precari news 95
Giornalisti
2 giorni di sciopero contro la legge 30 e per il contratto
"In particolare la Fieg continua a voler negare il diritto dei giornalisti a tutelare i collaboratori e i precari sfruttati e mal pagati."
Per un coordinamento dei giornalisti precari
Metalmeccanici
dal 13/12 trattativa no-stop
Il contratto delle Tlc fa male ai metalmeccanici
16/12 i sindacati lasciano il tavolo della trattativa
19/12 decisioni su iniziative di lotta
Tlc
Telecomunicazioni molto flessibili
Ricchi di profitti, ingordi di precarietà
Tfr
No allo scippo del Tfr
Finanziaria
Mutui più facili per i co.co.co.
Autoferrotranvieri
Sostegno contro i licenziamenti
Dalle città
Milano: alla prima della Scala notav, precari e operai dell'Alfa
Milano: c'era una volta la formazione professionale in Lombardia
Milano: 16/12 assemblea cittadina dei precari
Rovigo: 2.000 lavoratori precari in più, sindacati pronti a trattare
La Spezia: Cub per la stabilizzazione dei precari del comune
Emilia Romagna: 19/12 presidio dei lavoratori atipici
Bologna: il 36% dei bolognesi si sente povero o quasi
Bologna: 12/12 le badanti contestano Cofferati
Urbino: un altro corso sfornastagisti
Macerata: università: nuova occupazione
Firenze: 6/12 manifestazione dei precari del comune, appuntamento al 12/12
Firenze: un lavoro decente per una vita decente, basta precariato
Firenze: 14/12 protestano i precari Arpat
Firenze: 17/12 riesci ad arrivare in fondo al mese?
Firenze: 19/12 il natale dei lavoratori precari
Livorno: 18/12 precari Atesia a Livorno
Livorno: apre lo sportello precario
Perugia: 9/12 botte al rettorato
Roma: gli operatori di Capodarco in agitazione
Roma: 12/12 i lavoratori degli asili bloccano il consiglio comunale
Roma: 13/12 Se non sarà precario, si precarizzerà
Roma: 14/12 assemblea pubblica: sarà un natale precario
Roma: 15/12 riunione verso la manifestazione degli operatori sociali alla regione del 20/12
Roma: 16/12 corteo cittadino studentesco contro la riforma Moratti
Roma: 16/12 la Cub chiede una commissione d'inchiesta sui precari dei call center Alitalia
Roma: 17/12 pacchetto Treu e Legge 30, cancelliamole!
Roma: Liceo Democrito, minacce e repressione
Frosinone: stato di agitazione nei nidi comunali
Pescara: 28/12 presidio di studenti e precari
Salerno: 17-23/12 contro il carovita
Pomigliano d'Arco: assemblea Slaicobas contro i "contratti nano"
Noci (BA): capodanno di San Precario
Palermo: 12/12 assemblea dei precari delle poste
Palermo: ecco come sfrutta Alicos
Palermo: 14/12 adesione totale allo sciopero Alicos
Palermo: 17-23/12 natale precario
Varie:
Intervista a Damiano (DS) sulla flessibilità del lavoro
Prodi: cambieremo la legge Biagi
Precaria solidarietà
Fonti:
Indymedia, Il Sole 24 ore, Ansa, Zeusnews, Il Pane e le rose, Il barbiere della sera, Il giorno, Rassegna.it, Vivere Senigallia, Basilicatanet, Il Manifesto, Virgilio economia, Marchexpo, Infocity, La Repubblica, Toscana TV, Tempo perso, Il gazzettino, Contatto radio, l'Unità
http://istat.precaridellaricerca.org
Comunicato Precari Istat 5 dicembre 2005
AVEVAMO RAGIONE!
Dopo
anni di battaglie e di rivendicazioni (non ultima la settimana di
mobilitazione
dei precari della ricerca appena finita), arriva, laddove meno lo si
poteva
aspettare, la conferma che avevamo ragione. Al momento della stesura
definitiva
del contratto nazionale della ricerca, l’Aran e i sindacati hanno
introdotto la
norma di trasformazione del contratto da tempo determinato a
indeterminato
(già presente nel regolamento del Cnr e richiesta dai precari
dell’Istat 2 anni
fa):
art.5 comma2.
Qualora
l’assunzione a tempo determinato avvenga con le medesime modalità e
procedure
previste dalla legge per i concorsi a tempo indeterminato, l’Ente
potrà, nei
limiti stabiliti del fabbisogno di personale e previo il superamento di
un’ulteriore verifica sull’attività svolta e sulla qualificazione
conseguita,
trasformare il rapporto a tempo indeterminato. La norma di cui al
presente
comma si applica, per un quadriennio, anche al personale a tempo
determinato che,
in servizio alla data di entrata in vigore del presente contratto, sia
in
possesso dei requisiti di ammissione alle predette procedure
concorsuali.
Contemporaneamente
nel contratto passa il superamento della 368 (i contratti a tempo
determinato
possono durare fino a 5 anni), così come una piccola
percentuale di
posti riservati ai precari nei concorsi a tempo indeterminato e
una limitazione
del 20% di contratti a tempo determinato in ciascun ente.
Il
diritto al futuro per tutti è ora più vicino.
Ma
siamo consapevoli che si tratta solo di un primo passo.
- Bisogna sbloccare le assunzioni, subito.
- Bisogna verificare, ente per ente
(a cominciare dall’Istat) l’applicazione generalizzata e
trasparente della tenure track.
- Bisogna fare in modo che le
limitazioni e i diritti introdotti per i lavoratori a tempo determinato
non inducano gli enti ad assumere illegittimamente personale co.co.co..
Tutti i co.co.co. in posizione subordinata devono
diventare gradualmente lavoratori a tempo determinato.
- Vanno trovate soluzioni al sottoinquadramento sistematico.
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STOP
PRECARIETÀ – DIRITTO AL FUTURO PER TUTTI |
Coordinamento
Precari Istat 5/12/2005
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MAGGIORI
INFORMAZIONI SUL NUOVO CONTRATTO SU: www.precaridellaricerca.org |
Sole 24 Ore e Messaggero - 4 dicembre 2005
Il Messaggero - 4 dicembre 2005
precari news 94
Fonti
Indymedia, Il Pane e le rose, La Gazzetta del Mezzogiorno, Val Telesina News, Tg10, Scripta news, Age news, L'Unità, il Manifesto, Virgilio economia, Spoleto on line, Adnkronos, Articolo 21, Sport Economy, Basilicatanet, Militari.org, Il Portico, Targato CN, Carta, Precaridellaricerca.org, Corriere della sera, Ds on line, Precariare stanca, Ateneo preOccupato, Generation Precaire, Claronet, Rifondazione Lazio, Global Project, Precarity blog, Liberazione, Caserta news
http://www.precari.tk
http://www.precaridellaricerca.org
il Manifesto 30 novembre 2005
Negli Enti pubblici di ricerca è in atto la «settimana di
mobilitazione». Situazione kafkiana Per conto del ministero del Lavoro
monitorano l’applicazione dei «nuovi contratti» previsti dalla legge
30. Precari da anni, e «le risorse» sono in diminuzione.
Fai
ricerca sull’ingresso nel mercato del lavoro di alcune fasce sociali,
verifichi l’applicazione della legge 30, usando questionari o
elaborando dati già prodotti. E poi alla fine ti viene da dire, «sembra
quasi di parlare di me». I ricercatori dell’Isfol sono spesso vittime
di questa situazione paradossale. La maggior parte di loro, l’85% - per
attenersi ai numeri - cioè 468 persone su 545 addetti complessivi, è
precaria. Non sono tutti ricercatori, tra loro ci sono anche
collaboratori tecnici, amministrativi e chi svolge attività di
segreteria. Ma salta all’occhio che, nell’unico istituto pubblico
italiano che fa ricerca sui temi della formazione, delle politiche
sociali e del lavoro, la «ricerca» vera e propria sia tanto («soltanto»
viene da dire) precaria. Dei 77 lavoratori stabili, soltanto dieci sono
ricercatori (inquadrati al terzo livello); il resto, dirigenti di
ricerca e figure di supporto (collaboratori e tecnici). Ma allora, in
mezzo a tanti dirigenti, chi la fa la ricerca?
Loro, appunto.
Trecentonove tempi determinati e centocinquantanove co.co.co. (totale,
468 come detto). E anche all’Isfol, come all’Istituto superiore di
sanità (vedi il manifesto di ieri) sono precari di lunga data: dieci o
dodici anni di continui rinnovi, con punte di quindici. E’ lì che trovi
chi monitora per conto dell’Istituto l’applicazione dei nuovi contratti
(legge 30), lavora con un contratto a tempo determinato da quattro anni
e, visto che «di risorse non ce ne sono», è sicuro che «non sarà
stabilizzato». Chi ha un contratto di collaborazione dal 2002
(rinnovato di anno in anno) e svolge normale attività di ricerca tutti
i giorni della settimana, «senza timbrare il cartellino» (ci
mancherebbe), ma comunque con una media di sette o otto ore al giorno.
Fino a chi, a suon di continue collaborazioni, va avanti da più di nove
anni. Sempre di ricerca si tratta, sempre «sette ore al giorno, ma a
volte anche di più», sempre «tutti i giorni». E con tanto di intervallo
contrattuale di un mese tra un rinnovo e l’altro. «Senza prospettive»,
a quarant’anni e con famiglia a casa.
Anche l’Isfol fa parte di
quegli enti pubblici dove è in corso, fino al 5 dicembre, la «settimana
di mobilitazione della ricerca». Come gli altri enti è in attesa del
rinnovo contrattuale. Il contratto è scaduto da 47 mesi, e nei prossimi
giorni è in programma un incontro all’Aran.
Ma c’è qualcosa che nel contratto nemmeno è nominato, e che sembra essere il vero tarlo della ricerca oggi: la precarietà. Così è nato un coordinamento trasversale tra gli enti, con lo scopo di aprire una vertenza nazionale che abbia come obbiettivo principale la stabilizzazione definitiva di tutti i precari della ricerca.
All’Isfol, il ministero del Lavoro (da cui dipende l’istituto) ha di recente approvato una nuova pianta organica, che prevede l’ampliamento del personale a tempo indeterminato a 107 unità (dagli attuali 77). I ricercatori del coordinamento precari però sono scettici. Di queste stabilizzazioni, solo cinque sarebbero ricercatori, e il resto personale amministrativo, tecnico e anche figure di dirigenza. «Di nuovo - dicono dal coordinamento precari - si configura una situazione in cui prevale l’accaparrarsi di posizioni di privilegio». E poi, aggiungono, rimane in piedi una domanda: nei bandi per le nuove assunzioni si terrà conto di tutta la sacca di precariato (i tempi determinati in questo caso)?
Il presidente dell’Istituto, Sergio Trevisonato, risponde di sì. Parla (cautamente) di «una situazione anomala», ma conferma, pur negando «qualsiasi tipo di ingerenza politica», la richiesta del ministero di inserimento di quelle tre figure dirigenziali incluse nell’ampliamento dell’organico (e contestate dai lavoratori). Al fondo, come sempre, c’è un problema di risorse. Risorse che in maniera stabile (ma sempre minore) vengono garantite dal ministero, in maniera più flessibile (ma più cospicua) dai vari progetti di ricerca, soprattutto dall’Ue. Quest’anno, dice Trevisonato, è stata fatta richiesta di un incremento dei fondi del 30%. Lui è fiducioso. I lavoratori, che terranno un presidio davanti all’Istituto lunedì prossimo, meno.
(Sara Farolfi - Il Manifesto)






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