Comunicato 22 luglio 2005
SCIOPERO NAZIONALE
Stavolta abbiamo colto sul vivo.
Ieri 20 luglio abbiamo detto chiaro e tondo un “no” che ha fatto tremare i
fragili equilibri dell’istituto. Perché abbiamo detto “no” a qualcosa che il
buon senso indica come follia: l’esternalizzazione della rete di rilevazione,
uno dei fiori all’occhiello più sponsorizzati di questo
istituto.
L’amministrazione dell’Istat
(nelle persone del suo Presidente e del Direttore Generale) non sapeva (e non
sa) cosa rispondere.
Non sapeva cosa rispondere ai precari, ai sindacati, agli stessi rilevatori che, da varie parti d’Italia sono arrivati ieri a Roma.
Non sapeva rispondere,
Biggeri.
·
L’esternalizzazione costa di
più
·
L’esternalizzazione peggiora la
qualità
·
L’esternalizzazione rende ancora
più precarie le condizioni dei lavoratori: quali condizioni di vita e di lavoro
attendono i 310 co.co.co. della Rete? E i supervisori (precari) degli uffici
regionali?
L’esternalizzazione è una
sconfitta di tutti: in primo luogo dell’Istat, in secondo luogo di tutti i suoi
lavoratori.
L’esternalizzazione si inserisce
nel “nuovo corso” dell’amministrazione, dalla provocatoria bozza di regolamento
che precarizza senza speranza, alla rigida chiusura sulle proposte congiunte di
precari e sindacati.
Non sapendo rispondere al buon
senso e alla dignità dei lavoratori che legittimamente protestavano nella sala
del Consiglio d’Istituto durante la mattinata del 20 luglio, il Presidente e il
Direttore Generale non hanno avuto
un’idea migliore che chiamare la polizia.
Sei solerti funzionari con tanto
di distintivo hanno tentato di identificare i lavoratori, limitandosi poi ad
alcuni di essi, e hanno di fatto sgomberato la sala.
L’amministrazione sta poi
continuando il suo tentativo di intimidazione senza senso, al contempo
pubblicando il famigerato bando di gara d’appalto in data 21
luglio.
Alle provocazioni e alla debolezza
dell’amministrazione, che persegue la miope strada senza via d’uscita della
precarizzazione e dell’esternalizzazione, l’assemblea spontanea ha risposto con
la proclamazione di uno sciopero.
CONTRO
OGNI TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE
PRIMO
SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI ISTAT CONTRO
LA PRECARIETA’
I precari dell’Istat invitano
tutti i lavoratori, dirigenti compresi, a respingere eventuali maldestri
tentativi di intimidazione. Inoltre, invitiamo tutti, a prescindere dal proprio
contratto, a prescindere dalla tessera che hanno in tasca, ad unirsi in questa
battaglia, che ha a cuore prima di tutto il mantenimento del ruolo pubblico e di
garanzia per tutti del dato statistico e l’autonomia della
ricerca.
ASSEMBLEE IN
OGNI SEDE!
SIT –
IN ore 12
MARTEDI’
26 LUGLIO 2005
MINISTERO
DELLA FUNZIONE PUBBLICA





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