERVIZI
    E' finanziata da fondi europei e dalla fiscalità municipale tramite la riforma della tassazione locale (ICI e IRAP) per applicarla a plusvalenze
    immobiliari, rendite di localizzazione (centri commerciali, ipermercati, multisale ecc.), entrate cedolari, dividendi azionari, patrimoni familiari
    .

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    I MAGNIFICI SETTE

    di precaristat (06/07/2004 - 15:52)

    Avrebbero voluto partecipare a due concorsi. Ne avevano il diritto. Avevano passato il controllo di firme e firmette. Avevano superato la verifica della loro attività di ricerca e/o tecnologica.

    Ma dovranno sceglierne uno dei due. Esclusi di fatto, per non turbare l’agosto dei loro commissari, né i presuntuosi piani dell’amministrazione, che ha deliberatamente scelto di chiudere tutte le prove scritte, per misteriose ragioni, entro la fine di luglio.

    Sono sette. Solo sette. Non abbastanza per turbare i sonni dei direttori dell’ISTAT. Poco importa che abbiano studiato fino ad oggi.

    Abbiamo parlato col direttore del personale, che ha ammesso il fattaccio, quindi ha passato la palla al direttore generale.

    Dopo più di un’ora d’attesa, accusati di “violenza” per aver fatto notare l’urgenza di comunicare con il direttore, il direttore generale ha ricevuto una nostra delegazione, per comunicarci che “sono solo sette”....

    Evidentemente i sette non sono nella “lista non scritta” dei vincitori ante-litteram del concorso.

    Il presidente – nel frattempo - si trovava all’università, “assediato” da un sindacalista, che forse gli ricorderà dei “sette”, fuori tempo massimo. Come sempre.

    Altri sindacalisti protestano, ma – evidentemente – i fax non arrivano al destinatario.

    Intanto arrivano notizie dal CNR, che – commissariato dal governo – sta stilando un regolamento, in cui si prevede il “consolidamento” del contratto a tempo determinato, dopo due anni di servizio: lo avevamo chiesto sei mesi fa, il regolamento, ed eravamo “estremisti”, come oggi siamo “violenti”.

    Il buon senso secondo la dirigenza ISTAT si chiama così: estremismo violento. Continueremo a reclamare trasparenza e diritto al futuro per tutti: non per “tutti meno sette”.

    Coordinamento Precari ISTAT 5.07.2004

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    precari - news - 11

    di precaristat (06/07/2004 - 11:37)

    1. precari Call Center
    comunicato sullo sciopero del 2 luglio degli operatori Vodafone:
    COMUNICATO SINDACALE
    Lo sciopero di metà turno dei lavoratori e delle lavoratrici del Gruppo Cos ha avuto una partecipazione vicina al 92% sui diversi servizi, con picchi che hanno interrotto in determinati orari le prestazioni.
    Va un elogio a tutti e tutte le partecipanti al presidio che in circa 200 hanno gridato la propria rabbia con ironia e fantasia a chi non riconosce la loro dignità di lavoratori, a chi nasconde dietro ai problemi del mercato la propria opulenza.
    Questo è l’inizio di un percorso complesso, la partecipazione massiccia e la coscienza dei giovani lavoratori segna oggi una passaggio importante nella sindacalizzazione dell’azienda.
    Importante la forma di lotta scelta che unisce lavoratori in house ed esternalizzati, trovando nella solidarietà il collante, col tentativo di reinventare percorsi che uniscano i lavoratori anche dove la normativa da nelle mani dei padroni il potere di ridurre ed avvilire le lotte, si lotta insieme per la dignità.
    Vodafone e Cos scioperano nello stesso giorno questa è la rivoluzione più grande.
    Si vogliono ringraziare:
    I delegati Vodafone per aver partecipato al presidio con i lavoratori e le lavoratrici del Gruppo Cos e di aver diffuso un volantino di sostegno.
    Il partito della Rifondazione Comunista, presente con una folta delegazione e con un volantino e uno striscione del circolo delle telecomunicazione a sostegno della vertenza.
    Il giornale il Manifesto per il puntuale articolo uscito il giorno 2 luglio 04.
    Il giornale Liberazione per l’articolo del giorno 03 luglio 04.
    La giornalista di Rai 3 Francesca Catarci per la disponibilità a far emergere i problemi del precariato e dei Call Center.
    Lo sforzo economico dei lavoratori e lavoratrici vodafone lazio per acquistare uno spazio pubblicitario su Repubblica per informare dello sciopero.
    Tutti i compagni, le compagne e gli amici che a vario titolo hanno partecipato al presidio o che ci hanno aiutato nell’organizzazione.
    Questo comunicato segna solo il primo dei risultati positivi che da oggi tutti i lavoratori dovranno mettere in campo per ottenere ciò che rivendicano:
    · Contratto di secondo livello,
    · Giusto livello inquadramentale,
    · Armonizzazione Cos,
    · Reintegro delle lavoratrici licenziate senza giusta causa.
    I lavoratori e le lavoratrici non smetteranno di organizzarsi e lottare fino al raggiungimento del risultato.
    Rsu del Gruppo Cos

    2. precari scuola: 1 e 2
    3. precari dei ministeri
    MANIFESTAZIONE DEI PRECARI AL MINISTERO DELL’ECONOMIA
    La RdB rivendica risorse economiche per la stabilizzazione del personale a tempo determinato
    I lavoratori precari provenienti da varie Amministrazioni - ministero dei Beni Culturali, della Giustizia, Agenzia del Territorio, Istituto Superiore di Sanità- si danno appuntamento al ministero del Tesoro a Roma il prossimo giovedì 8 luglio. La manifestazione si inserisce nel pieno del dibattito politico di queste settimane di governo e opposizione, intendendo così sottolineare che la discussione sul DPEF, ora, e sulla Finanziaria, prossimamente, debba contenere le indicazioni e le risorse necessarie per il rilancio e la valorizzazione della Pubblica Amministrazione anche attraverso un percorso che porti alla stabilizzazione del rapporto di lavoro delle migliaia di precari ormai in servizio da tantissimi anni presso i vari ministeri.
    Con il blocco delle assunzioni, che le Finanziarie di centro sinistra e centro destra hanno sancito da anni, le Amministrazioni, per far fronte alla necessità di garantire un minimo di servizio, stanno facendo ricorso in maniera massiccia al personale precario che non ricade sotto il blocco delle assunzioni ma, anzi, viene favorito ed incentivato.
    Dai Musei alle Agenzie Fiscali, dai Tribunali ai Vigili del Fuoco e in innumerevoli altre amministrazioni, le funzioni ricoperte da questi lavoratori precari diventano sempre più vitali per il funzionamento delle amministrazioni e il loro utilizzo è sempre più destinato alla copertura delle enormi carenze di personale che il blocco delle assunzioni sta producendo.
    La RdB ha aperto una vertenza generale con il governo volta al conseguimento di un risultato pieno in merito alla trasformazione a tempo indeterminato delle migliaia di rapporti di lavoro precario. E’ da tempo che diciamo ai lavoratori precari che il tempo dell’attesa è finito: il riuscito sciopero del 2 maggio a Firenze dei precari dei Beni Culturali, lo sciopero del 21 maggio con l’incontro a via del Collegio Romano tra RdB e Amministrazione, (mentre alla Funzione Pubblica si svolgeva contemporaneamente un incontro tra precari della RdB e vice-capo Gabinetto) sono le uniche iniziative che hanno mantenuto alto il livello di attenzione, nel nostro settore, sulla vertenza precari. La RdB prosegue e, come stabilito dalle assemblee di Firenze e Roma, organizza una manifestazione al Ministero del Tesoro per ottenere le risorse necessarie al fine della stabilizzazione dei precari.
    L’ennesimo insoddisfacente incontro del 28 giugno al ministero beni culturali con il Capo di Gabinetto Dr. Squitieri nel pieno di una crisi di governo che vede il ministro dell’Economia Tremonti dimissionario, ci spingono ad accelerare la mobilitazione dei lavoratori che non possono accontentarsi di iniziative (vedi il sit in di cgil, cisl, uil a montecitorio della scorsa settimana) che non mettono a fuoco il vero problema, cioè la mancanza di stanziamenti economici per le assunzioni nella pubblica amministrazione, insieme alla nuova stangata economica già annunciata per il Paese.
    Diritti, stabilità, dignità
    GIOVEDI 8 luglio
    Tutti al Ministero dell’Economia alle ore 10,00 (via XX settembre)

    4. san precario ribelle a Bagnoli

    5. contratto del commercio: l'accordo firmato e
    sciopero CUB
     
    7. enti pubblici di ricerca
    La bozza di regolamento del CNR prevede la trasformazione da tempo determinato a indeterminato:

    TITOLO IV ALTRE FORME DI RECLUTAMENTO

    Art.14

    (Contratto a tempo determinato con possibilità di consolidamento)

    1. Il CNR, a seguito di espletamento di procedure selettive per aree scientifiche e settori tecnologici, sulla base dei requisiti previsti dall’articolo 20 quarto comma lettera a) del decreto di riordino, può assumere personale nei profili di ricercatore e tecnologo con contratti a tempo determinato della durata massima di cinque anni, sulla base di specifici progetti proposti dai direttori dei dipartimenti o degli istituti e previa approvazione del Consiglio di amministrazione con oneri a carico dei fondi ordinari di bilancio assegnati per lo svolgimento di tali progetti, e nei limiti di volta in volta definiti dal programma triennale del fabbisogno di personale e dei relativi aggiornamenti. In tal caso il bando di concorso può prevedere espressamente la facoltà discrezionale dell’Ente, al fine di valorizzare il patrimonio di risorse umane acquisito, di convertire a tempo indeterminato, previa delibera del Consiglio di amministrazione, il rapporto di lavoro a termine instauratosi non prima che siano trascorsi due anni, in relazione all’effettivo interesse dell’Ente correlato al piano triennale delle attività ed al relativo fabbisogno di personale, nonché sulla base della valutazione dei risultati dell’attività svolta dal dipendente e delle competenze sviluppate.

    2. Le procedure selettive si svolgono secondo quanto stabilito dal Titolo II.

    3. Con delibera del Consiglio di amministrazione saranno stabilite le modalità per l’applicazione del presente articolo che comunque dovranno assicurare criteri idonei a considerare il ruolo ricoperto ed i risultati dell’attività.

    4. Nel caso in cui l’Ente non eserciti la facoltà di cui al comma 1, il contratto cessa alla propria naturale scadenza.

    5. Ai soli fini del presente articolo in caso di valutazione positiva e di conseguente conversione del contratto, gli effetti giuridici ed economici decorrono dalla data di prima assunzione.

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    precari - news - 10

    di precaristat (06/07/2004 - 10:42)

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