27 luglio: interrogazione parlamentare Pdci sull'Istat
Interrogazione a risposta scritta
Al Ministro dell’Interno
Per Sapere, Premesso che:
il 20 luglio scorso, il direttore generale dell’Istat, Olimpio Cianfarani, ha chiamato la Digos per interrompere una iniziativa sindacale del tutto pacifica che si stava svolgendo all’interno della struttura, nella quale si denunciava l’iniziativa dell’Istat di esternalizzare la rete di rilevazione dell’indagine delle forze di lavoro;
i ricercatori e altri lavoratori dell’Istituto sono estremamente preoccupati per questo incredibile episodio, che mette pericolosamente in seria discussione i diritti sindacali dei lavoratori stessi all’interno della struttura;
a parere degli interroganti, ciò che è avvenuto è gravissimo e intollerabile;
se non ritenga opportuno intervenire, presso i soggetti interessati, nell’ambito delle proprie competenze, al fine di individuare le responsabilità di quanto accaduto e per ripristinare un corretto e rispettoso clima sindacale all’interno dell’Ente.
On. Giuseppe Cosimo Sgobio
On. Gabriella Pistone
Roma, 25 luglio 2005
l'unità martedì 26 luglio 2005
26 Luglio 2005
ISTAT
I sindacati di categoria facenti capo a Cgil e Uil hanno proclamato uno sciopero nazionale per i lavoratori dell’Istat nel mese di settembre, per protestare contro la scelta dell'Istituto di appaltare a una società esterna la rete di rilevazione delle forze di lavoro. La protesta dei dipendenti dell'Istat si focalizza anche sulla decisione di assumere con contratto di co.co.co. 320 intervistatori che sarebbero alle dirette dipendenze dell'Istat. Per la Cgil si tratta di una «scelta scellerata», che tra l’altro porterà ad un pesante aggravio dei costi.
precari news 83
Italia
Alitalia: 100 voli cancellati oper lo sciopero del Sult 18/7
Atesia: il dossier sui precari dei precari - 800 in sospensione e 4 del collettivo licenziati - solidarietà Slaicobas - la feature di Indymedia Roma - comunicato precariatesia 25/7
Ferrovieri: sciopero il 25/7 per la sicurezza - "vogliamo più sicurezza" - "meno impieghi atipici e precari"
Finmek: stato di agitazione in tutti gli stabilimenti
Giornalisti: si va agli Stati Generali
Industria agroalimentare: sciopero con adesioni al 100%
Istat: 20/7 no alle esternalizzazioni - comunicati 1, 2, 3, 4 - l'unità 21/7 - manifesto 22/7 - comunicato Cgil e Uil
Medici: radiologi e anestesisti non firmano il contratto
Militari: anche loro precari
Restauratori: 20/7 incontrano Buttiglione
Scuola: appello dell'ANIPS - 21/7 presidio dei precari al Senato - supplenze: esposto dei sindacati
Selfin: lavoratori in sciopero della fame
Statali: i confederali chiedono al governo di muoversi per il contratto
Università: presentazione della rete ricercatori precari di Roma
Dai territori
Torino: La regione Piemonte impegna 12 milioni di euro per la Embraco
Genova: 22/7 sciopero e manifestazione dei lavoratori Esaote
Milano: sciopero 25/7 delle precarie degli asili nido contro l'esternalizzazione - presidio 25/7 (mp3)
Reggio Emilia: buona adesione allo sciopero dei metalmeccanici del 22/7. Le prossime iniziative
Toscana: i precari dell'Arpat in consiglio regionale
Roma: 20/7 sciopero e corteo dei lavoratori delle aziende di appalti telefonici
Roma: 21/7 party col precario ad Esc
Teramo: 28/7 manifestazione ex LSU Val Vibrata
Pomezia: 22/7 protesta alla Fiorucci
Napoli: 21/7 presidio alla Smartway - 21/7 continua il presidio alla Smartway
Napoli: 21/7 Disoccupati protestano sui tetti del Comune
Napoli: 23/7 Disoccupati si gettano in mare, bloccando il traffico marittimo
Napoli: alla Icar ancora senza stipendio
Pozzuoli: edili, sciopero generale - corrispondenza mp3
Puglia: cresce la speranza per i precari ospedalieri
Cosenza: operai in lotta - 20/7 non uno di meno! - a rischio operai Polti
Sardegna: la proposta di legge regionale sul reddito Prc
Sardegna: 22/7 protesta dei precari della regione
Sicilia: "stabilizzati" i precari per 5 anni
Sicilia: stabilizzati i precari del 118
Sicilia: Cuffaro risponde a Di Pietro sui precari
Catania: all'Apt, aumentate le ore per i precari
Esteri
USA - Kimberly Clark: taglio di 6.000 posti
USA - Nestlè: denunciata per sfruttamento di minori
Varie
Censis: 20/7 aumentano i lavoratori in nero
Dizionario sociologico di un concorso: alla camera
Dpef: figli e figliastri
P. Ichino & T. Boeri: decentramento della contrattazione e salario minimo
Fonti
Indymedia, Virgilio economia, l'Unità, Militari.org, Caserta24ore, AgeNews, Giornale di Sicilia, Parlamento Toscana, Precari determinati, Metronews, Altremappe, Repubblica, La Voce, Tipi sospesi, Liberazione, Socialpress, Corriere della sera, Salgalaluna, Repubblica, Flc Cgil, Radio Onda d'urto, Bari Live, Ricercatori Precari, Yahoo! Italia news, Emilianet, Articolo 21, Libertà on line
http://www.precari.tk
dal Manifesto - 23 luglio 2005
Martedì 26 sciopero nazionale dei lavoratori Istat contro le politiche adottate dall'istituto. Il 20 luglio, per mettere fine a una protesta di dipendenti e precari, la dirigenza ha addirittura chiamato le forze dell'ordine. Lo sciopero, indetto da Cgil, Uil e dal Coordinamento precari, mira a contrastare le esternalizzazioni del servizio rilevamento forze lavoro (il «Fol»), affidato oggi a oltre 300 cococò. Appuntamento a Roma, palazzo Vidoni, martedì mattina, per il sit dei lavoratori.
nota bene: il 26 luglio è previsto un sitin. Non lo sciopero.
Comunicato 22 luglio 2005
SCIOPERO NAZIONALE
Stavolta abbiamo colto sul vivo.
Ieri 20 luglio abbiamo detto chiaro e tondo un “no” che ha fatto tremare i
fragili equilibri dell’istituto. Perché abbiamo detto “no” a qualcosa che il
buon senso indica come follia: l’esternalizzazione della rete di rilevazione,
uno dei fiori all’occhiello più sponsorizzati di questo
istituto.
L’amministrazione dell’Istat
(nelle persone del suo Presidente e del Direttore Generale) non sapeva (e non
sa) cosa rispondere.
Non sapeva cosa rispondere ai precari, ai sindacati, agli stessi rilevatori che, da varie parti d’Italia sono arrivati ieri a Roma.
Non sapeva rispondere,
Biggeri.
·
L’esternalizzazione costa di
più
·
L’esternalizzazione peggiora la
qualità
·
L’esternalizzazione rende ancora
più precarie le condizioni dei lavoratori: quali condizioni di vita e di lavoro
attendono i 310 co.co.co. della Rete? E i supervisori (precari) degli uffici
regionali?
L’esternalizzazione è una
sconfitta di tutti: in primo luogo dell’Istat, in secondo luogo di tutti i suoi
lavoratori.
L’esternalizzazione si inserisce
nel “nuovo corso” dell’amministrazione, dalla provocatoria bozza di regolamento
che precarizza senza speranza, alla rigida chiusura sulle proposte congiunte di
precari e sindacati.
Non sapendo rispondere al buon
senso e alla dignità dei lavoratori che legittimamente protestavano nella sala
del Consiglio d’Istituto durante la mattinata del 20 luglio, il Presidente e il
Direttore Generale non hanno avuto
un’idea migliore che chiamare la polizia.
Sei solerti funzionari con tanto
di distintivo hanno tentato di identificare i lavoratori, limitandosi poi ad
alcuni di essi, e hanno di fatto sgomberato la sala.
L’amministrazione sta poi
continuando il suo tentativo di intimidazione senza senso, al contempo
pubblicando il famigerato bando di gara d’appalto in data 21
luglio.
Alle provocazioni e alla debolezza
dell’amministrazione, che persegue la miope strada senza via d’uscita della
precarizzazione e dell’esternalizzazione, l’assemblea spontanea ha risposto con
la proclamazione di uno sciopero.
CONTRO
OGNI TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE
PRIMO
SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI ISTAT CONTRO
LA PRECARIETA’
I precari dell’Istat invitano
tutti i lavoratori, dirigenti compresi, a respingere eventuali maldestri
tentativi di intimidazione. Inoltre, invitiamo tutti, a prescindere dal proprio
contratto, a prescindere dalla tessera che hanno in tasca, ad unirsi in questa
battaglia, che ha a cuore prima di tutto il mantenimento del ruolo pubblico e di
garanzia per tutti del dato statistico e l’autonomia della
ricerca.
ASSEMBLEE IN
OGNI SEDE!
SIT –
IN ore 12
MARTEDI’
26 LUGLIO 2005
MINISTERO
DELLA FUNZIONE PUBBLICA
da l'Unità - 21 luglio 2005
21 Luglio 2005
le rilevazioni
No dei lavoratori
dalla polizia. Si va allo sciopero
di Felicia Masocco/ Roma
POLIZIA ALL’ISTAT e i dipendenti vanno allo sciopero. Contro la scelta del vertice di via Balbo di chiamare le forze dell’ordine ieri durante un’iniziativa sindaca
le, non autorizzata ma pacifica. E soprattutto contro l’esternalizzazione del servizio Fol, la rilevazione delle forze lavoro. «Costretto» dai tetti di spesa imposti dall’ultima Finanziaria e da norme di legge che il ministero della Funzione pubblica vuole assolutamente rispettate, l’Istituto sta procedendo con un bando di gara per dare in appalto quello che era ed è considerato in via Balbo un fiore all’occhiello della statistica pubblica. Si tratta di una rete di rilevazione, oltre trecento co.co.co che in tutta Italia assumono informazioni sulle forze lavoro, sulle loro dimensioni, su come cambiano. Costano complessivamente 5 milioni di euro l’anno: una società esterna costerebbe 6 milioni e mezzo. Dunque? «Dunque verrebbe violato il principio di risparmio che la pubblica amministrazione si è imposta», spiega Gabriele Giannini responsabile Slc-Cgil, il sindacato che con la Uil e il Coordinamento dei precari ieri ha protestato interrompendo la riunione del Consiglio d’Istituto. Per tutta risposta sono stati chiamati degli agenti in borghese (non accadeva dagli anni Settanta) che hanno identificato alcuni lavoratori e rappresentanti sindacali. Riuniti in assemblea i dipendenti hanno dunque proclamato lo sciopero nazionale «é il primo contro la precarietà» spiega Lorenzo Cassata, del Coordinamento. E martedì terranno un sit-in davanti al ministero della Funzione Pubblica. Il «nodo» sta infatti a palazzo Vidoni: è qui, passando per via Venti Settembre sede del ministero dell’Economia che si decide il futuro della statistica pubblica. E a quanto pare le incognite non mancano. Data la politica di questo governo, il timore è che l’esternalizzazione della Fol sia un primo passo verso lo «smembramento» dell’Istat. Anche per i vertici dell’Istituto comunque la rilevazione delle l’Indagine forze lavoro deve restare interna. «È un servizio di qualità, dà un buon grado di soddisfazione - riconosce Vittoria Buratta, dirigente del dipartimento di produzione -. È una rete che funziona, è formata, ha familiarità con il territorio. Esternalizzarla è un disinvestimento. Per questo chiediamo una deroga alla norma e puntiamo ad averla. Ma fino a quando non l’avremo ottenuta siamo tenuti a percorrere la via dell’esternalizzazione». «Se questa è la posizione dell’ Istat gli chiediamo di mantenerla - rilancia Giannini -. Chiediamo un atto di coraggio».
Comunicato 20 luglio 2005 (4)
Un centinaio di lavoratori precari dell'Istat (tra cui
numerosi rilevatori provenienti da tutta Italia), insieme a lavoratori a tempo
indeterminato stamattina hanno cercato di portare nella riunione del Consiglio
dell'Istat la loro opinione contraria all'assurdo processo di
esternalizzazione della rete di rilevazione dell'Indagine Forze di Lavoro,
avviato dall'amministrazione.
Dopo pochi minuti, mentre si stava pacatamente
discutendo sulle proposte in campo e nel merito, sono entrati nella sala
riunioni alcuni funzionari della Digos, chiamati evidentemente dal
Presidente Biggeri. Sono stati identificati alcuni dei presenti, tra cui
i delegati sindacali.
I lavoratori non si sono lasciati intimidire. Riuniti
in assemblea non autorizzata, hanno deciso di proclamare uno
sciopero nazionale dell'Istat, il primo sciopero dei lavoratori Istat
contro la precarietà, e di organizzare nuove iniziative per i prossimi
giorni, a cominciare da un sit in, il prossimo martedì 26 luglio, presso il
Ministero della Funzione Pubblica, per chiedere l'immediata sospensione del
processo di smembramento della statistica pubblica e per denunciare il
comportamento ottusamente antisindacale dell'amministrazione
dell'Istat.
Coordinamento Precari Istat - 20 luglio 2005
http://www.precari.tk
Comunicato 20 luglio 2005 (3)
Comunicato
stampa 20 luglio 2005 L’AMMINISTRAZIONE DELL’ISTAT
MINACCIA I PRECARI
RISPONDONO A meno di una
settimana dall’occupazione della sala stampa del 13 luglio scorso, stanno
arrivando a tutti i precari dell’Istat più impegnati nelle lotte minacciose
lettere individuali: hanno superato (nel 2004) le 30 ore di permesso
sindacale concesse annualmente ai singoli
lavoratori. Un controllo
effettuato a tappeto, casualmente in questo luglio caldo.
Da anni si
chiudeva un occhio sullo sforamento del tetto-ore di assemblea, in nome della
“pax sindacale”. Oggi l’amministrazione ha deciso che “non si sgarra”,
ingiungendo il pagamento delle ore in più di assemblea (anche a chi nel
frattempo ha cambiato matricola e ha avuto uno “stacco” di contratto, per venire
incontro alle necessità pseudo-giuridiche dell’Istat) e promettendo futuri e non
meglio precisati “provvedimenti disciplinari” in caso di nuovo
sgarro. Allo stesso
tempo l’amministrazione, all’ultimo momento, ha anticipato alla mattina la
riunione del Consiglio dell’Istat prevista per le 14 di mercoledi’ 20
luglio. Evidentemente erano giunte all’orecchio del direttore voci sulle
intenzioni “bellicose” dei precari e dei sindacati, che vogliono far sapere
anche al consiglio cosa ne pensano dell’esternalizzazione della rete FOL, della
cosiddetta “bozza di regolamento” e dell’ingresso massiccio di co.co.co. in
funzioni ordinarie. Non contenta
l’amministrazione ha negato il diritto di assemblea sindacale ai
lavoratori per il giorno 20. Perché il
Presidente e il Direttore Generale hanno questa fretta di esternalizzare
la rete di rilevazione del servizio FOL, che rappresenta un fiore all’occhiello
dell’Istat? Perché, nella
foga, giungono al punto di negare i diritti sindacali e di minacciare, più o
meno velatamente, i precari in una evidente escalation di
provocazioni? Non abbiamo le
risposte a queste domande. Le stiamo cercando e continuiamo a cercarle, sicuri
di essere fastidiosi, per un’amministrazione che agisce sistematicamente senza
trasparenza. Saremo
comunque oggi 20 luglio, la mattina, dalle ore 11 nella sede centrale con una
folta delegazione, a far sentire le nostre ragioni al Consiglio dell’Istat. Con
o senza permesso. Non ci lasciamo intimidire dalle lettere di minaccia, né dalla
negazione dei più elementari diritti
sindacali. NO ALLE ESTERNALIZZAZIONI NO ALLE PROVOCAZIONI http://www.precari.tk
precaristat@clarence.com
Di seguito il comunicato (di oggi 20
luglio) dei rilevatori della Rete di Forze Lavoro, l'indagine che fornisce i
dati ufficiale sull'occupazione in
Italia:
NOI “I
RILEVATORI” VORREMMO DIRE QUALCOSA
Tre anni or sono, quando molti di noi sono entrati a far parte della Rete di Rilevazione ISTAT per l’Indagine Continua sulle Forze di Lavoro, ci fu consegnata la Guida del Rilevatore dalla quale vorremmo ora leggere qualche stralcio.
“Molti dei dati che produce
l’Istat sono il risultato della ricerca sul campo realizzata intervistando
direttamente le persone…. E’ una grande e consolidata esperienza che, nel caso
di questa indagine sulle Forze di Lavoro si rinnova e introduce elementi di
assoluta originalità nel panorama delle ricerche dell’Istituto. Voi fate
parte di queste innovazioni. Per la prime volta, infatti l’Istat ha deciso di
dotarsi di una rete di intervistatori professionisti per rilevare le
informazioni che servono. Voi insieme a noi condurrete la nuova indagine FOL
e sarete protagonisti di questo progetto innovativo insieme a tutte le strutture
dell’Istat coinvolte.
Essere un intervistatore
che lavora per conto dell’Istat è molto importante perché significa raccogliere
informazioni utili per il Paese…
Per ottenere questo
obiettivo occorre mettere in campo risorse esterne e interne: le risorse interne
ve le offre l’Istat con la formazione, l’assistenza continua e un apparato
organizzativo che non vi lascerà mai soli.
Quando si parla di un processo
che ha come obiettivo la qualità non bisogna mai
dimenticare che questa diventa l’obiettivo di tutte le fasi del processo e non
solo dei risultati finali……Infatti nel lavoro di intervistatore il fare
non basta, è il fare bene che è fondamentale, quindi oltre al cosa fare
bisogna stare attenti a come farlo.
Voi siete impegnati nella
raccolta dei dati. Tenendo presente che la qualità complessiva
dell’indagine è data dalla qualità di ciascuna fase ed è concatenata a tutte le
altre , potete capire quanto il vostro lavoro incida in modo decisivo sulla
validità dei risultati finali.
E’ fondamentale che
raccogliate i dati seguendo le indicazioni dei ricercatori, andando presso le
famiglie. Voi siete il tramite fondamentale tra l’Istat e i rispondenti
….
Nella ricerca statistica il
risultato dipende dalle procedure e dalle regole messe in atto per ottenerlo: un
risultato ottenuto senza rispettare le regole non è lo stesso risultato
conseguito rispettando le regole e la differenza è fondamentale perché nel primo
caso non potrete raggiungere la qualità.”
Noi rilevatori, o co.co.co. che
dir si voglia, alla luce delle parole appena lette, riteniamo vergognosa
l’esternalizzazione della Rete di rilevazione: sarebbe come negare e
smentire con i fatti tutte queste belle e, direi quasi commoventi, premesse
teoriche. Tre anni di lavoro serio e professionale verrebbero
gettati alle ortiche senza alcun rispetto per gli sforzi fatti
e per la qualità dei risultati raggiunti.
Comunicato 20 luglio 2005 (2)
fermiamo
l’esternalizzazione dei rilevatori istat
I vertici dell’Istituto mostrano con determinazione la
volontà di fare dell’indagine sulle forze di lavoro, il primo esperimento di
esternalizzazione di segmenti di produzione, attuando la totale esternalizzazione
della rete di rilevazione, in questi anni faticosamente messa in piedi e
gestita dall’istituto.
L’amministrazione Istat nel momento in cui tutti gli altri
enti pubblici stanno compiendo un passo indietro rispetto alle scellerate
politiche di precarizzazione di questi anni, rischia di avviare il definitivo
tracollo dell’Istituto, compiendo scelte antieconomiche e fortemente
peggiorative della qualità della ricerca. Ricordiamo inoltre che:
-
un
numero consistente di co.co.co per la
prima volta, si appresta a fare ingresso impiegata nelle ordinarie attività d’Istituto; si
continua ad abusare di una forma contrattuale senza tutele anche per le
attività quotidiane dell'istituto
-
La
proposta dell’amministrazione per il nuovo
regolamento del personale prevede
l’utilizzo spregiudicato di tutte le tipologie di precariato e
l’esternalizzazione di alcuni segmenti di produzione.
In quale direzione si vuole mandare
l’istituto proprio in un momento come questo in cui già gode di scarsa
credibilità ?
I precari Istat siano essi rilevatori, collaboratori o
ricercatori chiedono:
- l’immediato
congelamento dei lavori della commissione per l’appalto esterno
dell’indagine sulle Forze di lavoro
- l’accoglimento
delle richieste di lavoratori e sindacati per il regolamento del personale
- Il
blocco di ingressi di precari con forme contrattuali addirittura peggiori
di quelle fin ora utilizzate cioè co.co.co. senza diritti né garanzie
Portiamo le nostre rivendicazioni al consiglio d’Istituto
delle ore 14.00 stanza 310
domani
mercoledì 20 ore 13.00 scalinata di via
balbo
fermiamo
il declino e la precarizzazione dell’Istat
Coordinamento precari Istat - 20
luglio 2005
Comunicato 20 luglio 2005 (1)
fermiamo
l’esternalizzazione dei rilevatori istat
I vertici dell’Istituto mostrano
con determinazione la volontà di fare dell’indagine sulle forze di lavoro, il
primo esperimento di esternalizzazione di segmenti di produzione, attuando la
totale esternalizzazione della rete di rilevazione, in questi anni faticosamente
messa in piedi e gestita dall’istituto.
L’amministrazione Istat nel
momento in cui tutti gli altri enti pubblici stanno compiendo un passo indietro
rispetto alle scellerate politiche di precarizzazione di questi anni, rischia di
avviare il definitivo tracollo dell’Istituto, compiendo scelte antieconomiche e
fortemente peggiorative della qualità della ricerca. Ricordiamo inoltre
che:
-
un numero consistente di co.co.co per la prima
volta, si appresta a fare ingresso impiegata nelle ordinarie attività d’Istituto; si
continua ad abusare di una forma contrattuale senza tutele anche per le attività
quotidiane dell'istituto
-
La
proposta dell’amministrazione per il nuovo regolamento del personale prevede l’utilizzo spregiudicato di tutte
le tipologie di precariato e l’esternalizzazione di alcuni segmenti di
produzione.
In
quale direzione si vuole mandare l’istituto proprio in un momento come questo in
cui già gode di scarsa credibilità ?
Ci piace ricordare che “Basta con
il precariato all’Istat”, ci disse qualche mese fa il presidente Biggeri in un
incontro.
Tutto quanto accaduto in seguito
lasciava pensare che le cose andassero come Biggeri
voleva.
- Il Cnr (il più grande ente di
ricerca italiano), ad aprile 2005, recepisce nel suo regolamento (approvato dal governo)
un modello di tenure track, che
consente di convertire i contratti da
tempo determinato a indeterminato, prendendo spunto da quanto già
regolamentato da altri enti pubblici di ricerca
- Il 30 maggio 2005 esce un decreto che stabilizza 100 precari
della Protezione Civile
- Durante il mese di giugno si
leggono continue dichiarazioni e
interviste di Baccini, ministro della funzione pubblica. Vuole stabilizzare i precari della pubblica
amministrazione. Parla di 6.500 persone. Diventeranno 7.000 in un articolo del Messaggero
del 2 luglio, che include anche “450 precari dell’Istat”. Tutto questo dopo le
iniziative dei precari Istat gli scioperi e le mobilitazioni indette dai sindacati
di base e confederali, alla fine di giugno
- Nello stesso tempo si
moltiplicano le denunce del sistema
del precariato nella ricerca (in particolare il documentario trasmesso da
Rai 3, “W la ricerca”) e le critiche ai concorsi pubblici, per come vengono
effettuati, come soluzione limpida al problema del precariato (sono di questi
giorni notizie di arresti per concorsi truccati in varie
università)
- A metà giugno, dopo numerosi
incontri e dibattiti, il Coordinamento Precari Istat e le organizzioni
sindacali CGIL e UIL hanno reso pubblico un documento di proposte per il nuovo regolamento,
chiedendo percorsi di trasformazione e diritti per
tutti
- L’Istat il 16 settembre 2005
potrà (finalmente) assumere tutti
i vincitori dei concorsi dello scorso anno. Grazie anche alle mobilitazioni dei precari e dei
sindacati, le deroghe sono state tutte ottenute, con risorse aggiuntive. Così
come, grazie anche alle nostre lotte, l’Istat ha riconquistato i soldi che gli
erano stati tolti (i noti 28
milioni).
L’amministrazione dell’Istat si
trova – ad oggi – davanti a un mondo politico, sindacale e a un’opinione
pubblica pronti a recepire ciò che Biggeri ci diceva qualche mese fa: “Basta col
precariato all’Istat”. L’Istat ha i soldi. Ha il sostegno dei lavoratori. Nerl
momento in cui è possibile investire nella qualità delle indagini Istat e
migliorare le condizioni di vita dei lavoratori si apre ad una recrudescenza
della precarizzazione dell’istituto.
I precari Istat rilevatori,
collaboratori o ricercatori dichiarando che metteranno in essere tutte le forme
di mobilitazione necessarie all’accoglimento delle proprie istanze
chiedono:
- l’immediato
congelamento dei lavori della commissione per l’appalto esterno dell’indagine
sulle Forze di lavoro
- l’accoglimento
delle richieste di lavoratori e sindacati per il regolamento del
personale
- Il
blocco di ingressi di precari con forme contrattuali addirittura peggiori di
quelle fin ora utilizzate cioè co.co.co. senza diritti né garanzie
fermiamo
il declino e la precarizzazione dell’Istat
precari news 82
Italia
Alitalia: assistenti
di volo in sciopero l'11/7 con Cgil, Cisl e Uil; il 17/7 con il Sult
- 8/7
cancellati 92 voli per scioperi
Autoferrotranvieri: 15/7
sciopero, comunicato Cobas - comunicato
Cgil-Cisl-Uil-Cisal-Ugl - corriere
Autostrade: sciopero
dei caselli
Magistrati: sciopero,
sindacati solidarizzano: troppi precari
Medici: il
contratto arriva in Consiglio dei ministri
Migranti: il
forum dell'11/7 contro i Cpt
Olivetti e Finsiel: tra
Tronchetti Provera e Tripi
Pubblico Impiego: le
proposte di Baccini per stabilizzare i precari
Rai: i 3 anni
di Primo Piano, grazie ai precari - Petruccioli " a che
punto è l'accordo sui precari?"
Ricerca: comunicato
precari Istat 11/7 - 13/7 i precari
Istat occupano la sala stampa - i precari
della ricerca: il dossier realizzato dai precari della ricerca - il manifesto
14/7
Scuola: le
proposte dell'ANIPS - ancora
una volta precari in vacanza coatta - i
criteri per l'assunzione dei precari - Catania non fa montagna -
anche
la Cisl contro il decreto sul 2° ciclo
Università: 3+2,
più professori che studenti
Dalle città e dalle regioni
Torino: Tim
costretta ad assumere per abuso di contratti "atipici"
Liguria: presto
aiuti ai lavoratori precari dalla regione - i
"primi segnali"
Lombardia: 11/7
approda in regione il progetto di legge sul reddito sociale
Milano: 30mila
a rischio: non sanno se torneranno dalle ferie ancora con un lavoro
Milano: caporalato
sui migranti per costruire la nuova Fiera
Rho (MI): 5/7
presentazione "Il consumatore lavorato"
Cinisello Balsamo: 30/6
continui blocchi della Brico service
Lecco: "la
nostra provincia è piena di precari"
Brescia: licenziato,
perché malato
Cremona: Rifondazione,
i precari quanti sono?
Friuli Venezia Giulia: sulla
legge regionale sul lavoro
Gorizia: 4/7 in
corteo contro i 150 licenziamenti di Finmek
Ferrara: 12/7
ricercatori precari all'inaugurazione del polo tecnologico - 14/7
i ricercatori precari incontrano Errani
Toscana: agitazione
dei lavoratori Telecom Italia
Ascoli Piceno: accordo
sui livelli occupazionali alla Pirelli
Abruzzo: 7/7
la regione incontra gli ex LSU
Teramo: 19/7
sciopero della fame ex LSU
Viterbo: precari
del Cev: non rispettati gli accordi
Lazio: il
TAR riammette i precari della scuola over 65
Roma: il
concorso per gli asili nido favorisce gli iscritti CISL
Roma: 300
licenze per sanara i tassisti precari
Roma: 8/7
festa di raccolta fondi per la lotta dei precari dei call center
Roma: speculazione
sull'università nell'area dell'ex Snia
Napoli: 5/7
lavoratori dell'Exide sui tetti contro i licenziamenti
Napoli: All'Icar
in 57 senza salario da 5 mesi - "intervenga
la Guardia di Finanza"
Caserta: da una
settimana presidio contro i 48 licenziamenti alla Morteo Containers
- comunicato
lavoratori Finmek
Puglia: precari
e fonti rinnovabili - per
una legge regionale sul reddito sociale
Foggia: Prc
propone si assumere gli ex cococo della provincia con una società ad hoc
Taranto: all'ILVA
si licenzia chi sciopera: nuovo sciopero 11/7
Bari: intervista
a F. Boccia sul salario d'ingresso
Palermo: i precari
del 118 assunti dai gestori privati?
Acireale: 13/7
sitin di protesta dei lavoratori senza stipendio
Capo d'Orlando: il
sindaco "non è facile stabilizzare 282 precari"
Varie
Costa-Gavras: quando
il precario diventa killer
Femminismo: da
angeli del focolare a nomadi precarie
Giurisprudenza: importante
sentenza contro il licenziamento in caso di cessazione dell'appalto
Quanti sono i precari: secondo
la CISL non c'è nessun aumento
Racconto/lavoro: racconti
dal mondo del lavoro
Tfr e pensioni - gli articoli de La Voce 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8
Tu quando scadi? Racconti
di precari
Fonti
Indymedia, Repubblica, Il Messaggero, Liberazione, il Manifesto, Trend
on line, Barilive, Libertà on line, Orizzonte Scuola, Week.it, Articolo
21, Giornale di Sicilia, Savonanews, Il Pane e le rose, Il Quotidiano
di Ascoli, ANSA, Welfare Cremona, Merate on line, Tutto Spezia,
Edilportale, Racconto lavoro, Biblioatipici, RedLab, Flc - Cgil,
Montagna.org, Estense.com, Altremappe, Confederazione Cobas, Tusciaweb,
Precari determinati, Modena2000, Il Pane e le rose, Orlandino.it,
Teleradioerre, Articolo21, Comitati Insegnanti Precari
http://www.precari.tk
Il Manifesto - 14 luglio 2005
Fonte
Precari Istat, torna il blocco dei dati
Occupato l'istituto: «Lavoro garantito e qualità dei servizi»
Spalancate ai flessibili. Il nuovo logo della "I" a «porte aperte» è il
vanto dell'Istat. Il Coordinamento atipici ha fatto un anti-logo, con
la "P" di «precari». La Cgil: «Stabilizzare tutti»
Il nuovo logo dell'Istat deve evocare «vicinanza all'utente,
trasmettendo che l'Istat è un bene pubblico, anche al servizio del
cittadino». I due elementi geometrici «simulano la grafica di una porta
in movimento, mantenendo nel contempo la valenza di solidità e
sicurezza». Con queste parole lo stesso designer spiega il rinnovato
simbolo dell'istituto di statistica: concetti nobilissimi, ma certo non
troppo digeribili per gli 810 lavoratori precari che da anni conducono
rilevazioni e ricerche senza vedere la fine del tunnel (se si eccettua
uno stock di assunzioni, 174, che dovrebbero finalmente andare in porto
questo settembre). Così hanno detto: anche noi ci facciamo un logo, e
hanno messo la P (di «precari») proprio in mezzo alla porta. E ieri
hanno pure concretizzato, occupando la sala stampa e impedendo il
consueto briefing con i giornalisti per i dati sulla produzione
industriale. Un'iniziativa a tre: Cgil, Uil e Coordinamento precari
Istat. Quest'ultimo soggetto, molto attivo, ha creato il «contro-logo»,
e ha elaborato - insieme ai precari di diversi istituti -
un'interessante indagine sul lavoro atipico nel settore della ricerca.
Flessibili interni. O in appalto
Innanzitutto bisogna distinguere i precari della ricerca in due grossi
tronconi: quelli «assunti» (si fa per dire) direttamente dagli
istituti, e quelli utilizzati in «outsourcing», ovvero attraverso la
messa in appalto di un servizio, e dunque dipendenti da società private
che accettano commesse dal pubblico. Le forme contrattuali sono le più
svariate: a termine, cococo, a progetto, con partita Iva, ma anche
borsisti, stagisti, e addirittura (può capitare negli appalti) in nero.
Il settore pubblico è ormai strapieno di atipici: il piccolo dossier
messo insieme dai precari del coordinamento fa riferimento a uno studio
del ministero dell'economia, «I rapporti di lavoro flessibile nella
pubblica amministrazione», datato 2003 ma che elabora dati fermi al 31
dicembre 2001. Cifre sicuramente cresciute da allora: venivano censiti
2.581 precari nella ricerca pubblica italiana, 6.981 docenti
universitari e 6.408 impiegati nel comparto università. Bisogna anche
tener conto che sono considerati esclusivamente i rapporti subordinati
a termine, e dunque non viene inclusa nel calcolo la galassia di
collaborazioni, borse di studio, stage e autonomi. I numeri del mondo
atipico sono dunque certamente superiori, e una verifica empirica
l'hanno fatta i coordinamenti precari di nove istituti romani, che si
sono autocensiti: sono venuti fuori ben 5 mila lavoratori con rapporti
«non classici», ben superiori agli striminziti 2.581 calcolati per
tutta Italia.
Mille e trecento sono i precari all'Infn (istituto nazionale fisica
nucleare); segue l'Isfol con 990; Istat e Istituto superiore di sanità
con 800 ciascuno; l'Enea con 628; l'Icram (ricerca sul mare) con 150;
l'Inran (alimenti e nutrizione) ne ha 100, l'Invalsi (valutazione
istruzione) 75, l'Inea (economia agraria) 60. A parte i numeri
assoluti, evocative sono le percentuali: più piccolo è l'istituto,
maggiore è la presenza di precari rispetto al personale di ruolo: così
all'Icram si arriva a cifre vicine al 100%, all'Isfol siamo al 90%,
all'Invalsi all'83%. All'Istat, la percentuale è del 28%: 2100 a tempo
indeterminato, 450 a termine e 360 cococo.
Atipico intervista atipico
Interessante anche la qualità del lavoro svolto: a parlarci del mondo
flessibile, fornendo dati e rilevazioni periodiche, sono i flessibili
stessi. Ad esempio, l'indagine sulle forze lavoro in Italia viene
compiuta materialmente da 318 rilevatori cococo dell'Istat, mentre
viene organizzata da personale che per più della metà è a termine. Le
interviste telefoniche esterne sono addirittura appaltate alla
(tristemente) nota Atesia - gruppo Cos - call center simbolo del
precariato in Italia. I dati sui contratti sono elaborati invece dal
servizio censimento Istat: 80% di atipici. Passando ad altri istituti,
Alma Laurea fa indagini sui destini dei laureati: i ricercatori, tempo
fa, denunciarono il loro status di «stagisti pluriennali», e dunque non
retribuiti (!). L'Isfol (precari al 90%) si occupa di formazione
lavoro.
Come dire, tocca proprio protestare. Nelle università il movimento di
lotta è già più maturo e si è esibito nelle manifestazioni anti riforma
Moratti, negli enti di ricerca è ancora da coordinare sul piano
nazionale. «Noi facciamo una battaglia anche in nome della qualità e
dell'innovazione dei servizi pubblici, contro il declino di cui tanto
si parla», spiega Fabrizio Stocchi, del Coordinamento precari Istat. «I
nostri scioperi - aggiunge Gabriele Giannini, Fp Cgil - hanno portato
al primo stock di assunzioni quest'anno, ma adesso puntiamo a
stabilizzare tutti i tempi determinati Istat. Resta il nodo dei
rilevatori cococo, che la dirigenza vorrebbe esternalizzare: pensiamo
che sia un errore, devono rimanere interni all'istituto, anche per
offrire un servizio controllabile e di qualità». La piattaforma dei
precari della ricerca parla infatti di stabilizzazione, riconoscimento
di anzianità e tutele, più fondi, diritti di rappresentanza e sicurezza
sul lavoro.
13 luglio Agenzia ApCom
ISTAT/ PRECARI OCCUPANO SALA STAMPA, CHIEDONO GARANZIE
Roma, 13 lug. (Apcom) - "Stabilizzazione e diritto al futuro per
tutti" e "fermiamo il declino e la precarizzazione dell'Istat".
Con questo slogan il Coordinamento dei lavoratori precari
dell'Istat e alcuni sindacalisti di CGIL e UIL hanno occupato
questa mattina la sala stampa dell'ufficio di statistica
bloccando la diffusione dei dati della produzione industriale
italiana di maggio. Una trentina di persone ha impedito la
conferenza stampa sui dati (che sono stati distribuiti qualche
ora più tardi) attaccando un piano della direzione Istat di
affidare l'indagine trimestrale sulle forze di lavoro in Italia e
"di alcuni segmenti di produzione"" a società esterne e
lamentando più in generale la situazione di precariato dei
ricercatori italiani.
Proprio l'indagine su forze di lavoro e disoccupazione,
sostiene il gruppo, è realizzata al momento da 318 co.co.co
sparsi sul territorio nazionale e organizzata da un servizio in
cui più della metà del personale ha un contratto a termine.
"Attualmente l'indagine è svolta da Atesia, società nota in tutta
Italia per l'alto tasso di precarizzazione," lamenta il
Coordinamento in una panoramica su precariato e ricerca in
Italia. La ricerca annuale Istat sulla riuscita del percorso
universitario dei laureati, ironizza il Coordinamento, è invece
realizzata dal consorzio universitario Alma Laurea. "Le ricerche
sul mondo del lavoro sono prerogativa dell'università che -
secondo le scelte dei pochi professori di ruolo - incarica i
precari (un popolo di ghostwriter) di redigere tabelle e rapporti
per costruire tesi spesso strampalate sui vantaggi della
flessibilità ," continua il gruppo aggiungendo che "sono anni che
il lavoro precario è studiato dai precari della ricerca, senza
che essi appaiano come i veri autori."
Secondo il Coordinamento, sono 800 i precari che lavorano
all'Istat, che rappresenta il 28% del totale dei lavoratori
dell'istituto. Molti dei precari sfuggono alle statistiche
ufficiali del Ministero della Funzione Pubblica perché non
riportano tutti i collaboratori, stagisti, borsisti, dottorandi e
assegnisti di ricerca. "Basti pensare che solo raccogliendo
autonomamente i dati per 10 enti pubblici di ricerca siamo
arrivati a circa 5000 precari (il doppio del numero rilevato
dalla Funzione Pubblica per tutto il comparto)."
13/07/2005
Le indagini Istat su forze lavoro condotte proprio da precari
Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego 13 luglio 2005
13 luglio 2005 - Comunicato RdB CUB Pubblico Impiego
LA LOTTA DEI PRECARI DELL’ISTAT
È LA LOTTA DI TUTTI I PRECARI DEL PUBBLICO IMPIEGO
La R.d.B. Pubblico Impiego esprime la
massima solidarietà alla lotta dei lavoratori precari dell’ISTAT che oggi hanno
occupato l’ufficio stampa per opporsi al piano, voluto dai vertici dell’Ente, di
inserimento di ulteriori forme di precarietà oltre a quelle già presenti.
I lavoratori dell’ISTAT ormai da anni richiedono la sacrosanta stabilizzazione del
proprio posto di lavoro, così come altre migliaia di precari della Ricerca e di tutto il
Pubblico Impiego, il Governo e le Amministrazioni rispondono con un aumento della
precarietà .
Il precariato è ormai una piaga che non risparmia nessun aspetto del mondo del lavoro e
che sta dilagando anche nella Pubblica Amministrazione.
Mentre CGIL CISL e UIL trattano con il Governo per introdurre anche nel Pubblico Impiego
la precarizzazione estrema contenuta nella legge 30, R.d.B P.I. rigetta il progetto di una
società precarizzata e si batte per la stabilizzazione dei 350.000 lavoratori precari
della Pubblica Amministrazione.
In autunno RdB Pubblico Impiego rilancerà l’iniziativa, affinchè nella legge
Finanziaria sia inserito un provvedimento per l’assunzione a tempo indeterminato dei
lavorati precari che, ormai da anni, garantiscono il funzionamento degli enti e
l’erogazione di servizi ai cittadini.
http://www.rdbcub.it/rassegna_stampa.htm (13 luglio 2005)
Affari Italiani - 13 luglio 2005
[...]
I precari ritardano l'uscita dei dati sulla produzione industriale
I dati sulla produzione industriale di maggio dell'Istat,
in calendario per oggi alle ore 10:00, hanno subito un ritardo di due
ore e mezza nella diffusione a causa di una protesta sindacale.
L'agitazione è stata organizzata per protestare contro il precariato nell'Istituto di statistica e contro il declino industriale e della ricerca pubblica.
"In questa situazione ciò che rimane in piedi della ricerca pubblica è
quanto di più prezioso possiede il nostro Paese come possibilità di
crescita e sviluppo" si legge nel comunicato del Coordinamento precari
Istat. "E' per questo che lasciano sconcertati i continui tagli al settore e soprattutto il feroce processo di precarizzazione con cui sono stati colpiti i lavoratori che in esso operano", conclude la nota.
http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/istatt.html
Reuters 13 luglio 2005
Istat, dato produzione industriale maggio rinviato
ROMA, 13 luglio (Reuters) - Istat ha deciso di rinviare la
pubblicazione del dato sulla produzione industriale di maggio,
prevista per le ore 10,00, a causa di una agitazione sindacale.
Lo ha reso noto una portavoce dell'Istituto di statistica,
aggiungendo di non essere in grado al momento di dire quando il
dato sarà comunicato.
ASCA 13 luglio 2005
PRODUZIONE INDUSTRIALE: DATI ISTAT IN RITARDO PER PROTESTA SINDACALE =
(ASCA) - Roma, 13 lug - I dati sulla produzione industriale
di maggio verranno diffusi in ritardo. Lo slittamento -
secondo quanto si apprende - è dovuto ad una protesta
sindacale dei lavoratori precari dell'Istat.







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