Age 28 ottobre 2005
28/10/2005 - 10:20
OCCUPAZIONE: AGITAZIONE LAVORATORI ISTAT, SLITTANO I DATI
(AGE) ROMA - I dati sull'occupazione nelle grandi imprese ad agosto non verranno per il momento comunicati dall'Istat a causa di un'agitazione dei lavoratori che chiedono il rinnovo del contratto scaduto da 4 anni. La sala stampa dell'Istituto di statistica e' stata occupata dal personale che ha deciso di far slittare, per il momento non si sa fino a quando, il dato sull'occupazione previsto per le 10 e, forse, anche la stima preliminare dell'inflazione di ottobre prevista alle 11. (AGE) RED-CENT
Reuters 28 ottobre 2005
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ROMA (Reuters) - Una protesta dei dipendenti dell'Istat ritarderà questa mattina la diffusione dei dati sull'occupazione nelle grandi imprese prevista per le ore 10 e forse il dato preliminare sull'inflazione di ottobre in calendario alle 11,00 .
I dipendenti che hanno occupato la sala stampa protestano per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da quasi 4 anni.
ANSA 27 ottobre 2005
manifestato questa mattina davanti all'Istituto superiore di
sanità per protestare contro il mancato rinnovo del contratto
I 16mila addetti del comparto ricerca reclamano il rinnovo
dell'accordo dopo 46 mesi di ritardi.
Gli addetti del comparto ricerca, spiegano gli stessi
ricercatori che hanno aderito alla manifestazione organizzata da
Cgil-Cisl-Uil, attendono addirittura la chiusura del primo
biennio 2002-2003 e si corre il rischio che il contratto scada
prima di essere rinnovato: «siamo infatti al quarantaseiesimo
mese di ritardo - dice Susanna Conti, ricercatrice dell'Iss - e
l'Agenzia negoziale del governo (Aran) convoca sporadiche e
inconcludenti riunioni».
Di fronte a una situazione come questa, «non solo di grave
danno economico per i lavoratori, ma che è sintomatica
dell'incuria e dell'indifferenza del governo per il mondo della
Ricerca - affermano gli interessati - i lavoratori del comparto,
di cui fanno parte enti quali il Consiglio nazionale delle
ricerche, l'Istituto nazionale di fisica nucleare, l'istituto
superiore di sanità, l'Istat e molti altri, sono scesi in
agitazione. (ANSA)
27 ottobre: si mobilitano i precari dell'Apat
400 LAVORATORI PRECARI? NO GRAZIE!
ANCHE L'APAT SI MOBILITA!!!!
Nella settimana di mobilitazione della ricerca anche i lavoratori precari
dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e i Servizi Tecnici si
mobilitano.
Giovedì 27 ottobre il tavolo dei precari dell'APAT ha indetto un'assemblea
generale per dare voce alla protesta che lo vede protagonista da alcuni
mesi.
Le strategie dell'amministrazione dell'ultimo anno infatti avranno come
risultato l'imminente perdita di 397 su un totale di 599 lavoratori precari,
senza tenere in considerazione il lavoro da questi svolto e la formazione
acquisita in anni di servizio.
Riteniamo che la tutela di questi lavoratori significhi salvaguardare il
ruolo dell'Agenzia e garantirne l'operato. Per questo chiediamo maggiore
trasparenza e il riconoscimento delle professionalità presenti.
L'appuntamento è per Giovedì 27 ottobre in Via Brancati 48 a partire dalle
ore 11 per non dimenticare che...
... la Protezione dell'Ambiente è anche la Protezione dei Diritti dei
Lavoratori!
Tavolo Permanente del Precariato APAT
Dal sito della Flc Cgil Istat
| EPR ISTAT : Rinnovo contratto Ricerca: Mobilitazione all’ISTAT. |
| 26/10/2005 |
I lavoratori occupano la sala stampa Stamattina i lavoratori dell'Istat hanno occupato la sala stampa dell’Istituto bloccando così l’emissione dei dati sulle retribuzioni, la cui diffusione era prevista per oggi. L’iniziativa si inquadra nella settimana di mobilitazione degli Enti Pubblici di Ricerca per il rinnovo del contratto e contro i provvedimenti della Finanziaria. Nel comunicato diffuso dalla FLC Cgil e dalla UIL PA si denuncia come dopo 46 mesi la trattative per il rinnovo del contratto non registrino avanzamenti e come non esistano proposte della controparte per risolvere la vertenza. Il blocco delle assunzioni previsto dalla Legge Finanziaria rende ancora più grave la situazione con il rischio del consolidamento della “precarizzazione” del lavoro. I dipendenti hanno inoltre organizzato un presidio davanti l’ARAN, sede dove si svolgono le attività relative alla negoziazione e definizione dei contratti collettivi del personale dei vari comparti del pubblico impiego.
Roma, 26 ottobre 2005 |
Apcom 26 ottobre
ISTAT/PROTESTA LAVORATORI BLOCCA
PUBBLICAZIONE DATI Roma, 26 ott. (Apcom) - I lavoratori dell'Istat appartenenti alla
Cgil e alla Uil hanno bloccato la pubblicazione dei dati sulle
retribuzioni di settembre, prevista per questa mattina alle 10.
A 46 mesi dalla sua decorrenza naturale - spiegano i
rappresentanti dei lavoratori - "la trattativa per il contratto
ricerca non registra avanzamenti. Non c'è ancora una proposta
ufficiale delle controparti, e tutti sembrano attendere che la
situazione si risolva da sé".
"Come se non bastasse - aggiungono - la Finanziaria blocca per un
altro anno, il quarto consecutivo, le assunzioni, mentre i
ricercatori invecchiano e i giovani stanno a guardare". Inoltre -
concludono - "sempre la Finanziaria riduce i fondi per i
lavoratori a tempo determinato e co.co.co., e questo significa
mandare a casa alcune migliaia di precari".
L'Istituto fa sapere che per il momento la pubblicazione dei dati
sulle retribuzioni è sospesa.
26/10/2005
10:17
25 ottobre in piazza

I precari dell'università e della ricerca in piazza contro il ddl Moratti e contro la precarietà.
Comunicato 24 ottobre 2005
RIPARTE LA LOTTA DELLA RICERCA
ASSEMBLEA PERMANENTE IN TUTTE LE SEDI ISTAT DAL 24 AL 27 OTTOBRE
L’assemblea di oggi, lunedì 24 ottobre ha indetto una settimana di mobilitazione dell’Istat. Una mobilitazione che deve dare un messaggio di unità, richiesto dall’assemblea del 17 e da quella del 24. Unità tra lavoratori: siano essi a termine o indeterminati, ricercatori o tecnici, giovani o anziani. Un’unità oggi più che mai necessaria. Non esistono problemi diversi e (quindi) soluzioni diverse: c'è un unico progetto da parte di chi abbiamo di fronte (governo e amministrazione dell'Istat) su come questo istituto e la ricerca pubblica in generale debbano essere in futuro. Ovvero un progetto di smantellamento della ricerca pubblica.
L’incontro al Ministero di giovedì 20 ha ribadito che non c’è allo stato attuale nessuna risposta, nonostante lo sciopero del 20 settembre.
Il ritardo nella firma del contratto della ricerca, la Finanziaria che continua a bloccare il turnover dei dipendenti, i tagli sulle forme di contratto "atipiche", le norme e i vincoli che impongono di esternalizzare segmenti produttivi essenziali (come l'esemplare caso della rete di rilevazione), il ddl Moratti sul reclutamento dei docenti universitari, la gerarchizzazione della ricerca, le insofferenze del direttore generale e dell'amministrazione tutta per un corretto confronto sindacale: formano (tutti insieme) un pacchetto che ci troviamo di fronte.
Un pacchetto che demolisce la ricerca pubblica, la precarizza, esternalizza, ridimensiona e umilia.
Un pacchetto che umilia i suoi lavoratori, costretti a scendere in piazza per rinnovare il contratto (scaduto da quasi 4 anni), a occupare le università per contrastare un provvedimento odioso e incostituzionale, a mobilitarsi in continuazione per salvaguardare il proprio posto di lavoro.
Che fine fanno i precari idonei ai concorsi e quelli non idonei se il governo blocca le assunzioni e taglia i fondi, e l’amministrazione dell’Istat risponde sostituendo i contratti a t. d. con quelli co.co.co.? Siamo di nuovo chiamati a bloccare la spirale della precarizzazione e dell’esternalizzazione dell’Istat per tornare ad imporre il diritto al futuro per tutti.
STOP ESTERNALIZZAZIONI – STOP CO.CO.CO. – STABILIZZAZIONE - SBLOCCO DELLE ASSUNZIONI - RINNOVO DEL CONTRATTO –– CONTRATTAZIONE DECENTRATA – PROTOCOLLO D’INTESA SUL PRECARIATO ALL’ISTAT
APPUNTAMENTI
· Martedì 25 ore 10.30 appuntamento via Balbo MANIFESTAZIONE NAZIONALE con studenti e ricercatori universitari (corteo da Piazza della Repubblica h. 11)
- Mercoledì 26 ore 9 appuntamento a via Balbo per riprendere in mano la vertenza dei precari Istat. A seguire tutti all’ARAN per il contratto
- Giovedì 27 ore 9.30 appuntamento a via Balbo per non dargli tregua
Coordinamento Precari Istat 24/10/2005
precari news 90
In evidenza:
Le mobilitazioni di scuola e università contro la Moratti
Mobilitazioni
in tutta Italia
Le occupazioni
a Roma
Le
occupazioni a Bologna
20/10
incostituzionale l'art. 1 del ddl Moratti
25/10
manifestazione nazionale a Roma
Un
articolo di Umberto Guidoni
Tutte le
occupazioni città per città
I lavoratori della cultura e dello spettacolo contro la
Finanziaria
13/10
manifestazione degli operatori della cultura contro i tagli
14/10
sciopero dello spettacolo
l'unità
- repubblica
- corriere
San
Precario davanti al teatro Strehler - San
Precario circondato dagli attori in rivolta
immagini
e video
15/10 Stop Bolkestein
Intervista
a Marco Bersani (Attac)
Dichiarazione
dell'assessore alla tutela dei consumatori del Lazio
La
manifestazione (feature di Indymedia)
foto della
manifestazione
22/10 Contro tutti i Cpt
Manifestazione
a Bari
Contro la finanziaria
19/10
giornata del precariato in preparazione dello sciopero del 21/10
21/10
Sciopero generale Usi Cub Cnl Sult Unicobas Sincobas
Comunicato
Cub sullo sciopero
Buono
sciopero (Liberazione)
21-28/10
Settimana di mobilitazione Slaicobas contro la Finanziaria
Lavoro:
Aerei: 19/10
sciopero degli uomini radar
Cit: continua
la mobilitazione
Electrolux: sciopero
europeo
Finmek: 18/10
blocco dei binari a Salerno
Finmek: 19/10
oltre 400 manifestano davanti alla RAI
Inpdap: comunicato
Cobas
Metalmeccanici: che
fine ha fatto il contratto?
Metalmeccanici: nessun vero
passo avanti
Scuola: 20/10
il governo assume tutti gli insegnanti di religione (alla faccia dei
precari)
Scuola: firmato
il piano triennale di assunzioni
Scuola: troppo
poche le assunzioni di precari
Siderurgia: 8/11
sciopero per la sicurezza
Stampa e tv: una
vita da precario
Zuritel: sciopero
contro la cessione di un ramo di azienda
Territori:
Novara: accordo
alla Meritor
Milano: 16
posti a rischio all'Eurotravel
Milano: 22/10
manifestazione dei tessili
Proserpio (CO): la Omp
chiude i battenti
Monfalcone: 20/10
sciopero e intimidazioni
Trieste: 20/10
blitz dei ricercatori precari
Savona: aumentano
i disoccupati
Piacenza: buone
possibilità di riconferma per i precari della provincia
Modena: 24/10
giornata contro la precarietà
Firenze: la Elsag
licenzia 10 dipendenti
Viareggio: 22/10
iniziativa di solidarietà coi marittimi corsi
Piombino (LI): metalmeccanici
protestano sul set del film di Virzì
Fabriano: annunciati
esuberi alle cartiere Milani
Norcia: approvato
ordine del giorno per gli insegnanti precari
Lazio: delibera
per la stabilizzazione dei 3mila LSU della regione
Roma: Adr:
448 in mobilità
Roma: Adr,
protesta degli enti locali per i licenziamenti
Roma: 21/10
studenti medi in corteo fino al Ministero
Roma: 21/10
sgomberato violentemente il liceo Democrito
Roma: 24/10
studenti propongono legge regionale per il diritto allo studio
Abruzzo: no
alle muiltinazionali nel polo elettronico
Latina: 18/10
guide turistiche precarie in assemblea
Napoli: 19/10
lavoratori Finmek davanti alla sede RAI
Palermo: riunione
sul precariato
Estero:
USA: l'anti
Wal-Mart che fa impazzire Wall Street
Belgio e Gran Bretagna: scontro
sulle pensioni
Spagna: la
riforma del lavoro di Zapatero
Altro:
Cinema: esce
Il vangelo secondo precario - cinque
storie di ordinaria precarietà - 24/10 a
Piacenza
TV: nuovo
programma "Passione precaria" dal 20/10
Epifani: i
precari sono in aumento
Tremonti: taglia
sui precari, ma assume al suo ministero
Riforma: gli
atipici potranno cumulare i contributi
Legge 30: 2
anni dall'applicazione. Ricerca dell'Ires Cgil
Giovani: nella
trappola della precarietà
Fiom: retribuzioni
ferme da 10 anni
Nerozzi: intervista
a Liberazione, "precari e privatizzazioni, temi centrali per l'Unione"
Fonti:
Indymedia, Libertà on line, Repubblica, Corriere della Sera,
l'Unità,
Marte Web Tv, Land 63, Ansa, Virgilio notizie, Filmit, Rassegna,
Articolo 21, Tecnica della scuola, Unimagazine, Libertà on line,
Criticamente, Vivi Enna, Il Territorio, Città della Spezia, Savona
notizie, Modena 2000, Il Manifesto, Spoleto on line, Orvieto news, Il
pane e le rose, Liberazione
dal manifesto del 23 ottobre 2005
ISTAT IN AGITAZIONE
Dopo un fallimentare incontro al Ministero della
Funzione pubblica, riparte la mobilitazione all'Istat. Nodo del
contendere tra le organizzazioni sindacali e dei precari e i vertici
dell'istituto è ancora una volta il destino dei più di 300 rilevatori,
tutti Co.co.co. L'Istat ha indetto una gara d'appalto per
esternalizzare le attività di raccolta dati e il governo ha proposto
una proroga degli attuali rapporti di lavoro fino al 2006 con un
emendamento alla finanziaria. Proposta inaccettabile per i lavoratori,
che domani si riuniranno in assemblea. Tutti, Cgil compresa, promettono
che la prossima settimana sarà molto calda. E per i precari la sfida
riguarda la ricerca nel suo complesso: per questo proporranno di essere
in piazza il prossimo 25 ottobre.
Assemblea 17 ottobre 2005
RIBALTIAMO LO SBANDO DELL'ISTAT
L´Istat è allo sbando. In pochi mesi sono entrati nuovi co.co.co. a decine, in barba alle circolari della Funzione Pubblica. Contemporaneamente, a luglio l´Istat ha emesso uno sbando di gara per
autoprivatizzarsi, a causa - dicono - delle circolari della Funzione
Pubblica (ci sarebbero troppi co.co.co. nella rete di rilevazione). La
Funzione Pubblica fa l´antico gioco dello scaricabarile, tra "noi non
ne sappiamo niente" e "chiedete al ministero dell´economia". Sit-in e sciopero
hanno costretto l´amministrazione Istat davanti al muro. Muro dal quale
cercherà di svicolare ancora una volta, ne siamo certi. Continuando a
sbagliare: precarizzando, privatizzando, spendendo a vanvera. A rimetterci sono i lavoratori dell´Istat (con minori tutele) e gli utenti (con dati precari): i cittadini.
E´ giunta l´ora di ribaltare le cose. Fermare non solo il bando di gara, ma la gara allo sbando.
Ribaltare la logica per cui chi è rilevatore delle forze lavoro, chi interroga occupati e disoccupati, dev´essere più precario degli intervistati.
Ribaltare
le priorità dell´amministrazione dell´istituto, che vanno dalla
videosorveglianza alla sperimentazione dei varchi elettronici, mentre "non ci sono i soldi" per assumere e dare aumenti ai lavoratori.
Ribaltare le ipocrisie del governo in carica, che nella Finanziaria 2006 lascia inalterato il vergognoso blocco delle assunzioni nel settore degli Enti di ricerca.
Ribaltare le politiche di esternalizzazione e privatizzazione che partono dall´Europa (Direttiva Bolkestein) e arrivano anche in Italia e all´Istat.
Ribaltare una dinamica dei rinnovi contrattuali, che vede la ricerca in attesa da quasi 4 anni e che non va al di là della quantificazione dei soldi.
Ribaltare le "inevitabili" nuove linee guida dell´azione dell´Istat: dalla vergognosa e nascosta bozza di regolamento ai lavoratori senza futuro che stanno entrando.
Ribaltare il clima di paura e intimidazione: partecipando.
- stop ai processi di esternalizzazione e privatizzazione
- stop all´ingresso incontrollato di co.co.co.
- apertura immediata della trattativa sul protocollo d´intesa
- sblocco delle assunzioni per gli enti pubblici di ricerca
- rinnovo del contratto con tutele per i precari
lunedì 17/10 ore 10.00
aula magna via Balbo
ASSEMBLEA DEI LAVORATORI ISTAT
(è possibile timbrare il codice 350)
Comunicato di solidarietà alle occupazioni in corso
I precari dell'Istat esprimono massima solidarietà agli studenti e
ricercatori precari in lotta contro il ddl Moratti. In particolare i
precari dell'Istat auspicano che le occupazioni in corso alla Sapienza
di Roma siano solo l'inizio di una protesta sempre più estesa nelle
prossime settimane e mesi nel mondo dell'Università e della Ricerca
contro questa Finanziaria e per invertire la tendenza alla
precarizzazione.
Coordinamento Precari Istat, 14/10/2005
precari news 89
In evidenza
15/10 Stop
Bolkestein - manifestazioni in tutta Europa - la petizione
- i treni
per Roma - Tremonti
vuole inserire anche Caf e sindacati
21/10 Sciopero
generale USI Ait, RdB, Cub, Sult, Sincobas, Cnl - la
pagina del sito RdB/Cub
25/11 Sciopero
generale di 4 ore per Cgil Cisl e Uil - E
questo sarebbe uno sciopero generale?
Finanziaria: i numeri
della manovra - no
al taglio sui co.co.co. di Nidil Cgil - Tremonti
contestato a Pesaro
Finanziaria: l'analisi
del Cobas-pubblico Impiego - il
giudizio della Flc Cgil - Cgil: la
finanziaria penalizza i lavoratori atipici
Tfr: nuovo
rinvio alle camere, Maroni protesta - ultimatum
di Maroni
Università: Modica (DS)
vorrebbe trasformarle in fondazioni private
Università: il
blocco dal 10 al 15 ottobre - adnkronos
- blocco
dal 10/10 al 15/10 anche a Firenze - a
Roma si decide il blocco a oltranza della didattica
Università: 10/10
occupata la facoltà di Fisica - 11/10 La
Sapienza è occupata - 11/10 il virus
dell'occupazione si diffonde - 12/10
occupata anche Psicologia
Italia
Atesia: 65
senatori hanno firmato una mozione per il reintegro dei 4 licenziati
Finmek:
lavoratori
in corteo 4/10 - lavoratori
caricati e feriti -
Scajola
"un dossier difficile"
Giornalisti: secondo
la Fnsi i giornali che sono usciti hanno costretto i precari a lavorare
Giornalisti: sciopero
del settore radio-tv. I precari sono un vulnus per l'informazione
Parchi naturali: saranno
stabilizzati i precari nel 2007
Pubblico Impiego: parte
la mobilitazione dei precari?
Scuola: manifestazioni
studentesche in tutta Italia il 12/10 contro la riforma Moratti
Scuola: studenti
in piazza in tutta Italia
Scuola: Cip
contro l'art. 5
Telecomunicazioni: sciopero
nazionale il 28/10 - con 3
manifestazioni
Trasporti: 8/10
sciopero assistenti di volo
Città
Torino: 5/10
scioperi spontanei dei metalmeccanici
Torino: 12/10
studenti anti Moratti in piazza
Cuneo: la
precarizzazione è la normalità
Milano: 4/10
presidio studenti contro il caro-scuola
Milano: 4/10
sciopero ATM, 3 metro chiuse
Milano: sui
licenziamenti alla Coin
Milano: 12/10
corteo studentesco - contro la
Moratti e Stop Bolkestein
Milano: è
troppo cara per gli studenti universitari
Genova: 4/10
metalmeccanici in corteo all'assemblea di Assoindustria
Genova: 11/10
ferrovieri in marcia per la sicurezza
Genova: firmato
l'accordo per l'Ilva
Vicenza: la
Marzotto licenzia un delegato sindacale per rappresaglia
Belluno: ragionamenti
sul lavoro a Belluno
Bologna: Cobas
contro il comune e per il reddito
Bologna: 12/10
assemblea universitaria contro le riforme Zecchino/Moratti
Piacenza: precari
sul piede di guerra
Reggio Emilia: Secondo
rapporto sull'occupazione in provincia - laureati e precari
Firenze: 13/10
assemblea precari della ricerca
Perugia: 4/10
presidio dei lavoratori Cisa contro la chiusura
Roma: appello
alla mobilitazione degli Assistenti Educativi Culturali
Roma: 7/10
assemblea cittadina contro la precarietà alla Sapienza
Roma: 8/10
serata di finanziamento per le lotte dei precari Atesia
Roma: un'altra
beffa per i lavoratori del comune (comunicato Usi)
Roma: A
Roma aumentano precari e atipici (Corriere della Sera 6/10)
Roma: conferenza
pubblica su lavoro e precarizzazione 23/10
L'Aquila: Siemens
vende, il governo tace - è
l'ora delle accuse
L'Aquila: 8/10
eretto il monumento al disoccupato
Napoli: Smartway,
comunicato Cobas
Napoli: 4/10
cariche contro i lavoratori Smartway in presidio
Napoli: Alla
Asl NA1 assunti 1.500 infermieri senza concorso (comunicato RdBCUB)
Napoli: 10/10
sciopero lavoratori Sait
Pozzuoli: 250
posti a rischio al consorzio meccanico
Bari: 11/10
manifestazione dei precari al Policlinico
Melfi: sciopero
contro i turni domenicali alla Fiat
Catania: 8/10 in
piazza per i diritti con le Acli
Esteri
Corsica - la lotta dei portuali: agenzie 4/10
aggiornamenti
4/10 - lettera
di solidarietà - 8/10 la
polizia sgombera a Marsiglia
Spagna - va bene?: la
generazione precarietà
Francia: stagisti
in piazza
Belgio: 8/10
sciopero generale in tutto il paese
Australia: nuova
legge antiscioperi e per il licenziamento facile
Motorola
licenzia 1.900 dipendenti in 20 paesi
San Marino: parte
la vertenza per stabilizzare 70 precari della Pubblica Amministrazione
Altro
La ballata
del precario del polo elettronico aquilano
Immigrati,
doppiamente precari
Considerazioni: vite ad
interim
L'ABI
vuole la cessione del quinto anche per gli atipici
Pietro
Ichino dice la sua sugli scioperi nei trasporti
Fonti
Indymedia, Il resto del Carlino, La Nazione, Vivere Senigallia, Café
Babel, Adnkronos, RomaOne, Tecnica della scuola, La Repubblica,
Liberazione, Freenfo, Unimagazine, Miaeconomia, Telereggio,
Coordinamento Nazionale Rsu, Lungoparma, Giro di vite, L'eco del
Chisone,
Prima da noi, La Voce, L'Amico del Popolo, Precari della ricerca di
Roma, Precari determinati, Corriere della sera, Libertà on line,
Rassegna.it, Barilive, San Marino Tv, La Stampa
Precari Istat - foto
dal Corriere 6 ottobre 2005
Posto fisso, il sogno di 240 mila romani
In aumento precari e atipici soprattutto nei servizi. Il caso Atesia e il paradosso dell' Istat
Viaggio nel mondo del lavoro. Mentre cresce il numero di impieghi non garantiti, al Tecnopolo della Tiburtina si varano nuovi progetti
Roma sta diventando velocemente capitale del lavoro atipico, come lo chiamano i tecnici, o precario, come lo definiscono invece i sindacati. Un esempio su tutti: i ricercatori dell' Istat, l' ente pubblico di statistica, pagati 35 euro lorde ad intervista per censire il numero degli occupati e dei disoccupati. Pesante situazione pure all' Atesia. Secondo stime della Cgil, i romani che sognano il posto fisso sono 240 mila su poco meno di un milione e centomila occupati. E il loro numero è in preoccupante aumento. Buone notizie invece arrivano dal Polo tecnologico sulla Tiburtina, «la nostra Silicon Valley», come l' ha definita ancora una volta ieri il sindaco Veltroni dopo avere dedicato una strada a Giacomo Peroni. Qui sono attive le nuove industrie hi-tech. «È un luogo di innovazione - spiega Veltroni -. Oggi si contano già 3 mila lavoratori, che raddoppieranno in tre anni». Foschi e Garrone alle pagine 2 e 3
Precari o atipici, in busta paga niente certezze
A Roma sono oltre 240 mila, con stipendi da 800 a 1.200 euro al mese. Call center, il buco nero dela Motorizzazione.
La citta' che lavora
Vanno in giro per il Paese per ricostruire la mappa del lavoro in Italia, per censire il numero degli occupati e dei disoccupati, per scoprire dove si annida il sommerso e come cambia il mercato. Ma a loro volta sono precari, con contratti di collaborazione senza tutele sindacali. E pagati appena 35 euro a intervista al lordo delle tasse, per almeno 6 ore di lavoro, senza rimborso per le spese di spostamento. Ma soprattutto senza garanzie per il futuro. È il paradosso dei ricercatori Istat, l' ente pubblico di statistica. Ed è soprattutto un campanello d' allarme: Roma sta diventando velocemente capitale del lavoro atipico, come lo chiamano i tecnici, o precario, come lo definiscono invece i sindacati. Secondo le stime Cgil elaborate sui dati ufficiali (appunto dell' Istat), su poco meno di un milione e centomila occupati, 240 mila sono senza posto fisso. L' inquadramento di questi lavoratori di serie B rientra nelle forme contrattuali introdotte dalla riforma Biagi, e utilizzate spesso impropriamente: ci sono collaboratori a progetto (320 mila nel Lazio), contratti di inserimento e di somministrazione di lavoro e via dicendo. I numeri parlano da soli: nel primo semestre del 2004 il 28% dei 79.057 nuovi occupati era rappresentato da atipici. Nello stesso periodo di questa anno l' esercito degli lavoratori si è arricchito di 102.800 reclute, ma quasi il 50% di queste nuove leve ha un contratto precario in mano. E se da un lato è vero che Roma vanta tassi di disoccupazione nettamente inferiori rispetto al resto del Paese (7,2% contro 8,1%), è altrettanto vero che la qualità non sempre risponde alle attese di chi cerca un impiego. Il precariato riguarda tutti i settori. Nelle università si consuma ogni 27 del mese il rito amaro dell' apertura della busta paga dei ricercatori precari: qualcuno va avanti con le borse di studio, altri con assegni di ricerca, altri ancora con finanziamenti un po' pubblici un po' privati. E così centinaia di «cervelli» rientrati dall' estero arrivano a guadagnare 1.000-1.200 euro al mese, senza tredicesima e in alcuni casi anche senza contributi previdenziali, inseguendo il sogno di un concorso. «La statistica ci dice però con molto realismo che solo il 4-6% delle centinaia di ricercatori precari degli atenei romani potrà essere assunto entro 4-5 anni», dice con un pizzico di autoironia uno studioso precario dell' Istat. La patria del lavoro atipico è comunque il comparto dei servizi. E il caso che fa scuola è Atesia, società di call center venduta da Telecom al gruppo Cos, che utilizza oltre 2000 addetti. Da anni sono Co.Co.Co, cioè collaboratori coordinati e continuativi, in attesa dell' assunzione. La vicenda è diventata un caso politico: i sindacati hanno ottenuto l' apertura di un tavolo di trattativa con il gruppo Cos, Regione, Provincia e Comune. E a sinistra si è rischiata una crisi, con una parte della Cgil che ha criticato la posizione finora poco incisiva del Campidoglio. Intanto, aspettando i risultati della mediazione politica, i più fortunati precari di Atesia si sono visti offrire un contratto part time e a termine da 450 euro al mese. Un po' poco per sopravvivere in Italia. Gli altri sono stati trasformati in collaboratori a progetto. Insomma, precari a vita. E pure la pubblica amministrazione non scherza: gli enti pubblici, un po' per il blocco del turn over, un po' per risparmiare, a Roma utilizzano 85 mila precari, alcuni direttamente, altri subappalatando a ditte private parte dei servizi. Ma i tagli imposti alla Finanziaria potrebbero far saltare molti contratti già a partire da gennaio. «È un panorama desolante - commenta Walter Schiavella, segretario generale Cgil di Roma e del Lazio -. Chiediamo alle istituzioni di dare il buon esempio non facendo ricorso a forme contrattuali atipiche, di avviare politiche per la stabilizzazione dei posti di lavoro nel pubblico come nel privato e di varare una nuova legge sugli appalti, per evitare che le gare al massimo ribasso possano spingere le imprese ad utilizzare lavoro precario e sottopagato per rientrare dei costi». Paolo Foschi
Il caso Call center, il «buco nero» della Motorizzazione
Quando qualche anno fa cominciarono a lavorare al numero verde telefonico della Motorizzazione Civile erano sicuri di aver svoltato. «Finalmente un posto sicuro, non sono stipendi alti ma almeno siamo tranquilli», avevano pensato molti degli 80 addetti di Esedra e Eurodigit, le due società private incaricate di gestire il call center per le informazioni sul traffico voluto dal ministero per le Infrastrutture. Ma avevano fatto male i conti. Dopo una serie di passaggi societari, gli addetti del numero verde sono senza stipendio da mesi. «Difficoltà finanziarie», hanno tagliato corto con i sindacati i vertici societari. Ma nessuno ha capito bene che cosa sia successo, anche il ministero sta cercando di fare luce. Intanto gli 80 lavoratori, la maggior parte inquadrati con collaborazioni a progetto per 700-800 euro al mese, protestano tutti i giorni davanti alla sede dell' ufficio. E maledicono il giorno in cui hanno accettato quel posto che non era fisso, ma sembrava tanto sicuro.
Foschi Paolo
l'Unità 30 settembre 2005 - cronaca di Roma
30 Settembre 2005
Ricerca o call center, ma tutti precari
È stata la prima manifestazione a vedere uniti tutti i «flessibili» dall’Istat all’Atesia
Non erano molti ma è difficile organizzare la protesta fra chi cambia sempre lavoro
di Paolo Molinari
«SPERIAMO BENE». Sarà che dopo quattro anni da ricercatore precario al Cnr Luca Leuzzi ha perso l'abitudine di fare progetti a lungo termine o che in tanti anni di mobilitazioni raramente i risultati ottenuti hanno compensato le energie messe in campo. Fatto sta che di fronte alla prima manifestazione, quella di ieri pomeriggio, in grado di riunire precari provenienti da realtà molto diverse tra loro, dagli operatori dei call center ai lavoratori di alcuni enti ed agenzie dello stato, Luca sorride ma non si sbilancia: «Un fatto sicuramente positivo», dice, «ma è solo il primo tentativo di proporre un'organizzazione più generale dei lavoratori precari. Nel futuro speriamo di crescere».
In effetti i partecipanti al corteo partito da piazza della Repubblica e giunto al ministero del Lavoro, in via Veneto, sono stati circa duecento. Poco in confronto alle grandi manifestazioni di piazza ai quali i romani sono ormai abituati. Moltissimo se, come ci invita a fare Alessandro del call center Atesia, ci fermiamo a pensare a cosa significa riunire persone che cambiano luogo di lavoro più volte nello stesso anno, ricattabili dai propri superiori, a rischio licenziamento ogni qualvolta si permettono di avanzare una pur minima richiesta.
Emblematico il caso dei quattro operatori di Atesia che lo scorso luglio sono stati licenziati per aver organizzato un'assemblea. «Non si è trattato neanche di una vera assemblea», racconta uno di loro, «avevamo chiamato i nostri colleghi in sala break. Volevamo discutere di un fatto grave accaduto in azienda. Il 22 luglio era stato detto ai colleghi che il giorno dopo non si sarebbero dovuti presentare in postazione perché per tutta la durata dell'estate non ci sarebbero stati utenti da chiamare. Niente stipendio fino a settembre». A quella riunione, per merito o per sfortuna dei quattro, partecipano però più operatori del previsto, un centinaio. Il servizio si blocca e l'azienda fa partire i licenziamenti. «Ho fatto vertenza, domani ho un appuntamento importante al'Inps. Speriamo bene». Importante la partecipazione al corteo di una delegazione di precari dell'agenzia del catasto. Una realtà quella del precariato negli enti statali e parastatali poco nota. Simona 42 anni, lavora al catasto dal 1998: «Come sono riuscita a costruirmi una famiglia? Abbiamo comprato un locale, un sottoscala uso magazzino ad Ariccia e lo abbiamo ristrutturato ricavandone un appartamento».
Paolo Molinari





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