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    Archivio Luglio 2005

    27 luglio: interrogazione parlamentare Pdci sull'Istat

    di precaristat (27/07/2005 - 16:55)

    Interrogazione a risposta scritta

     

    Al Ministro dell’Interno

     

    Per Sapere, Premesso che:

     

    il 20 luglio scorso, il direttore generale dell’Istat, Olimpio Cianfarani, ha chiamato la Digos per interrompere una iniziativa sindacale del tutto pacifica che si stava svolgendo all’interno della struttura, nella quale si denunciava l’iniziativa dell’Istat di esternalizzare la rete di rilevazione dell’indagine delle forze di lavoro;

     

    i ricercatori e altri lavoratori dell’Istituto sono estremamente preoccupati per questo incredibile episodio, che mette pericolosamente in seria discussione i diritti sindacali dei lavoratori stessi all’interno della struttura;

     

    a parere degli interroganti, ciò che è avvenuto è gravissimo e intollerabile;

     

    se non ritenga opportuno intervenire, presso i soggetti interessati, nell’ambito delle proprie competenze, al fine di individuare le responsabilità di quanto accaduto e per ripristinare un corretto e rispettoso clima sindacale all’interno dell’Ente.

     

     

    On. Giuseppe Cosimo Sgobio

     

     

     

    On. Gabriella Pistone

     

     

    Roma, 25 luglio 2005

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    il manifesto 27 luglio 2005

    di precaristat (27/07/2005 - 16:35)

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    liberazione 27 luglio 2005

    di precaristat (27/07/2005 - 16:34)

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Liberazione - 27 luglio 2005

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    l'unità martedì 26 luglio 2005

    di precaristat (27/07/2005 - 16:32)

     26 Luglio 2005
    ISTAT

    Stop a settembre contro le esternalizzazioni
    I sindacati di categoria facenti capo a Cgil e Uil hanno proclamato uno sciopero nazionale per i lavoratori dell’Istat nel mese di settembre, per protestare contro la scelta dell'Istituto di appaltare a una società esterna la rete di rilevazione delle forze di lavoro. La protesta dei dipendenti dell'Istat si focalizza anche sulla decisione di assumere con contratto di co.co.co. 320 intervistatori che sarebbero alle dirette dipendenze dell'Istat. Per la Cgil si tratta di una «scelta scellerata», che tra l’altro porterà ad un pesante aggravio dei costi.

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    precari news 83

    di precaristat (25/07/2005 - 10:54)

    Italia
    Alitalia: 100 voli cancellati oper lo sciopero del Sult 18/7
    Atesia: il dossier sui precari dei precari - 800 in sospensione e 4 del collettivo licenziati - solidarietà Slaicobas - la feature di Indymedia Roma - comunicato precariatesia 25/7
    Ferrovieri:  sciopero il 25/7 per la sicurezza - "vogliamo più sicurezza" - "meno impieghi atipici e precari"
    Finmek: stato di agitazione in tutti gli stabilimenti
    Giornalisti: si va agli Stati Generali
    Industria agroalimentare: sciopero con adesioni al 100%
    Istat: 20/7 no alle esternalizzazioni - comunicati 1, 2, 3, 4 - l'unità 21/7 - manifesto 22/7 - comunicato Cgil e Uil
    Medici: radiologi e anestesisti non firmano il contratto
    Militari: anche loro precari
    Restauratori: 20/7 incontrano Buttiglione
    Scuola: appello dell'ANIPS - 21/7 presidio dei precari al Senato - supplenze: esposto dei sindacati
    Selfin: lavoratori in sciopero della fame
    Statali: i confederali chiedono al governo di muoversi per il contratto
    Università: presentazione della rete ricercatori precari di Roma

    Dai territori
    Torino: La regione Piemonte impegna 12 milioni di euro per la Embraco
    Genova: 22/7 sciopero e manifestazione dei lavoratori Esaote
    Milano: sciopero 25/7 delle precarie degli asili nido contro l'esternalizzazione - presidio 25/7 (mp3)
    Reggio Emilia: buona adesione allo sciopero dei metalmeccanici del 22/7. Le prossime iniziative
    Toscana: i precari dell'Arpat in consiglio regionale
    Roma: 20/7 sciopero e corteo dei lavoratori delle aziende di appalti telefonici
    Roma: 21/7 party col precario ad Esc
    Teramo: 28/7 manifestazione ex LSU Val Vibrata
    Pomezia: 22/7 protesta alla Fiorucci
    Napoli: 21/7 presidio alla Smartway - 21/7 continua il presidio alla Smartway
    Napoli: 21/7 Disoccupati protestano sui tetti del Comune
    Napoli: 23/7 Disoccupati si gettano in mare, bloccando il traffico marittimo
    Napoli: alla Icar ancora senza stipendio
    Pozzuoli: edili, sciopero generale - corrispondenza mp3
    Puglia: cresce la speranza per i precari ospedalieri
    Cosenza: operai in lotta - 20/7 non uno di meno! - a rischio operai Polti
    Sardegna: la proposta di legge regionale sul reddito Prc
    Sardegna: 22/7 protesta dei precari della regione
    Sicilia: "stabilizzati" i precari per 5 anni
    Sicilia: stabilizzati i precari del 118
    Sicilia: Cuffaro risponde a Di Pietro sui precari
    Catania: all'Apt, aumentate le ore per i precari

    Esteri

    USA - Kimberly Clark: taglio di 6.000 posti
    USA - Nestlè: denunciata per sfruttamento di minori

    Varie
    Censis: 20/7 aumentano i lavoratori in nero
    Dizionario sociologico di un concorso: alla camera
    Dpef: figli e figliastri
    P. Ichino & T. Boeri: decentramento della contrattazione e salario minimo

    Fonti
    Indymedia, Virgilio economia, l'Unità, Militari.org, Caserta24ore, AgeNews, Giornale di Sicilia, Parlamento Toscana, Precari determinati, Metronews, Altremappe, Repubblica, La Voce, Tipi sospesi, Liberazione, Socialpress, Corriere della sera, Salgalaluna, Repubblica, Flc Cgil, Radio Onda d'urto, Bari Live, Ricercatori Precari, Yahoo! Italia news, Emilianet, Articolo 21, Libertà on line


    http://www.precari.tk

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    dal Manifesto - 23 luglio 2005

    di precaristat (25/07/2005 - 10:48)

    dal Manifesto di sabato 23 luglio 2005
     
    Protesta Istat il 26 in piazza
    Martedì 26 sciopero nazionale dei lavoratori Istat contro le politiche adottate dall'istituto. Il 20 luglio, per mettere fine a una protesta di dipendenti e precari, la dirigenza ha addirittura chiamato le forze dell'ordine. Lo sciopero, indetto da Cgil, Uil e dal Coordinamento precari, mira a contrastare le esternalizzazioni del servizio rilevamento forze lavoro (il «Fol»), affidato oggi a oltre 300 cococò. Appuntamento a Roma, palazzo Vidoni, martedì mattina, per il sit dei lavoratori.

    nota bene: il 26 luglio è previsto un sitin. Non lo sciopero.

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    Comunicato 22 luglio 2005

    di precaristat (22/07/2005 - 16:29)

    SCIOPERO NAZIONALE

     

    Stavolta abbiamo colto sul vivo. Ieri 20 luglio abbiamo detto chiaro e tondo un “no” che ha fatto tremare i fragili equilibri dell’istituto. Perché abbiamo detto “no” a qualcosa che il buon senso indica come follia: l’esternalizzazione della rete di rilevazione, uno dei fiori all’occhiello più sponsorizzati di questo istituto.

    L’amministrazione dell’Istat (nelle persone del suo Presidente e del Direttore Generale) non sapeva (e non sa) cosa rispondere.

    Non sapeva cosa rispondere ai precari, ai sindacati, agli stessi rilevatori che, da varie parti d’Italia sono arrivati ieri a Roma.

    Non sapeva rispondere, Biggeri.

     

    ·         L’esternalizzazione costa di più

    ·         L’esternalizzazione peggiora la qualità

    ·         L’esternalizzazione rende ancora più precarie le condizioni dei lavoratori: quali condizioni di vita e di lavoro attendono i 310 co.co.co. della Rete? E i supervisori (precari) degli uffici regionali?

     

    L’esternalizzazione è una sconfitta di tutti: in primo luogo dell’Istat, in secondo luogo di tutti i suoi lavoratori.

    L’esternalizzazione si inserisce nel “nuovo corso” dell’amministrazione, dalla provocatoria bozza di regolamento che precarizza senza speranza, alla rigida chiusura sulle proposte congiunte di precari e sindacati.

    Non sapendo rispondere al buon senso e alla dignità dei lavoratori che legittimamente protestavano nella sala del Consiglio d’Istituto durante la mattinata del 20 luglio, il Presidente e il Direttore Generale non hanno avuto un’idea migliore che chiamare la polizia.

    Sei solerti funzionari con tanto di distintivo hanno tentato di identificare i lavoratori, limitandosi poi ad alcuni di essi, e hanno di fatto sgomberato la sala.

    L’amministrazione sta poi continuando il suo tentativo di intimidazione senza senso, al contempo pubblicando il famigerato bando di gara d’appalto in data 21 luglio.

    Alle provocazioni e alla debolezza dell’amministrazione, che persegue la miope strada senza via d’uscita della precarizzazione e dell’esternalizzazione, l’assemblea spontanea ha risposto con la proclamazione di uno sciopero.

     

    CONTRO OGNI TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE

    PRIMO SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI ISTAT CONTRO LA PRECARIETA’

     

    I precari dell’Istat invitano tutti i lavoratori, dirigenti compresi, a respingere eventuali maldestri tentativi di intimidazione. Inoltre, invitiamo tutti, a prescindere dal proprio contratto, a prescindere dalla tessera che hanno in tasca, ad unirsi in questa battaglia, che ha a cuore prima di tutto il mantenimento del ruolo pubblico e di garanzia per tutti del dato statistico e l’autonomia della ricerca.

    ASSEMBLEE IN OGNI SEDE!

     

    SIT – IN ore 12

    MARTEDI’ 26 LUGLIO 2005

    MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

    (PALAZZO VIDONI - C.so Vittorio Emanuele II)

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    da l'Unità - 21 luglio 2005

    di precaristat (21/07/2005 - 10:44)

    21 Luglio 2005

    L’Istat appalta
    le rilevazioni
    No dei lavoratori


    Protesta dei precari interrotta
    dalla polizia. Si va allo sciopero



    di Felicia Masocco/ Roma


    POLIZIA ALL’ISTAT e i dipendenti vanno allo sciopero. Contro la scelta del vertice di via Balbo di chiamare le forze dell’ordine ieri durante un’iniziativa sindaca
    le, non autorizzata ma pacifica. E soprattutto contro l’esternalizzazione del servizio Fol, la rilevazione delle forze lavoro. «Costretto» dai tetti di spesa imposti dall’ultima Finanziaria e da norme di legge che il ministero della Funzione pubblica vuole assolutamente rispettate, l’Istituto sta procedendo con un bando di gara per dare in appalto quello che era ed è considerato in via Balbo un fiore all’occhiello della statistica pubblica. Si tratta di una rete di rilevazione, oltre trecento co.co.co che in tutta Italia assumono informazioni sulle forze lavoro, sulle loro dimensioni, su come cambiano. Costano complessivamente 5 milioni di euro l’anno: una società esterna costerebbe 6 milioni e mezzo. Dunque? «Dunque verrebbe violato il principio di risparmio che la pubblica amministrazione si è imposta», spiega Gabriele Giannini responsabile Slc-Cgil, il sindacato che con la Uil e il Coordinamento dei precari ieri ha protestato interrompendo la riunione del Consiglio d’Istituto. Per tutta risposta sono stati chiamati degli agenti in borghese (non accadeva dagli anni Settanta) che hanno identificato alcuni lavoratori e rappresentanti sindacali. Riuniti in assemblea i dipendenti hanno dunque proclamato lo sciopero nazionale «é il primo contro la precarietà» spiega Lorenzo Cassata, del Coordinamento. E martedì terranno un sit-in davanti al ministero della Funzione Pubblica. Il «nodo» sta infatti a palazzo Vidoni: è qui, passando per via Venti Settembre sede del ministero dell’Economia che si decide il futuro della statistica pubblica. E a quanto pare le incognite non mancano. Data la politica di questo governo, il timore è che l’esternalizzazione della Fol sia un primo passo verso lo «smembramento» dell’Istat. Anche per i vertici dell’Istituto comunque la rilevazione delle l’Indagine forze lavoro deve restare interna. «È un servizio di qualità, dà un buon grado di soddisfazione - riconosce Vittoria Buratta, dirigente del dipartimento di produzione -. È una rete che funziona, è formata, ha familiarità con il territorio. Esternalizzarla è un disinvestimento. Per questo chiediamo una deroga alla norma e puntiamo ad averla. Ma fino a quando non l’avremo ottenuta siamo tenuti a percorrere la via dell’esternalizzazione». «Se questa è la posizione dell’ Istat gli chiediamo di mantenerla - rilancia Giannini -. Chiediamo un atto di coraggio».

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    Comunicato 20 luglio 2005 (4)

    di precaristat (21/07/2005 - 10:42)

    Un centinaio di lavoratori precari dell'Istat (tra cui numerosi rilevatori provenienti da tutta Italia), insieme a lavoratori a tempo indeterminato stamattina hanno cercato di portare nella riunione del Consiglio dell'Istat la loro opinione contraria all'assurdo processo di esternalizzazione della rete di rilevazione dell'Indagine Forze di Lavoro, avviato dall'amministrazione.
    Dopo pochi minuti, mentre si stava pacatamente discutendo sulle proposte in campo e nel merito, sono entrati nella sala riunioni alcuni funzionari della Digos, chiamati evidentemente dal Presidente Biggeri. Sono stati identificati alcuni dei presenti, tra cui i delegati sindacali.
    I lavoratori non si sono lasciati intimidire. Riuniti in assemblea non autorizzata, hanno deciso di proclamare uno sciopero nazionale dell'Istat, il primo sciopero dei lavoratori Istat contro la precarietà, e di organizzare nuove iniziative per i prossimi giorni, a cominciare da un sit in, il prossimo martedì 26 luglio, presso il Ministero della Funzione Pubblica, per chiedere l'immediata sospensione del processo di smembramento della statistica pubblica e per denunciare il comportamento ottusamente antisindacale dell'amministrazione dell'Istat.

    Coordinamento Precari Istat - 20 luglio 2005
    http://www.precari.tk

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    Comunicato 20 luglio 2005 (3)

    di precaristat (21/07/2005 - 10:41)

    Comunicato stampa 20 luglio 2005

    L’AMMINISTRAZIONE DELL’ISTAT MINACCIA

    I PRECARI RISPONDONO

    A meno di una settimana dall’occupazione della sala stampa del 13 luglio scorso, stanno arrivando a tutti i precari dell’Istat più impegnati nelle lotte minacciose lettere individuali: hanno superato (nel 2004) le 30 ore di permesso sindacale concesse annualmente ai singoli lavoratori.

    Un controllo effettuato a tappeto, casualmente in questo luglio caldo.

    Da anni si chiudeva un occhio sullo sforamento del tetto-ore di assemblea, in nome della “pax sindacale”. Oggi l’amministrazione ha deciso che “non si sgarra”, ingiungendo il pagamento delle ore in più di assemblea (anche a chi nel frattempo ha cambiato matricola e ha avuto uno “stacco” di contratto, per venire incontro alle necessità pseudo-giuridiche dell’Istat) e promettendo futuri e non meglio precisati “provvedimenti disciplinari” in caso di nuovo sgarro.

    Allo stesso tempo l’amministrazione, all’ultimo momento, ha anticipato alla mattina la riunione del Consiglio dell’Istat prevista per le 14 di mercoledi’ 20 luglio. Evidentemente erano giunte all’orecchio del direttore voci sulle intenzioni “bellicose” dei precari e dei sindacati, che vogliono far sapere anche al consiglio cosa ne pensano dell’esternalizzazione della rete FOL, della cosiddetta “bozza di regolamento” e dell’ingresso massiccio di co.co.co. in funzioni ordinarie.

    Non contenta l’amministrazione ha negato il diritto di assemblea sindacale ai lavoratori per il giorno 20.

    Perché il Presidente e il Direttore Generale hanno questa fretta di esternalizzare la rete di rilevazione del servizio FOL, che rappresenta un fiore all’occhiello dell’Istat?

    Perché, nella foga, giungono al punto di negare i diritti sindacali e di minacciare, più o meno velatamente, i precari in una evidente escalation di provocazioni?

    Non abbiamo le risposte a queste domande. Le stiamo cercando e continuiamo a cercarle, sicuri di essere fastidiosi, per un’amministrazione che agisce sistematicamente senza trasparenza.

    Saremo comunque oggi 20 luglio, la mattina, dalle ore 11 nella sede centrale con una folta delegazione, a far sentire le nostre ragioni al Consiglio dell’Istat. Con o senza permesso. Non ci lasciamo intimidire dalle lettere di minaccia, né dalla negazione dei più elementari diritti sindacali.

    NO ALLE ESTERNALIZZAZIONI

    NO ALLE PROVOCAZIONI


    http://www.precari.tk
    precaristat@clarence.com


    Di seguito il comunicato (di oggi 20 luglio) dei rilevatori della Rete di Forze Lavoro, l'indagine che fornisce i dati ufficiale sull'occupazione in Italia:



    NOI “I RILEVATORI” VORREMMO DIRE QUALCOSA
     

     Tre anni or sono, quando molti di noi sono entrati a far parte della Rete di Rilevazione ISTAT per  l’Indagine Continua sulle Forze di Lavoro, ci fu consegnata la Guida del Rilevatore dalla quale vorremmo ora leggere qualche stralcio.

    “Molti dei dati che produce l’Istat sono il risultato della ricerca sul campo realizzata intervistando direttamente le persone…. E’ una grande e consolidata esperienza che, nel caso di questa indagine sulle Forze di Lavoro si rinnova e introduce elementi di assoluta originalità nel panorama delle ricerche dell’Istituto. Voi fate parte di queste innovazioni. Per la prime volta, infatti l’Istat ha deciso di dotarsi di una rete di intervistatori professionisti per rilevare le informazioni che servono. Voi insieme a noi condurrete la nuova indagine FOL e sarete protagonisti di questo progetto innovativo insieme a tutte le strutture dell’Istat coinvolte.

    Essere un intervistatore che lavora per conto dell’Istat è molto importante perché significa raccogliere informazioni utili per il  Paese…

    Per ottenere questo obiettivo occorre mettere in campo risorse esterne e interne: le risorse interne ve le offre l’Istat con la formazione, l’assistenza continua e un apparato organizzativo che non vi lascerà mai soli.

    Quando si parla di un processo che ha come obiettivo la qualità non bisogna mai dimenticare che questa diventa l’obiettivo di tutte le fasi del processo e non solo dei risultati finali……Infatti nel lavoro di intervistatore il fare non basta, è il fare bene che è fondamentale, quindi oltre al cosa fare bisogna stare attenti a come farlo.

    Voi siete impegnati nella raccolta dei dati. Tenendo presente che la qualità complessiva dell’indagine è data dalla qualità di ciascuna fase ed è concatenata a tutte le altre , potete capire quanto il vostro lavoro incida in modo decisivo sulla validità dei risultati finali.

    E’ fondamentale che raccogliate i dati seguendo le indicazioni dei ricercatori, andando presso le famiglie. Voi siete il tramite fondamentale tra l’Istat e i rispondenti ….

    Nella ricerca statistica il risultato dipende dalle procedure e dalle regole messe in atto per ottenerlo: un risultato ottenuto senza rispettare le regole non è lo stesso risultato conseguito rispettando le regole e la differenza è fondamentale perché nel primo caso non potrete raggiungere la qualità.”


    Noi rilevatori, o co.co.co. che dir si voglia, alla luce delle parole appena lette, riteniamo vergognosa l’esternalizzazione della Rete di rilevazione: sarebbe come negare e smentire con i fatti tutte queste belle e, direi quasi commoventi, premesse teoriche. Tre anni di lavoro serio e professionale  verrebbero gettati alle ortiche senza alcun rispetto per gli sforzi fatti  e per la qualità dei risultati raggiunti.
                                     

                                           I Rilevatori dell’ Indagine Continua sulle Forze di Lavoro

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    Comunicato 20 luglio 2005 (2)

    di precaristat (21/07/2005 - 10:39)

    fermiamo l’esternalizzazione dei rilevatori istat

     

    I vertici dell’Istituto mostrano con determinazione la volontà di fare dell’indagine sulle forze di lavoro, il primo esperimento di esternalizzazione di segmenti di produzione, attuando la totale esternalizzazione della rete di rilevazione, in questi anni faticosamente messa in piedi e gestita dall’istituto.

    L’amministrazione Istat nel momento in cui tutti gli altri enti pubblici stanno compiendo un passo indietro rispetto alle scellerate politiche di precarizzazione di questi anni, rischia di avviare il definitivo tracollo dell’Istituto, compiendo scelte antieconomiche e fortemente peggiorative della qualità della ricerca. Ricordiamo inoltre che:

    -          un numero consistente di co.co.co per la prima volta, si appresta a fare ingresso impiegata nelle ordinarie attività d’Istituto; si continua ad abusare di una forma contrattuale senza tutele anche per le attività quotidiane dell'istituto

    -          La proposta dell’amministrazione per il nuovo regolamento del personale prevede l’utilizzo spregiudicato di tutte le tipologie di precariato e l’esternalizzazione di alcuni segmenti di produzione.

     In quale direzione si vuole mandare l’istituto proprio in un momento come questo in cui già gode di scarsa credibilità ?

    I precari Istat siano essi rilevatori, collaboratori o ricercatori chiedono:

    • l’immediato congelamento dei lavori della commissione per l’appalto esterno dell’indagine sulle Forze di lavoro
    • l’accoglimento delle richieste di lavoratori e sindacati per il regolamento del personale
    • Il blocco di ingressi di precari con forme contrattuali addirittura peggiori di quelle fin ora utilizzate cioè co.co.co. senza diritti né garanzie

     

    Portiamo le nostre rivendicazioni al consiglio d’Istituto delle ore 14.00 stanza 310

     

    domani  mercoledì 20 ore 13.00 scalinata di via balbo

    fermiamo il declino e la precarizzazione dell’Istat

    Coordinamento precari Istat - 20 luglio 2005

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    Comunicato 20 luglio 2005 (1)

    di precaristat (21/07/2005 - 10:28)

    fermiamo l’esternalizzazione dei rilevatori istat

     

    I vertici dell’Istituto mostrano con determinazione la volontà di fare dell’indagine sulle forze di lavoro, il primo esperimento di esternalizzazione di segmenti di produzione, attuando la totale esternalizzazione della rete di rilevazione, in questi anni faticosamente messa in piedi e gestita dall’istituto.

    L’amministrazione Istat nel momento in cui tutti gli altri enti pubblici stanno compiendo un passo indietro rispetto alle scellerate politiche di precarizzazione di questi anni, rischia di avviare il definitivo tracollo dell’Istituto, compiendo scelte antieconomiche e fortemente peggiorative della qualità della ricerca. Ricordiamo inoltre che:

    -          un numero consistente di co.co.co per la prima volta, si appresta a fare ingresso impiegata nelle ordinarie attività d’Istituto; si continua ad abusare di una forma contrattuale senza tutele anche per le attività quotidiane dell'istituto

    -          La proposta dell’amministrazione per il nuovo regolamento del personale prevede l’utilizzo spregiudicato di tutte le tipologie di precariato e l’esternalizzazione di alcuni segmenti di produzione.

     In quale direzione si vuole mandare l’istituto proprio in un momento come questo in cui già gode di scarsa credibilità ?

    Ci piace ricordare che “Basta con il precariato all’Istat”, ci disse qualche mese fa il presidente Biggeri in un incontro.

    Tutto quanto accaduto in seguito lasciava pensare che le cose andassero come Biggeri voleva.

    • Il Cnr (il più grande ente di ricerca italiano), ad aprile 2005, recepisce nel suo regolamento (approvato dal governo) un modello di tenure track, che consente di convertire i contratti da tempo determinato a indeterminato, prendendo spunto da quanto già regolamentato da altri enti pubblici di ricerca
    • Il 30 maggio 2005 esce un decreto che stabilizza 100 precari della Protezione Civile
    • Durante il mese di giugno si leggono continue dichiarazioni e interviste di Baccini, ministro della funzione pubblica. Vuole stabilizzare i precari della pubblica amministrazione. Parla di 6.500 persone. Diventeranno 7.000 in un articolo del Messaggero del 2 luglio, che include anche “450 precari dell’Istat”. Tutto questo dopo le iniziative dei precari Istat gli scioperi e le mobilitazioni indette dai sindacati di base e confederali, alla fine di giugno
    • Nello stesso tempo si moltiplicano le denunce del sistema del precariato nella ricerca (in particolare il documentario trasmesso da Rai 3, “W la ricerca”) e le critiche ai concorsi pubblici, per come vengono effettuati, come soluzione limpida al problema del precariato (sono di questi giorni notizie di arresti per concorsi truccati in varie università)
    • A metà giugno, dopo numerosi incontri e dibattiti, il Coordinamento Precari Istat e le organizzioni sindacali CGIL e UIL hanno reso pubblico un documento di proposte per il nuovo regolamento, chiedendo percorsi di trasformazione e diritti per tutti
    • L’Istat il 16 settembre 2005 potrà (finalmente) assumere tutti i vincitori dei concorsi dello scorso anno. Grazie anche alle mobilitazioni dei precari e dei sindacati, le deroghe sono state tutte ottenute, con risorse aggiuntive. Così come, grazie anche alle nostre lotte, l’Istat ha riconquistato i soldi che gli erano stati tolti (i noti 28 milioni).

    L’amministrazione dell’Istat si trova – ad oggi – davanti a un mondo politico, sindacale e a un’opinione pubblica pronti a recepire ciò che Biggeri ci diceva qualche mese fa: “Basta col precariato all’Istat”. L’Istat ha i soldi. Ha il sostegno dei lavoratori. Nerl momento in cui è possibile investire nella qualità delle indagini Istat e migliorare le condizioni di vita dei lavoratori si apre ad una recrudescenza della precarizzazione dell’istituto.

    I precari Istat rilevatori, collaboratori o ricercatori dichiarando che metteranno in essere tutte le forme di mobilitazione necessarie all’accoglimento delle proprie istanze chiedono:

    • l’immediato congelamento dei lavori della commissione per l’appalto esterno dell’indagine sulle Forze di lavoro
    • l’accoglimento delle richieste di lavoratori e sindacati per il regolamento del personale
    • Il blocco di ingressi di precari con forme contrattuali addirittura peggiori di quelle fin ora utilizzate cioè co.co.co. senza diritti né garanzie

    fermiamo il declino e la precarizzazione dell’Istat

    Coordinamento precari Istat - 20 luglio 2005

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    precari news 82

    di precaristat (18/07/2005 - 22:27)

    Italia
    Alitalia: assistenti di volo in sciopero l'11/7 con Cgil, Cisl e Uil; il 17/7 con il Sult - 8/7 cancellati 92 voli per scioperi
    Autoferrotranvieri: 15/7 sciopero, comunicato Cobas - comunicato Cgil-Cisl-Uil-Cisal-Ugl - corriere
    Autostrade: sciopero dei caselli
    Magistrati: sciopero, sindacati solidarizzano: troppi precari
    Medici: il contratto arriva in Consiglio dei ministri
    Migranti: il forum dell'11/7 contro i Cpt
    Olivetti e Finsiel: tra Tronchetti Provera e Tripi
    Pubblico Impiego: le proposte di Baccini per stabilizzare i precari
    Rai: i 3 anni di Primo Piano, grazie ai precari - Petruccioli " a che punto è l'accordo sui precari?"
    Ricerca: comunicato precari Istat 11/7 - 13/7 i precari Istat occupano la sala stampa - i precari della ricerca: il dossier realizzato dai precari della ricerca - il manifesto 14/7
    Scuola: le proposte dell'ANIPS - ancora una volta precari in vacanza coatta - i criteri per l'assunzione dei precari - Catania non fa montagna - anche la Cisl contro il decreto sul 2° ciclo
    Università: 3+2, più professori che studenti

    Dalle città e dalle regioni
    Torino: Tim costretta ad assumere per abuso di contratti "atipici"
    Liguria: presto aiuti ai lavoratori precari dalla regione - i "primi segnali"
    Lombardia: 11/7 approda in regione il progetto di legge sul reddito sociale
    Milano: 30mila a rischio: non sanno se torneranno dalle ferie ancora con un lavoro
    Milano: caporalato sui migranti per costruire la nuova Fiera
    Rho (MI): 5/7 presentazione "Il consumatore lavorato"
    Cinisello Balsamo: 30/6 continui blocchi della Brico service
    Lecco: "la nostra provincia è piena di precari"
    Brescia: licenziato, perché malato
    Cremona: Rifondazione, i precari quanti sono?
    Friuli Venezia Giulia: sulla legge regionale sul lavoro
    Gorizia: 4/7 in corteo contro i 150 licenziamenti di Finmek
    Ferrara: 12/7 ricercatori precari all'inaugurazione del polo tecnologico - 14/7 i ricercatori precari incontrano Errani
    Toscana: agitazione dei lavoratori Telecom Italia
    Ascoli Piceno: accordo sui livelli occupazionali alla Pirelli
    Abruzzo: 7/7 la regione incontra gli ex LSU
    Teramo: 19/7 sciopero della fame ex LSU
    Viterbo: precari del Cev: non rispettati gli accordi
    Lazio: il TAR riammette i precari della scuola over 65
    Roma: il concorso per gli asili nido favorisce gli iscritti CISL
    Roma: 300 licenze per sanara i tassisti precari
    Roma: 8/7 festa di raccolta fondi per la lotta dei precari dei call center
    Roma: speculazione sull'università nell'area dell'ex Snia
    Napoli: 5/7 lavoratori dell'Exide sui tetti contro i licenziamenti
    Napoli: All'Icar in 57 senza salario da 5 mesi - "intervenga la Guardia di Finanza"
    Caserta: da una settimana presidio contro i 48 licenziamenti alla Morteo Containers - comunicato lavoratori Finmek
    Puglia: precari e fonti rinnovabili - per una legge regionale sul reddito sociale
    Foggia: Prc propone si assumere gli ex cococo della provincia con una società ad hoc
    Taranto: all'ILVA si licenzia chi sciopera: nuovo sciopero 11/7
    Bari: intervista a F. Boccia sul salario d'ingresso
    Palermo: i precari del 118 assunti dai gestori privati?
    Acireale: 13/7 sitin di protesta dei lavoratori senza stipendio
    Capo d'Orlando: il sindaco "non è facile stabilizzare 282 precari"

    Varie
    Costa-Gavras: quando il precario diventa killer
    Femminismo: da angeli del focolare a nomadi precarie
    Giurisprudenza: importante sentenza contro il licenziamento in caso di cessazione dell'appalto
    Quanti sono i precari: secondo la CISL non c'è nessun aumento
    Racconto/lavoro: racconti dal mondo del lavoro
    Tfr e pensioni - gli articoli de La Voce 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8
    Tu quando scadi? Racconti di precari

    Fonti
    Indymedia, Repubblica, Il Messaggero, Liberazione, il Manifesto, Trend on line, Barilive, Libertà on line, Orizzonte Scuola, Week.it, Articolo 21, Giornale di Sicilia, Savonanews, Il Pane e le rose, Il Quotidiano di Ascoli, ANSA, Welfare Cremona, Merate on line, Tutto Spezia, Edilportale, Racconto lavoro, Biblioatipici, RedLab, Flc - Cgil, Montagna.org, Estense.com, Altremappe, Confederazione Cobas, Tusciaweb, Precari determinati, Modena2000, Il Pane e le rose, Orlandino.it, Teleradioerre, Articolo21, Comitati Insegnanti Precari


    http://www.precari.tk

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    Il Manifesto - 14 luglio 2005

    di precaristat (15/07/2005 - 15:18)

    Fonte

    Precari Istat, torna il blocco dei dati
    Occupato l'istituto: «Lavoro garantito e qualità dei servizi»
    Spalancate ai flessibili. Il nuovo logo della "I" a «porte aperte» è il vanto dell'Istat. Il Coordinamento atipici ha fatto un anti-logo, con la "P" di «precari». La Cgil: «Stabilizzare tutti»


    Il nuovo logo dell'Istat deve evocare «vicinanza all'utente, trasmettendo che l'Istat è un bene pubblico, anche al servizio del cittadino». I due elementi geometrici «simulano la grafica di una porta in movimento, mantenendo nel contempo la valenza di solidità e sicurezza». Con queste parole lo stesso designer spiega il rinnovato simbolo dell'istituto di statistica: concetti nobilissimi, ma certo non troppo digeribili per gli 810 lavoratori precari che da anni conducono rilevazioni e ricerche senza vedere la fine del tunnel (se si eccettua uno stock di assunzioni, 174, che dovrebbero finalmente andare in porto questo settembre). Così hanno detto: anche noi ci facciamo un logo, e hanno messo la P (di «precari») proprio in mezzo alla porta. E ieri hanno pure concretizzato, occupando la sala stampa e impedendo il consueto briefing con i giornalisti per i dati sulla produzione industriale. Un'iniziativa a tre: Cgil, Uil e Coordinamento precari Istat. Quest'ultimo soggetto, molto attivo, ha creato il «contro-logo», e ha elaborato - insieme ai precari di diversi istituti - un'interessante indagine sul lavoro atipico nel settore della ricerca.

    Flessibili interni. O in appalto

    Innanzitutto bisogna distinguere i precari della ricerca in due grossi tronconi: quelli «assunti» (si fa per dire) direttamente dagli istituti, e quelli utilizzati in «outsourcing», ovvero attraverso la messa in appalto di un servizio, e dunque dipendenti da società private che accettano commesse dal pubblico. Le forme contrattuali sono le più svariate: a termine, cococo, a progetto, con partita Iva, ma anche borsisti, stagisti, e addirittura (può capitare negli appalti) in nero. Il settore pubblico è ormai strapieno di atipici: il piccolo dossier messo insieme dai precari del coordinamento fa riferimento a uno studio del ministero dell'economia, «I rapporti di lavoro flessibile nella pubblica amministrazione», datato 2003 ma che elabora dati fermi al 31 dicembre 2001. Cifre sicuramente cresciute da allora: venivano censiti 2.581 precari nella ricerca pubblica italiana, 6.981 docenti universitari e 6.408 impiegati nel comparto università. Bisogna anche tener conto che sono considerati esclusivamente i rapporti subordinati a termine, e dunque non viene inclusa nel calcolo la galassia di collaborazioni, borse di studio, stage e autonomi. I numeri del mondo atipico sono dunque certamente superiori, e una verifica empirica l'hanno fatta i coordinamenti precari di nove istituti romani, che si sono autocensiti: sono venuti fuori ben 5 mila lavoratori con rapporti «non classici», ben superiori agli striminziti 2.581 calcolati per tutta Italia.

    Mille e trecento sono i precari all'Infn (istituto nazionale fisica nucleare); segue l'Isfol con 990; Istat e Istituto superiore di sanità con 800 ciascuno; l'Enea con 628; l'Icram (ricerca sul mare) con 150; l'Inran (alimenti e nutrizione) ne ha 100, l'Invalsi (valutazione istruzione) 75, l'Inea (economia agraria) 60. A parte i numeri assoluti, evocative sono le percentuali: più piccolo è l'istituto, maggiore è la presenza di precari rispetto al personale di ruolo: così all'Icram si arriva a cifre vicine al 100%, all'Isfol siamo al 90%, all'Invalsi all'83%. All'Istat, la percentuale è del 28%: 2100 a tempo indeterminato, 450 a termine e 360 cococo.

    Atipico intervista atipico

    Interessante anche la qualità del lavoro svolto: a parlarci del mondo flessibile, fornendo dati e rilevazioni periodiche, sono i flessibili stessi. Ad esempio, l'indagine sulle forze lavoro in Italia viene compiuta materialmente da 318 rilevatori cococo dell'Istat, mentre viene organizzata da personale che per più della metà è a termine. Le interviste telefoniche esterne sono addirittura appaltate alla (tristemente) nota Atesia - gruppo Cos - call center simbolo del precariato in Italia. I dati sui contratti sono elaborati invece dal servizio censimento Istat: 80% di atipici. Passando ad altri istituti, Alma Laurea fa indagini sui destini dei laureati: i ricercatori, tempo fa, denunciarono il loro status di «stagisti pluriennali», e dunque non retribuiti (!). L'Isfol (precari al 90%) si occupa di formazione lavoro.

    Come dire, tocca proprio protestare. Nelle università il movimento di lotta è già più maturo e si è esibito nelle manifestazioni anti riforma Moratti, negli enti di ricerca è ancora da coordinare sul piano nazionale. «Noi facciamo una battaglia anche in nome della qualità e dell'innovazione dei servizi pubblici, contro il declino di cui tanto si parla», spiega Fabrizio Stocchi, del Coordinamento precari Istat. «I nostri scioperi - aggiunge Gabriele Giannini, Fp Cgil - hanno portato al primo stock di assunzioni quest'anno, ma adesso puntiamo a stabilizzare tutti i tempi determinati Istat. Resta il nodo dei rilevatori cococo, che la dirigenza vorrebbe esternalizzare: pensiamo che sia un errore, devono rimanere interni all'istituto, anche per offrire un servizio controllabile e di qualità». La piattaforma dei precari della ricerca parla infatti di stabilizzazione, riconoscimento di anzianità e tutele, più fondi, diritti di rappresentanza e sicurezza sul lavoro.

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    13 luglio Agenzia ApCom

    di precaristat (13/07/2005 - 19:38)

    ISTAT/ PRECARI OCCUPANO SALA STAMPA, CHIEDONO GARANZIE
    13/07/2005

    Le indagini Istat su forze lavoro condotte proprio da precari

    Roma, 13 lug. (Apcom) - "Stabilizzazione e diritto al futuro per tutti" e "fermiamo il declino e la precarizzazione dell'Istat". Con questo slogan il Coordinamento dei lavoratori precari dell'Istat e alcuni sindacalisti di CGIL e UIL hanno occupato questa mattina la sala stampa dell'ufficio di statistica bloccando la diffusione dei dati della produzione industriale italiana di maggio. Una trentina di persone ha impedito la conferenza stampa sui dati (che sono stati distribuiti qualche ora più tardi) attaccando un piano della direzione Istat di affidare l'indagine trimestrale sulle forze di lavoro in Italia e "di alcuni segmenti di produzione"" a società esterne e lamentando più in generale la situazione di precariato dei ricercatori italiani.

    Proprio l'indagine su forze di lavoro e disoccupazione, sostiene il gruppo, è realizzata al momento da 318 co.co.co sparsi sul territorio nazionale e organizzata da un servizio in cui più della metà del personale ha un contratto a termine. "Attualmente l'indagine è svolta da Atesia, società nota in tutta Italia per l'alto tasso di precarizzazione," lamenta il Coordinamento in una panoramica su precariato e ricerca in Italia. La ricerca annuale Istat sulla riuscita del percorso universitario dei laureati, ironizza il Coordinamento, è invece realizzata dal consorzio universitario Alma Laurea. "Le ricerche sul mondo del lavoro sono prerogativa dell'università che - secondo le scelte dei pochi professori di ruolo - incarica i precari (un popolo di ghostwriter) di redigere tabelle e rapporti per costruire tesi spesso strampalate sui vantaggi della flessibilità," continua il gruppo aggiungendo che "sono anni che il lavoro precario è studiato dai precari della ricerca, senza che essi appaiano come i veri autori."

    Secondo il Coordinamento, sono 800 i precari che lavorano all'Istat, che rappresenta il 28% del totale dei lavoratori dell'istituto. Molti dei precari sfuggono alle statistiche ufficiali del Ministero della Funzione Pubblica perché non riportano tutti i collaboratori, stagisti, borsisti, dottorandi e assegnisti di ricerca. "Basti pensare che solo raccogliendo autonomamente i dati per 10 enti pubblici di ricerca siamo arrivati a circa 5000 precari (il doppio del numero rilevato dalla Funzione Pubblica per tutto il comparto)."

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    Nota rapida e comunicati 13 luglio 2005

    di precaristat (13/07/2005 - 17:56)

    Nota rapida
    Comunicato sul precariato nella ricerca

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    Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego 13 luglio 2005

    di precaristat (13/07/2005 - 15:58)

    13 luglio 2005 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego

    LA LOTTA DEI PRECARI DELL’ISTAT
    È LA LOTTA DI TUTTI I PRECARI DEL PUBBLICO IMPIEGO

    La R.d.B. Pubblico Impiego esprime la massima solidarietà alla lotta dei lavoratori precari dell’ISTAT che oggi hanno occupato l’ufficio stampa per opporsi al piano, voluto dai vertici dell’Ente, di inserimento di ulteriori forme di precarietà oltre a quelle già presenti.
    I lavoratori dell’ISTAT ormai da anni richiedono la sacrosanta stabilizzazione del proprio posto di lavoro, così come altre migliaia di precari della Ricerca e di tutto il Pubblico Impiego, il Governo e le Amministrazioni rispondono con un aumento della precarietà.
    Il precariato è ormai una piaga che non risparmia nessun aspetto del mondo del lavoro e che sta dilagando anche nella Pubblica Amministrazione.
    Mentre CGIL CISL e UIL trattano con il Governo per introdurre anche nel Pubblico Impiego la precarizzazione estrema contenuta nella legge 30, R.d.B P.I. rigetta il progetto di una società precarizzata e si batte per la stabilizzazione dei 350.000 lavoratori precari della Pubblica Amministrazione.
    In autunno RdB Pubblico Impiego rilancerà l’iniziativa, affinchè nella legge Finanziaria sia inserito un provvedimento per l’assunzione a tempo indeterminato dei lavorati precari che, ormai da anni, garantiscono il funzionamento degli enti e l’erogazione di servizi ai cittadini.

    http://www.rdbcub.it/rassegna_stampa.htm (13 luglio 2005)

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    Affari Italiani - 13 luglio 2005

    di precaristat (13/07/2005 - 10:52)

    Industria / Produzione in calo dell'1%. I precari ritardano l'uscita dei dati
    Mercoledí 13.07.2005 11:44

    [...]

    I precari ritardano l'uscita dei dati sulla produzione industriale

    I dati sulla produzione industriale di maggio dell'Istat, in calendario per oggi alle ore 10:00, hanno subito un ritardo di due ore e mezza nella diffusione a causa di una protesta sindacale.

    L'agitazione è stata organizzata per protestare contro il precariato nell'Istituto di statistica e contro il declino industriale e della ricerca pubblica. "In questa situazione ciò che rimane in piedi della ricerca pubblica è quanto di più prezioso possiede il nostro Paese come possibilità di crescita e sviluppo" si legge nel comunicato del Coordinamento precari Istat. "E' per questo che lasciano sconcertati i continui tagli al settore e soprattutto il feroce processo di precarizzazione con cui sono stati colpiti i lavoratori che in esso operano", conclude la nota.

    http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/istatt.html

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    Reuters 13 luglio 2005

    di precaristat (13/07/2005 - 10:46)

    Istat, dato produzione industriale maggio rinviato
    ROMA, 13 luglio (Reuters) - Istat ha deciso di rinviare la
    pubblicazione del dato sulla produzione industriale di maggio,
    prevista per le ore 10,00, a causa di una agitazione sindacale.
    Lo ha reso noto una portavoce dell'Istituto di statistica,
    aggiungendo di non essere in grado al momento di dire quando il
    dato sarà comunicato.

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    ASCA 13 luglio 2005

    di precaristat (13/07/2005 - 10:45)

    PRODUZIONE INDUSTRIALE: DATI ISTAT IN RITARDO PER PROTESTA SINDACALE =

    (ASCA) - Roma, 13 lug - I dati sulla produzione industriale
    di maggio verranno diffusi in ritardo. Lo slittamento -
    secondo quanto si apprende - è dovuto ad una protesta
    sindacale dei lavoratori precari dell'Istat.

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