il manifesto 29 novembre 2005
Enti di ricerca anti-precarietà
Istat, Enea, Isfol, Iss, Cnr: sette giorni di mobilitazione
Protesta il camice bianco In assemblea all'Istituto superiore di
sanità. A fronte di 1500 dipendenti, ci sono mille precari, molti di
loro da più di dieci anni. Incontro e protocollo con il presidente
Garaci
SARA FAROLFI
L'ultimo contratto di collaborazione, firmato un mese fa, scadrà a
gennaio. Ci sarà un rinnovo fino a giugno, e poi chissà. I fondi al
momento non ci sono, le hanno detto. Probabile che come molti altri
co.co.co. resti al lavoro senza contratto, «per non perdere il posto» -
dice - e «nella speranza che prima o poi i soldi da qualche parte
saltino fuori». Silvia è ricercatrice al dipartimento «analisi
chimiche» dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Da quattro anni
lavora lì come co.co.co e a suon di continui rinnovi. All'Istituto
superiore di sanità (che è l'organo tecnico del ministero della Salute,
dove si è fatta ricerca sulla Sars e ora sull'aviaria, tanto per
restare alle cronache di questi giorni) qualche mese fa hanno
festeggiato il diciottesimo anno di un lavoratore. Diciottesimo anno
non di vita, si intende, ma di precarietà. E'lì che ieri un centinaio
di lavoratori precari ha inaugurato la «settimana di mobilitazione
della ricerca contro la precarietà». Poca ironia dunque, quando a
parlare sono i numeri.
A fronte di un organico stabile di circa 1500 persone, al gennaio 2005
risultano essere impiegati all'Iss 454 lavoratori co.co.co. e 401
lavoratori a tempo determinato. Una cifra che lo stesso presidente
dell'Istituto, Enrico Garaci, definisce «oltre ogni limite
fisiologico». E il precariato - come spiega Gabriele Buttinelli, del
coordinamento precari - è distribuito su tutti i livelli: dalla
portineria ai magazzini, dall'amministrazione alla ricerca. «C'è un
problema politico della gestione del personale - aggiunge Cristiano
Fiorentini, sempre del coordinamento precari dell'Istituto - Non può
essere normale avere un organico parallelo di co.co.co. ricattabili e
con tempi di lavoro che spesso superano l'orario normale».
C'è dunque una distribuzione della precarietà su tutti i livelli - che
copre, dicono i lavoratori, «funzioni strutturali dell'ente e non certo
lavori occasionali». E non si tratta nemmeno di una precarietà di ieri
o dell'altro ieri. In media - dicono i lavoratori del coordinamento
precari - si parla di dieci anni di precarietà per i tecnici e i
ricercatori dell'Iss, con punte anche più alte.
Marco, che oggi ha 39 anni, lavora all'Iss da diciotto, ma solo da tre
anni è stato «stabilizzato» (si fa per dire) con un contratto a tempo
determinato. E' uno dei responsabili della tipografia (dove si svolgono
diversi servizi, dai biglietti da visita dei ricercatori alle
pubblicazioni dell'Istituto) e per quindici anni è stato continuamente
«rinnovato», con contratti di sei mesi o un anno al massimo. Per
Silvio, suo collega, stessa storia: tredici anni di continui rinnovi e
ora, «con figli e moglie alle spalle», un «tempo determinato».
Non molto diversa è la situazione negli altri enti pubblici di ricerca
(Istat, Enea, Isfol...). Così ieri il coordinamento precari dei vari
istituti di ricerca ha incontrato Garaci, che è anche presidente del
comitato di settore degli enti di ricerca, con la richiesta di
estendere a tutti gli istituti il protocollo siglato all'Iss poco prima
dell'estate. L'accordo, frutto della mobilitazione dei lavoratori e
siglato poi anche dai confederali (Cgil e Uil), prevede, a breve
termine, la stabilizzazione dei precari di lunga data. Poi, la
costruzione di un percorso costituito da «borse di studio» (a carattere
formativo e della durata massima di quattro anni), che possono essere i
seguito trasformate in contratti a tempo determinato o indeterminato.
Punto importante, la riduzione del personale co.co.co. a non più del 2
o 3% dell'organico complessivo.
Lo stesso presidente Caraci riconosce la gravità della situazione,
«conseguenza - dice - del blocco delle assunzioni degli ultimi anni».
«Abbiamo un organico sottodimensionato e, meno ricercatori abbiamo,
meno sono i fondi che ci arrivano dalla Ue». E il famoso protocollo?
«Lo stiamo applicando - risponde - I bandi per co.co.co. sono ora
limitatissimi». La delegazione di precari ieri è uscita soddisfatta
dall'incontro. Sanno che è frutto della loro mobilitazione. Per questo
non sono intenzionati a mollare e la settimana, dicono, è appena
cominciata.
Settimana di mobilitazione 28/11 - 5/12 - comunicato stampa
Comunicato stampa (pdf)
precari news 93
Fonti
Indymedia, Ansa, Ateneo Preoccupato, l'Unità, La Repubblica, Corriere della sera, Ricercatori Precari di Roma, Precaridellaricerca.org, Nomoratti.org, Emilianet, Arezzo notizie, Enaip, Il giornale, Terre libere, Casera 24 ore, Megachip, Il Manifesto, Il Pane e le rose, La gazzetta del mezzogiorno, Prima da noi, IMGpress, Vita da precario, Agenda Lodi, Ago press, Age News, Rifondazione Lazio, Global Project, RdB Cub, Associazione Difesa Lavoratori, Radio città aperta, Génération Précaire, Welfare Cremona, Ecquologia, Virgilio Economia, Italia TV, Aprile on line, Carta, Tipi sospesi
Settimana di mobilitazione dei precari della ricerca dal 28/11/05
Comunicato Precari Istat 24/11
enti di ricerca e universitÀ
CONTRO LA FINANZIARIA
CONTRO LA PRECARIETÀ
Il governo continua a bloccare le assunzioni nella ricerca in Finanziaria e a negare norme di tutela del precariato nel contratto.
L’amministrazione dell’Istat annuncia un nuovo bando per reclutare 100 nuovi precari, a sostituzione dei lavoratori in pensione, mentre permangono nell’istituto 280 lavoratori a tempo determinato e decine di co.co.co., entrati in gran parte negli ultimi mesi.
I precari dell’Istat, insieme ai precari degli altri enti di ricerca e delle università di Roma, hanno indetto una settimana di mobilitazione per fermare il declino della ricerca e pretendere la sensibilità della politica verso un settore che a parole tutti dicono essere strategico e per affermare il diritto al futuro per tutti i lavoratori dell’Istat e della ricerca pubblica italiana.
I precari dell’Istat invitano tutti i precari e i lavoratori dell’Ente, in particolare vecchi e nuovi co.co.co., ex tempi determinati e ancora tempi determinati, a partecipare alle iniziative contro la Finanziaria e contro la precarietà, per lo sblocco delle assunzioni e la stabilizzazione dei precari della ricerca.
25 novembre
Sciopero generale – appuntamento ore 9.30 a Via Balbo.
SETTIMANA CONTRO LA PRECARIETÀ NELLA RICERCA
28 novembre
Presidio all’ISS (viale Regina Elena) ore 10
30 novembre
Presidio all’INEA (via Barberini) ore 10
1 dicembre
Assemblea dei precari dell’Istat
(via Cesare Balbo) ore 10,30
Presidio all’ARAN (via del Corso) ore 12,30
5 dicembre
Presidio all’ISFOL (via Morgagni) ore 10
24/11 Precari della ricerca interrompono il convegno "La Ricerca incontra l'impresa"
PRECARI DELLA RICERCA INTERROMPONO IL CONVEGNO
"LA RICERCA INCONTRA L'IMPRESA"
Oggi, giovedi 24 novembre, una delegazione di precari degli enti di ricerca e dell'universita' ha interrotto il convegno "Agroindustria e Biotecnologie: la ricerca incontra le imprese", in cui i dirigenti dell'ENEA e di diverse multinazionali farmaceutiche ed agroalimentari presentavano la propria idea di ricerca.
Mentre prendeva la parola il commissario straordinario dell'ENEA Luigi Paganetto, i precari hanno aperto uno striscione su cui era scritto "Ricerca pubblica e a tempo indeterminato" e hanno preso la parola in un intervento decisamente fuori programma. I precari hanno ricordato come il rilancio della ricerca e dell'innovazione sia ormai uno slogan adottato dall'impresa e dalla politica; ciononostante, nessuno intende risolvere il principale problema della ricerca italiana: la precarieta' di chi lavora negli enti di ricerca e negli atenei. E anche la Finanziaria 2006 conferma questo atteggiamento da parte del governo.
Piuttosto, come mostra anche il convegno interrotto oggi, per uscire dalla crisi attuale la ricerca pubblica fa appello all'impresa, e si propone come partner privilegiato per rilanciarne la competitivita'. Ma finora, a fronte di scarsi risultati scientifici (lo stesso ENEA versa in uno stato di pessima salute), la collaborazione con i privati ha significato soprattutto la proliferazione della precarieta', il finanziamento pubblico della ricerca privata e la privatizzazione strisciante della ricerca pubblica, a cominciare dai brevetti.
Contro una precarieta' che tocca migliaia di persone che lavorano nella ricerca pubblica, il coordinamento dei precari della ricerca lanciano dal 28 novembre a Roma la "Settimana del Precariato della Ricerca": ogni giorno della settimana sara' caratterizzato da un'iniziativa negli enti di ricerca di Roma in cui la precarieta' ha raggiunto livelli ormai intollerabili.
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precari news 92
In evidenza
Dalle città
Varie
Fonti
Indymedia, Il resto del Carlino, Prima di noi, L'Eco di Bergamo, Precariare stanca, Brindisi Tg 24, Sardegna oggi news, Go Marche, Arezzo notizie, Il giornale, Brindisi sera, Marche Expo, Europa concorsi, La Repubblica, Il Pane e le rose, Aprile on line, Altremappe, Alghero notizie, Alguer, Ricercatori precari di Roma, Precari determinati, Precari_ricerca, l'Unità, Liberazione, Carta, il Manifesto, Il Quotidiano.it, Cobas scuola Cagliari, Precari.org
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l'Unità - 16 novembre 2005
16 Novembre 2005
Ricercatori e precari. Al via la protesta
Dal 28 novembre al 2 dicembre quattro giorni di mobilitazione per i cococo, i cocopro e gli stagisti della ricerca italiana
Rappresentano il 39 per cento dei lavoratori dell’Infn, il 93 di quelli dell’Isfol, il 28 dell’Istat, il 29 dell’Iss, il 17 dell’Enea, il 100 per cento dell’Icram, l’83 dell’Invalsi, il 45 dell’Inran, e il 50 dell’Inea. Per il governo sono all’incirca 2500 persone, ma loro si sono contati, e sono più di 5mila. Sono i lavoratori precari degli enti di ricerca italiani. Gli stessi che ieri mattina in un assemblea pubblica svoltasi presso un’affollata sala dell’Istituto superiore di sanità, si sono uniti nel Coordinamento dei precari della ricerca di Roma. Stanchi di vedere il loro lavoro svilito da provvedimenti, come il blocco del turn over, che non permettono loro di poter operare al meglio e che penalizzano fortemente il ruolo della ricerca, hanno deciso di unire le loro lotte. Per cercare di strappare qualche euro in più dalla Finanziaria 2006, per vedersi riconosciuta una certa rappresentanza sindacale, ma soprattutto, per fare in modo che nell’agenda politica del prossimo governo ci sia tra le priorità la valorizzazione del ruolo della ricerca e quindi, la loro definitiva stabilizzazione. Perché, come hanno detto in assemblea, «siamo stanchi di sobbarcarci interamente sulle nostre spalle un settore vitale della nostra società come quello della ricerca». Per questo hanno indetto dal 28 novembre al 2 dicembre quattro giorni di mobilitazioni. Ogni giorno di questi tutti davanti ad un ente per appoggiare la battaglia dei loro colleghi: un giorno sotto l’Istat, un altro davanti l’Istituto superiore di sanità, un altro ancora di fronte l’Isfol, e infine anche sotto l’Inea.
«Se la precarietà è di per se devastante, lo è ancor più nella ricerca - ha detto nel corso dell'assemblea Fabrizio Stocchi, precario dell'Istat -. Ognuno di noi ha un contratto differente: i più fortunati hanno un'assunzione a tempo determinato, ma poi ci sono i cococo, i cocopro, gli stagisti, i borsisti, i lavoratori con partita iva. E tutti senza nessuna prospettiva».
Per questo chiedono che d'ora in poi il reclutamento negli enti di ricerca avvenga solo per due canali: quello a tempo determinato, con la possibilità di conversione in contratto a tempo indeterminato; e quello a tempo indeterminato, tramite concorsi pubblici nei quali si tenga anche conto dei servizi già svolti dai candidati nell'ente in questione con contratti precari.
il manifesto 16 novembre 2005
RICERCATORI
Dall'Istat all'Enea una settimana contro la precarietà
ANTONIO SCIOTTO
Sblocco delle assunzioni, basta tagli alla ricerca, stop alla precarietà. I lavoratori a termine e i cococò della ricerca pubblica, dall'Istat all'Enea, dall'Istituto superiore di sanità al Cnr, tentano di rafforzare una rete già attiva da tempo, e lanciano la «settimana contro la precarietà»: mobilitazioni, sit in e presidi dal 28 novembre al 2 dicembre. Un'iniziativa nata ieri dai tanti comitati autonomi presenti nei diversi enti, riuniti nell'aula Rossi dell'Istituto superiore di sanità. Nel «mirino» dei lavoratori del comparto c'è non solo l'attuale finanziaria, ma anche il futuro esecutivo: se l'Unione arriverà a controllare le leve del governo centrale, le cose cambieranno? Spesso negli enti locali sono proprio le amministrazioni di centrosinistra ad operare con cococò, appalti e parasubordinarietà varie. Intanto, certo, è più urgente la finanziaria scritta da Tremonti: blocca le assunzioni e taglia i fondi per i cococò (facendo saltare, come denunciava la Cgil qualche giorno fa, ben 90 mila lavoratori a termine e in collaborazione). Prendiamo il caso dell'Istat, circa duemila dipendenti a tempo indeterminato: dopo le lotte del Collettivo precari, Cgil e Uil, sono entrati 130 tempi determinati «storici» (in un totale di 174 assunzioni per concorso), ma ne restano 280 (alcuni rinnovati anche da 7-8 anni, ben 200 già idonei ai concorsi), per non contare 50 cococò assunti di recente e i 310 rilevatori delle forze lavoro prorogati ancora per un anno. «E dire che il nostro è un istituto in attivo - spiega Lorenzo Cassata, precario da 3 anni e mezzo - Insomma avrebbe fondi, ma lo stop alle assunzioni blocca tutto. Mentre per i 310 rilevatori cococò la finanziaria dispone la creazione di una società esterna a partecipazione pubblica: una moltiplicazione ingiustificata, un lavoro così delicato dovrebbe rimanere interno».
Problemi che riguardano tanti altri enti: una rilevazione autorganizzata uscita a luglio 2005 quantifica in circa 5 mila i precari presenti negli istituti della Rete (Università di Roma, Apat, Cnr, Cra, Enea, Inaf, Inea, Inran, Isfol, Iss e Istat). L'Enea, ad esempio, è una vera giungla: a fronte di circa 3 mila dipendenti a tempo indeterminato, i precari sono 600, nelle forme più svariate. Tempi determinati, assegnisti, borsisti, cococò, occasionali, contratti di formazione lavoro; ci sono poi diversi lavoratori retribuiti da società private che firmano convenzioni con l'Enea (in modo da accedere ai fondi comunitari), e che lavorano comunque dentro l'istituto. «Negli ultimi 10-15 anni - spiega uno dei ricercatori, dell'Usi Rdb - il personale dipendente si è ridotto di circa duemila unità. Oggi la media dei "garantiti" è sui 55 anni, molti vicini alla pensione. I nuovi "assunti" sono da tempo soltanto i precari». (Siti utili: precari.tk e precari.splinder.com).
Comunicato 15 novembre 2005
Comunicato stampa 15 novembre 2005
I precari della ricerca e dell’università hanno gremito stamattina l’aula Rossi dell’Istituto Superiore di Sanità.
Circa 300 persone hanno partecipato alla discussione, indetta dal coordinamento dei precari della ricerca.
E’ stata presentata una piattaforma di rivendicazioni sulla precarietà, che riassume le vertenzialità già espresse all’interno dei singoli enti e università e le prospettive rivendicative riguardanti l'intero comparto, che sarà la base delle future iniziative.
L’assemblea ha lanciato una campagna di mobilitazione contro la precarietà nella ricerca, per ribaltare le tendenze che nello scorso decennio hanno precarizzato il settore della ricerca e dell’università, settore, nonostante nel dibattito politico si faccia un gran parlare a vuoto di declino industriale e di necessità di rilancio della ricerca, tra i più colpiti dai processi di precarizzazione nel paese,
Per questo l’assemblea ha lanciato un primo appuntamento per la settimana dal 28 novembre al 2 dicembre:
la SETTIMANA DEL PRECARIATO DELLA RICERCA,
in cui nei singoli enti pubblici di ricerca verrà ribadita la centralità del problema del precariato e verranno generalizzate le singole vertenze, chiamando all’unità tutti i precari per fare di ogni mobilitazione la mobilitazione di tutti.
SBLOCCO DELLE ASSUNZIONI
BASTA TAGLI ALLA RICERCA PUBBLICA
BASTA PRECARIETA’
L’assemblea dei precari della ricerca, 15 novembre 2005
Coordinamento precari della ricerca
Ricercatori Precari delle Università di Roma, Precari Apat, Precari CNR, Precari Cra, Usi/RdB Ricerca ENEA, Precari Inaf, Coordinamento Precari Inea, Precari Inran, Coordinamento Precari Isfol, USI/RdB Ricerca Iss, Coordinamento Precari Istat
http://www.precari.tk
http://precari.splinder.com
precari news 91
In evidenza:
25/10 Manifestazione nazionale contro la Moratti
Tutto sulla manifestazione del 25/10 a Roma
La feature di Indymedia sulle occupazioni
Indyprint sulle mobilitazioni di ottobre
Comunicato 6/11
Lo speciale Facoltà ribelli di Global Project
Don't touch my brain (Liberazione)
29 e 30/10 Diritto all'abitare: casa e reddito x tutti
29/10 Manifestazione per la casa - report fotografici - Radio onda d'urto - Action
30/10 Assemblea per il diritto all'abitare
Roma: tenda precaria 8/11 atto primo - news - 9/11 atto secondo - 11/11 atto terzo - 15/11 incontro con i portuali corsi - foto
5/11 Carovita Day
Comunicato
Cronaca della giornata - Bologna - Napoli - Salerno - Roma
Comunicato: grande successo per il Carovita Day - Comunicato Cobas
17/11 Giornata internazionale dello studente
Dalle occupazioni al 17 e al 25
Manifesto per l'autoriforma dell'università
Manifesto Uds/Udu
25/11 sciopero generale contro la Finanziaria
I Cobas indicono intera giornata di sciopero per la scuola
Il Pubblico impiego sciopera l'intera giornata
Finanziaria: i ministri vogliono assumere i loro collaboratori precari
Finanziaria: studio Ires Cgil sui tagli
Italia:
Agricoltura e pesca: 7 e 8/11 in mobilitazione contro la Finanziaria e l'UE
Fiat: 700 esuberi tra gli impiegati
Giornalisti: sciopero 8 e 9 novembre - adesioni al 90% - 17/11 riunione per decidere nuove mobilitazioni
Granarolo: scioperi il 18 e il 25 contro i licenziamenti
Influenza aviaria: Storace propone di stabilizzare i veterinari precari
Istat: il governo dà il via alla privatizzazione
Metalmeccanici: 2/12 sciopero - porte chiuse alla flessibilità
Poste italiane: migliaia di esuberi
Ricerca: volantino precari Istat 24/10 - 26/10 l'Istat blocca i dati - 26/10 mobilitazione precari Apat - Istat, blocco dei dati 28/10
Ricerca: l'ARAN presenta una nuova bozza di contratto
Ricerca: 15/11 Assemblea dei precari della ricerca a Roma (ISS) comunicato - volantino - manifesto - mappa per arrivare
Scuola: 42mila posti a rischio - botta e risposta Moratti/Panini su riforma e precarietà
Telecomunicazioni: comunicato sullo sciopero del 4/11 - 4/11 Call strike!
Treni: sciopero il 12/12
Dalle città:
Alessandria: protesta degli 80 precari del comune
Torino: olimpiadi tra tregua sociale e flessibilità
Torino: 5/11 nasce SOAP, spazio occupato a progetto
Torino: 9/11 sciopero metalmeccanici Fiat
Genova: 7/11 corteo unitario
Milano: se la Statale si beve la città
Milano: 1/11 comunicato della Statale occupata
Milano: 10/11 free cool tour degli studenti
Milano: 11/11 occupatutto day
Milano: 11/11 giornalisti del Corriere in assemblea permanente
Milano: 19/11 appello per un forum sul diritto al reddito
Varese: protesta dei dipendenti del comune
Cremona: è atipico il 21% dei lavoratori della Provincia
Vicenza: 8/11 inizia il processo contro il comportamento antisindacale della Marzotto
Bologna: 8/11 crisi industriale e precarietà, dibattito
Rimini: 29/10 inchiesta sulla casa, verso la manifestazione nazionale
Massa: Data System, 38 in mobilità - comunicato
Scandicci: protesta dei lavoratori Matec
Livorno: nasce precaut, il sito dei precari autorganizzati livornesi
Teramo: 13/11 convegno ex Lsu Val Vibrata - sciopero della fame
Lazio: 10mila posti a rischio
Rieti: a rischio chiusura l'istituto per la ricerca del suolo
Roma: Adr, congelate le procedure di mobilità
Roma: dottorandi della Sapienza contro le nuove tasse
Roma: 9/11 nasce PRECAT, i precari attivi dell'università e della ricerca - manifesto - comunicato
Roma: 11/11 comunicato comitato cittadino Stop Bolkestein
Roma: 21/11 presentazione libro sui call center
Cassino: 11/11 Fiat assicura le commesse, sospesa la protesta
Napoli: 12/11 assemblea disoccupati: il movimento è rock
Brindisi: parere favorevole per l'azienda che garantisce occupazione ai 33 precari della provincia
Sicilia: 30mila agricoltori e forestali in piazza il 4/11
Esteri:
San Marino: il 1° gennaio 67 precari della P.A. verranno assunti
Parigi: 8/11 gli intermittenti occupano la direzione generale della Funzione Pubblica
Barcellona: 15mila dipendenti SEAT in piazza contro i licenziamenti
Grecia: protesta degli uomini radar
Germania: scontro nella Grosse Koalition sulla flessibilità
New York: sciopero dei dottorandi della New York University
Varie:
Operai Zanon in Italia: 8/11 Terni - 10/11 Perugia - 11/11 Roma (La Sapienza)
Lavoratori portuali corsi in Italia: Calendario di incontri
Lavoro: precarietà fa rima con infortuni
Luigi Ferraioli: "ci vuole il reddito di cittadinanza"
Tavola rotonda: i media oscurano il lavoro
Fonti
Indymedia, Audionews, Virgilio economia, Giornal, Il sole 24 ore, Brindisi Tg24, Unimagazine, PrecAut, Meridiano scuola, Corriere della sera, il Manifesto, Il pane e le rose, Welfare Cremona, Agi, Associazione stampa pontina, Rassegna.it, San Marino Tv, Social Press, Varese News, Tecnica della scuola, Radio onda d'urto, Global Project, Rete romana dei precari della ricerca, Precari determinati, Carta, Liberazione, Usi/RdB ricerca, Flc Cgil, Age, Apcom
http://www.precari.tk
Roma 15 novembre: assemblea cittadina dei precari della ricerca
RIVOLTA LA RICERCA
COMBATTI LA
PRECARIETÀ
La precarietà è una condizione che ormai invade tutti i
settori del mondo del lavoro del privato e del pubblico impiego. Il pacchetto
Treu prima e la legge 30 dopo hanno modificato alla radice i rapporti di lavoro
creando una classe di lavoratori estremamente frammentata, con un basso potere
di contrattazione.
Il mondo della ricerca è stato un precursore nella
pubblica amministrazione applicando per primo le forme più estreme di
precarietà dai Co.Co.Co. agli assegnisti, dalle parcelle alle partite IVA.
La ricerca e la sua importanza per lo sviluppo del paese sono
spesso presenti nelle dichiarazioni di tutti i rappresentanti del mondo
politico, ma nessun governo, né di centro destra né di centro sinistra, ha
affrontato le problematiche ad essa connesse. Al contrario i costanti tagli
agli stanziamenti pubblici per la ricerca
di fatto la consegnano nelle mani delle imprese private.
Il precariato è sicuramente uno dei problemi principali
considerando che una grossa fetta dei lavoratori che operano nell’Università e
negli Enti di Ricerca è precario.
A TUTTO QUESTO I PRECARI
DELLA RICERCA RISPONDONO RIUNENDO LE VARIE REALTÀ DI PRECARIATO CHE HANNO
CARATTERIZZATO CON LE PROPRIE LOTTE LE UNIVERSITÀ E GLI ENTI DI RICERCA E INVITANO TUTTE LE REALTÀ DI PRECARIATO, SOCIALI,
STUDENTESCHE, A TEMPO INDETERMINATO IN VIA DI PRECARIZZAZIONE E QUANT'ALTRO A
PARTECIPARE AD UNA BATTAGLIA AMPIA CONTRO LA PRECARIZZAZIONE ED IL DECLINO
DELLA RICERCA PUBBLICA, IN QUANTO ESSA È UNA BATTAGLIA CONTRO LA PRECARIETÀ IN
GENERALE,CONTRO IL DECLINO CULTURALE E SOCIALE CHE SI VUOLE IMPORRE IN QUESTO
PAESE.
A CHI CI VUOLE DIVIDERE
RISPONDIAMO CON L’UNITÀ DEI LAVORATORI PRECARI!
NO AL LAVORO NERO,
CONTRO LA PRECARIETÀ DEL LAVORO E
DELLA VITA!
Se la precarietà è la questione fondamentale con cui i soggetti
sociali sono chiamati a scontrarsi, i precari della ricerca dichiarano la
propria indisponibilità a subire la precarizzazione della propria vita ed il
declino della ricerca ad essa connesso.
I precari della ricerca lanciano un percorso unitario di
lotta per una ricerca realmente pubblica, cioè libera, autonoma e
deprecarizzata.
ASSEMBLEA CITTADINA
DEI PRECARI DELLA RICERCA
DI ROMA
MARTEDÌ 15 NOVEMBRE
ORE 10,30
Presso la sede
Dell’Istituto Superiore di Sanità
Via Giano della
Bella 34 ( Aula Rossi)
COORDINAMENTO
PRECARI DELLA RICERCA DI ROMA
Ricercatori Precari delle Università di
Roma, Precari Apat, Precari CNR, Precari Cra, Usi/RdB Ricerca ENEA, Precari
Inaf, Coordinamento Precari Inea, Precari Inran, Coordinamento Precari Isfol,
USI/RdB Ricerca Iss, Coordinamento Precari Istat
9 novembre 2005 - nasce PRECAT
PRECAT: Parte l'associazione delle precarie e dei precari
dell'università e della ricerca di Roma
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Ieri, Mercoledì 9, ha fatto il suo ingresso ufficiale nel parterre
universitario l'associazione
PRECAT (PREcari ATtivi, o CATtivi all'occorrenza) delle precarie e dei
precari dell'università e della ricerca di Roma.
Alla presentazione della neonata associazione, tenutasi
all'università
"La Sapienza", erano presenti un centinaio di ricercatori precari di
ogni tipologia
degli atenei di Roma1 e Roma2, del CNR, dell'ENEA, dell'ISTAT e di
altri enti
pubblici di ricerca, inclusa una rappresentativa di precarie
dell'amministrazione universitaria.
PRECAT nasce dall'esperienza di due anni di lotta contro le riforme
Moratti per l'Università e per la Scuola, per lo sblocco delle
assunzioni ed il finanziamento degli enti pubblici di ricerca e per
promuovere un'inversione di marcia nelle politiche governative degli
ultimi 10 anni che porti l'università ad essere un luogo di libera
circolazione dei saperi, di scambio culturale e di libero accesso e che
salvaguardi e rilanci la ricerca pubblica di base (e non finalizzata
meramente alla creazione di soli beni di consumo).
L'associazione prende il via nel bel mezzo della più grande
mobilitazione
universitaria da quindici anni a questa parte. Un movimento
autorganizzato, costituito soprattutto da
studenti e ricercatori precari che pone la questione della
riforma dal basso dell'università, della ricerca e del diritto allo
studio al centro del dibattito politico e della vita del paese.
PRECAT pone tra i suoi obiettivi il risanamento dell'anomalia precaria
che
all'interno degli ateteni pubblici italiani conta più di 50.000 precari
a fronte di 56.000 "colleghi" strutturati a tempo indeterminato. Lo
stesso dicasi per la stragrande maggioranza degli enti di ricerca (CNR
in testa).
Metà
dei docenti e dei ricercatori che prestano servizio all'università
sono, quindi, "appaltati" e "a scadenza", non hanno diritto a
molte delle tutele garantite ai lavoratori
strutturati, sono ricattabili sul lavoro, non sono rappresentati in
nessun organo degli istituti per cui lavorano: sono una colonna
portante ma invisibile e non riconosciuta. In queste condizioni non si
possono svolgere progetti di ricerca di lungo respiro (e di maggiore
ambizione) nè si può garantire una continuità didattica agli studenti.
Per questo PRECAT ha come obiettivo primario l'ottenimento di un
piano di reclutamento ciclico ed ordinario, ben finanziato da parte
degli atenei e dello stato, che dia dignità, prospettive, strumenti e
tutele ai precari che già svolgono tutte le mansioni di
professori e/o ricercatori.
A questo fine è necessario che, ateneo per ateneo, i
"ricercatori atipici" superino l'estrema
frammentazione delle diverse varie figure contrattuali e la
ricattabilità
individuale, per darsi obiettivi comuni. Fra questi ci sono alcuni
diritti basilari che devono essere
riconosciuti qui ed ora, come
il diritto alla maternita', ad un salario minimo
e alla rappresentanza dei precari negli organi decisionali degli atenei.
Se si vuole rilanciare la ricerca italiana, occorre prima di tutto
rispettare chi nella ricerca spende energie e dedizione.
Questa notte
ho sognato che cercavano di rubare i miei diritti....
mi sono svegliata CATtiva
Nora Precisa (portavoce PRECAT)
Notizie e aggiornamenti su PRECAT
si trovano sul sito
precari.splinder.com
15 novembre 2005 - assemblea dei precari della ricerca - manifesto
Il Manifesto dell'assemblea dei precari della ricerca (15 novembre 2005) - pdf 300 Kb
Corriere della Sera - cronaca di Roma (3 novembre 2005)
Diecimila posti a rischio, un caso in Regione
I tagli agli enti locali colpiscono i lavoratori atipici. Cgil: «No alle vendette politiche»
L' effetto Finanziaria rischia di abbattersi come un ciclone sul
mercato del lavoro laziale. I tagli previsti nella legge di bilancio,
se lo schema previsto dal Governo non sarà cambiato, faranno saltare
5.500 posti precari negli enti locali e nella sanità. Le pubbliche
amministrazioni hanno l' obbligo di ridurre la spesa per il personale e
in generale devono tagliare almeno del 40% le risorse per i precari. L'
allarme arriva dalla Cgil di Roma e del Lazio. Ma se si considerano
pure gli occupati nelle società controllate e nelle cooperative che
gestiscono appalti esterni, i posti a rischio diventano almeno 10 mila.
E la stima non tiene conto del pianeta scuola-università. Poi c' è il
caso della Regione: i precari entrati ai tempi di Storace, fra Pisana e
società controllate, sono circa 2 mila. E la giunta di centrosinistra
si prepara a mandarne a casa un' ampia percentuale, anche se la Cgil
chiede di non mettere in atto «vendette politiche». La Finanziaria
dunque colpirà le categorie meno tutelate: dipendenti con contratti a
termine, collaboratori a progetto e Co.Co.Co., lavoratori interinali.
Tutte figure utilizzate nelle pubbliche amministrazioni a vario titolo.
Dal Comune ai ministeri, dalla Regione agli istituti di ricerca
universitari (come Istat e
Isfol), il ricorso al lavoro precario negli ultimi anni è stato
altissimo: i contratti a termine attivi in questi settori nel Lazio
sono almeno 7 mila, i collaboratori a progetto 7.500, i consulenti 4
mila e i lavoratori interinali 2.500. E nel calderone c' è veramente di
tutto: laureati in storia dell' arte che accompagnano i visitatori nei
musei, esperti di statistica che lavorano come ricercatori all' Istat per una manciata di euro al giorno,
ingegneri che studiano applicazioni informatiche nelle società
controllate dagli enti locali, giovanotti di varia formazione che
rispondono al telefono nei call center. Ma perché nelle pubbliche
amministrazioni, un tempo caratterizzate dal classico posto fisso, ci
sono tanti precari? Colpa delle precedenti Finanziarie, che avevano
imposto il blocco delle assunzioni, costringendo gli enti pubblici al
ricorso massiccio ai contratti a termine. Interi servizi adesso
risultano affidati a precari e cooperative esterne. «Nella gestione
delle Belle arti - spiega Gianni Nigro, segretario della Cgil Funzione
pubblica di Roma e del Lazio - per esempio si rischia la paralisi. La
maggior parte degli addetti sono stati assunti a termine, alcuni
addirittura prima del Giubileo del 2000. E sono in attesa di
regolarizzazione. Con i vari tagli imposti dal Governo, l' assunzione a
tempo indeterminato è stata di volta in volta rinviata. Ma adesso
migliaia di lavoratori rischiano di restare senza niente in mano.
Potranno fare causa perché hanno diritto a contratti in regola, ma i
tempi della giustizia del lavoro sono comunque lunghi». Poi c' è il
capitolo consulenze. E non tutte sono contratti d' oro assegnati per
via clientelare. Nel pacchetto dei consulenti ci sono lavoratori
inquadrati come se fossero liberi professionisti con tanto di partita
Iva, ma in realtà utilizzati come impiegati a tutti gli effetti. Un
modo per eludere il blocco delle assunzioni.I consulenti negli enti
pubblici laziali, secondo stime non ufficiali del Tesoro, sono almeno 4
mila. E per quasi tremila di loro la Finanziaria metterà fine all'
avventura professionale. «La situazione è inaccettabile - aggiunge
Nigro - va aperto un serio confronto a livello locale ma anche con il
Governo nazionale per scongiurare questa ondata di licenziamenti che
metterebbe in ginocchio migliaia di famiglie». Paolo Foschi







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