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    Archivio Ottobre 2006

    27/10 Contestato il ministro Mussi

    di precaristat (30/10/2006 - 11:21)

    Venerdì pomeriggio all'auditorium di via Rieti i DS presentavano al ministro di università e ricerca (Fabio Mussi) i loro emendamenti alla finanziaria: nessun blocco degli scatti di anzianità per gli strutturati e altre modifiche contro lo strapotere dei direttori generali.
    Dopo il lungo discorso del senatore DS Ranieri un gruppo di studenti e precari dell'università e della ricerca si è impossessato del palco innalzando uno striscione con su scritto: "Mussi: o con il governo o con l'università". Accompagnato dal coro "Mussi libero!" è stato letto un comunicato in cui si invitava il ministro a liberarsi dal suo governo, che non gli permette più di lottare contro la precarietà, come faceva fino a qualche mese fa, e a dimettersi, come pù volte minacciato (qui un resoconto e il volantino).

    Quindi ha parlato il sottosegretario Modica, per altri tre quarti d'ora, interrotto qua e là da contestazioni. Quindi si sono aperti gli interventi (5 minuti l'uno). Hanno parlato precari di vari enti (tra cui l'istat), sindacalisti e strutturati e le lamentele sono state tante e diverse.

    Alle 18, troncando gli ultimi interventi, ha preso la parola Mussi.
    Continuamente contestato quando diceva evidenti falsità (si sbloccano le assunzioni, almeno c'è qualcosa, che è meglio dello zero di prima, ecc.) si è inalberato e ha battuto i pugni sul tavolo, rivendicando i passi fatti sulle staminali e la chiusura delle università finte.

    L'assemblea è finita nel caos totale, con capannelli di baroni e professoroni diessini in difesa di Mussi, contro precari e studenti delusi.

    Rassegna stampa:
    il manifesto | il giornale | liberazione | il messaggero

    Il resoconto sul sito dei precari della ricerca di Roma
    Il resoconto "amico" da Aprile on line (da vedere i commenti)

    il volantino distribuito dagli (Anziani) precari Istat

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    Ieri precari, oggi assunti (27/10/2006)

    di precaristat (27/10/2006 - 11:34)

    IERI precari

    OGGI assunti! 


    Solo qualche mese fa leggevamo sui manifesti che erano attaccati ai muri delle nostre città: “Oggi precario. Domani lavoro”.

    Oggi (ovvero il domani dei manifesti) troviamo sbandierati nelle televisioni nazionali proclami di vittoria per la “Finanziaria della svolta”. La Finanziaria che dovrebbe portare sviluppo al paese e redistribuire le risorse.

    La Finanziaria conferma, per gli Enti Pubblici di Ricerca, il vergognoso blocco delle assunzioni, che si perpetua da 10 anni, con la sola interruzione del 2001.

    La Finanziaria enuncia condivisibili principi. Per chi in questi anni ha lavorato con un contratto a termine, svolgendo lo stesso identico lavoro di chi aveva un contratto a tempo indeterminato ha il diritto di vedersi uscire dalla precarietà contrattuale.

    La Finanziaria – quindi - comprende i problemi, enuncia i giusti principi, peccato che ne rimanda le soluzioni.

    Nel 2007 gli enti pubblici di ricerca si ritroveranno con le stesse briciole del 2006 (l’Istat durante l’ultimo anno ha assunto ZERO persone).

    Il rinvio delle assunzioni al 2008 contribuirà a fare perdere ancora personale alla già dimagrita pianta organica degli enti pubblici di ricerca, lasciando senza sostituzione i pensionati del 2006.

    Noi (anziani) precari Istat vogliamo ora e qui il nostro diritto al futuro.

    Vogliamo che le assunzioni partano da subito, che i giusti princìpi si trasformino – immediatamente – in pratica.

    Non siamo d’accordo con la piattaforma dei sindacati confederali della ricerca, che vorrebbero barattare lo sblocco delle assunzioni nel 2007 con la discrezionalità (ente per ente) delle modalità di reclutamento. Vogliamo certezze. Ci siamo stancati delle vaghe promesse.

    Non è possibile che un governo “amico”, che ha impostato sulla fine del lavoro precario l’intera campagna elettorale, privilegi i finanziamenti alle imprese, alla scuola privata, alla ricerca militare, mentre ricerca pubblica e università rimangono, ancora una volta, buone ultime.

    Per questi motivi eravamo in piazza durante gli ultimi anni, per questi motivi siamo qui oggi e saremo in questi giorni in ogni occasione che ci sarà concessa per protestare e comunicare le nostre (buone) ragioni. 

    27 ottobre

    Liberiamo Mussi, Auditorium Via Rieti ore 15 

    Assunti:

    Se non ora quando  ? Se non qui dove  ?

    DIRITTO AL FUTURO PER TUTTI 

    (Anziani) precari Istat, 27 ottobre 2006

    www.precari.tk

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    Comunicato 24/10/2006

    di precaristat (26/10/2006 - 16:46)

    Partecipiamo a tutte le iniziative di mobilitazione

    Mercoledì 25 /10 assemblea aula magna via balbo h 10 

    IERI precari

    OGGI assunti 

    La ricerca pubblica doveva essere per questo governo un settore di investimento strategico per i piani di sviluppo del paese.

    La precarietà doveva essere il problema prioritario da affrontare per invertirne radicalmente la tendenza e porre un freno alla devastazione sociale che essa ha generato. 

    La finanziaria 2007 disattende e contraddice quanto affermato e promesso durante la campagna elettorale dell’ attuale governo la cui politica economica e sociale sembrerebbe porsi in allarmante continuità con il precedente. 

    I circa 300 anziani precari istat con anni di servizio prestato continuativamente, accumulato grazie all’utilizzo improprio e abusivo dei contratti ‘flessibili’, pretendono misure coerenti con quanto affermato a chiacchiere dal governo ma non rintracciabile negli articoli della legge finanziaria in discussione in questi giorni. 

    Noi (anziani) precari siamo del resto d’accordo con quanto affermato recentemente dal Ministro della Ricerca e Università Mussi: “Niente è più contrario alla scienza del precariato”.

    Noi (anziani) precari recepiamo anche favorevolmente la sentenza della corte di giustizia europea del luglio 2006 che afferma con chiarezza l’illegittimità del ricorso ai contratti a termine, i quali in caso di reiterato utilizzo devono essere trasformati in contratti a tempo indeterminato.

    Noi (anziani) precari siamo per di più convinti che l’obbiettivo di Lisbona che indica nel 3% del Pil, la spesa che gli stati europei dovrebbero investire in Ricerca, sia la scelta minima di un paese che voglia pianificare un futuro di crescita economica. 

    Per tutto questo crediamo infine che sia giunto il momento di invertire la tendenza del settore pubblico, oggi più degradato che mai.

    Disgustati dagli sperperi (esempio i circa 870.000 euro spesi in tornelli) che l’amministrazione dell’Istat persegue, in un momento in cui le risorse per la ricerca sono sempre più scarse e gli sprechi nella pubblica Amministrazione sono nell’occhio del ciclone, chiediamo che finalmente i precari di questo istituto debbano essere assunti in ruolo.

    Dove se non in questo istituto, in cui la nostra assunzione potrebbe essere interamente coperta dal bilancio istat?

    Quando, se non ora che il sistema della ricerca pubblica è al collasso a causa dei continui tagli e della precarizzazione selvaggia?

    Assumere i precari: 

    Se non ora quando ? 

    Se non qui dove ?

    (Anziani) Precari Istat

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    Letteratura a progetto. Come si scrive precarietà?

    di precaristat (18/10/2006 - 12:36)

    “Letteratura a progetto. Come si scrive precarietà?”

    Confronto dibattito con scrittori, giornalisti, romanzieri, poeti, narratori di precarietà. Per la costruzione di un laboratorio di scrittura.

    È possibile una letteratura del lavoro oggi? Nel secondo novecento, e in particolare in Italia, c’è stata una importante letteratura industriale: quella che ha raccontato il lavoro, i lavoratori, le lavoratrici, le loro lotte e passioni. Certo, con differenti punti di vista e chiavi di lettura e stili. Ma avendo chiaro quale fosse il tema, quali fossero i soggetti. Anche quando non si raccontavano vite operaie, la fabbrica e la produzione materiale erano lo sfondo, l’ambientazione, la trama. Ora: è possibile una letteratura del lavoro post-industriale?

    appuntamento venerdi 20 ore 17.00
    l.o.a. Acrobax Project via della Vasca Navale 6


    Esiste (e qual è) la forma della rappresentazione artistica del lavoro al tempo del precariato? Si può scriverne, nonostante la resistenza, la distanza (quando non l’ostilità) del precariato stesso alla rappresentazione? Un carattere distintivo del nuovo soggetto del lavoro sembra questa sua irrapresentabilità, che non è solo segno di una difficoltà della teoria e della politica a comprendere i mutamenti e interpretarli, ma anche di una fuga soggettiva dalla delega a qualcun altro. È un limite, è una forza, per la scrittura? E ancora: che cosa può essere la narrazione di un soggetto del lavoro che si batte per le tutele, le garanzie nel lavoro ma anche rifiuta il lavoro, non costruisce la propria identità [singolare, collettiva] nel lavoro?
    Scrivere di precari è scrivere di noi: google generation, generazione precaria, liquida, milleurista, low cost, generazione X.
    La nuova narrativa precaria è a un tempo figlia di una moda, di un’urgenza e di un coraggio non comune. Lungi dall’essere ombelicale, trasmette segnali di fumo a chi vive oggi. Segnali che dicono: si può parlare, si può scrivere. Non siamo invisibili.
    Pure, c’è il rischio di trasformare la precarietà in un feticcio. Il mercato editoriale sembra aver colto questo. Il messaggio può diventare ridondante e ambiguo: chiuso tra l’individualismo che paralizza e l’impossibilità di trovare un filo conduttore che unifichi le esperienze. Invece di scoprire, nella lettura, cosa ci accomuna, sperimentiamo un eterno ritorno del diverso che ci lascia spaesati. L’immediata relazione fra vita singolare e comunità [classe, società] che la letteratura del lavoro e della fabbrica, nel novecento, trovava e produceva nel lettore non è più data e non si manifesta. La frammentazione del lavoro si specchia in una rappresentazione frammentata, l’una fotocopia dell’altra.

    Manca un linguaggio che alluda al superamento della crisi, alla cooperazione tra soggetti. Mancano queste storie.
    Quello a cui vi invitiamo, che vorremmo realizzare insieme è un seminario su questi temi, all’interno della III edizione della festa dei precari e delle precarie. Incontrotempo è uno spazio di partecipazione e cospirazione, in cui immaginare una soluzione comune che ci faccia superare l?isolamento e la frammentazione che la precarietà di vita ci impone. La terza edizione di Incontrotempo vuole superare il piano della narrazione della propria precarietà, elemento comunque centrale per il ri-conoscimento, per proporre un piano di attivazione sociale. Passare dalla narrazione alla creazione, dal racconto della propria condizione di precarietà sociale e lavorativa alla proposta di un percorso di attivazione.
    Un incontro, un dibattito aperto da tenere a Roma, presso il L.o.a. Acrobax, Laboratorio del precariato metropolitano il 20 ottobre fra precari, scrittori che hanno scritto di precariato, lettori, giornalisti di pagine culturali, uffici stampa che promuovono questo o quel libro, case editrici, ricercatori che studiano la letteratura del lavoro.
    Un ragionare, un discutere insieme, un laboratorio. A noi sembra che attraverso questa nuova letteratura si stia cercando un’altra forma di linguaggio: questo linguaggio fatica ancora a sostituire lo strapotere della modalità dominante di rappresentazione.
    Eppure, la poetica può essere un elemento straordinario nella costruzione di un nuovo spazio pubblico democratico, nel riportare la materialità delle vite del lavoro al centro delle cose.

    Promotori: LOA Acrobax, Ricercatori precari.
    Prime adesioni: Mario Desiati, Cristian Raimo, Michela Murgia, Nicola Lagioia, Francesco Dezio, Giorgio Falco, Aldo Nove, Andrea Bajani, Alessandro Leogrande, Katia Cappellacci, Benedetto Vecchi (giornalista de Il Manifesto), Angela Azzaro, Sergio Bianchi (DeriveApprodi), Marco Bascetta (Manifestolibri), Graziano Graziani (Carta), I Quindici, Lanfranco Caminiti.

    appuntamento venerdi 20 ore 17.00
    l.o.a. Acrobax Project via della Vasca Navale 6

    Tag: precari letteratura

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