I rilevatori precari dell'Istat chiedono un incontro al Ministro Brunetta
Di seguito la lettera inviata ai dirigenti del dipartimento della Funzione Publbica:
Siamo gli oltre 300 rilevatori ISTAT per l’Indagine Continua sulle Forze di Lavoro, indagine tra le più importanti sia a livello nazionale che internazionale, i cui risultati vengono inviati regolarmente a EUROSTAT, che di fatto coordina tale rilevazione.
Ad onor di precisione non siamo esattamente rilevatori dell’ISTAT, ma collaboratori dell’ISTAT, in quanto il nostro rapporto di lavoro con l’Istituto Nazionale di Statistica è regolato da un contratto co.co.co, rinnovato di anno in anno, a cominciare dall’ormai lontano Ottobre 2002.
In netto contrasto con l’oggetto del nostro mandato, vale a dire l’ “Indagine CONTINUA sulle Forze di Lavoro”, che su richiesta di EUROSTAT si configura come continuativa, il nostro rapporto di lavoro è più che mai precario e, ironia della sorte, ci rechiamo quotidianamente nelle case delle famiglie campione, nei diversi Comuni italiani, per rilevare i dati che forniscono il polso della situazione sulle critiche condizioni lavorative nel nostro Paese.
Come Lei ben sa, i contratti co.co.co. non possono essere protratti a lungo e lo Stato impone alle aziende di regolare la posizione dei co.co.co. dopo un periodo massimo di 3 anni.
Ma, come spesso accade, quello che lo Stato legifera e che vale per le aziende private non vale per il legislatore stesso, che si auto legittima emanando per se stesso deroghe su deroghe.
E così eccoci qua, formalmente co.co.co. ma dipendenti dell'Istat a tutti gli effetti e "stabilmente" precari per il sesto anno consecutivo, con una retribuzione tipo cottimo, un tot ad intervista, stabilita nell’Ottobre 2002 e rimasta invariata fino al 31 Dicembre
Lo sconforto è profondo, aggravato poi dalla consapevolezza delle ben differenti condizioni di lavoro dei nostri colleghi europei, che si occupano della stessa rilevazione nei propri Paesi, non come collaboratori, ma come lavoratori dipendenti, ai quali viene inoltre riconosciuto un effettivo rimborso spese, congruo rispetto agli aumenti dei carburanti, viene fornito un cellulare per i contatti telefonici con le famiglie per poter fissare gli appuntamenti e hanno tutti i diritti dei lavoratori dipendenti. Un esempio per tutti può essere quello inglese, visionabile sul sito www.statistics.gov.uk .
Ogni fine anno la nostra massima preoccupazione è ovviamente quella del rinnovo del contratto di lavoro. In passato è anche stata prospettata dall’Istat l’eventualità di “esternalizzare” la rete di rilevazione delle Forze di Lavoro, con tutto il carico di aspetti negativi che ciò rappresenta, primo fra tutti la sicura perdita di qualità dei dati raccolti di cui c'è esplicita testimonianza nella scarsissima qualità dei risultati ottenuti dalle rilevazioni date in appalto ai privati e nelle fallimentari risultanze dei casi in cui l'Istat ha sperimentato la costituzione di società private a capitale pubblico.
Ebbene sì, il “manipolo” degli oltre 300 rilevatori senza diritti ha segnalato, primo fra tutti i dati negativi di una simile operazione, la caduta verticale della qualità della rilevazione, oltre ovviamente alle nefaste conseguenze per i lavoratori stessi.
Questo perché, senza peccare di immodestia, possiamo affermare di lavorare al meglio, nonostante la nostra ormai cronica situazione di precarietà.
Proprio nei giorni scorsi dalla sede Istat di Roma è stata inviata una mail di ringraziamento ai rilevatori delle Forze di Lavoro per l’ottimo lavoro svolto lo scorso anno, in quanto è stato raggiunto ”il livello di qualità più elevato che nella nostra esperienza più che decennale all'ISTAT ci sia capitato di incontrare in una rilevazione. Ovviamente questo è stato possibile soprattutto grazie al contributo della nostra rete di rilevazione”.
Ascoltando il Suo discorso di Lunedì 12 Maggio, ci si è aperto il cuore apprendendo la sua ferma intenzione di adoperarsi per le fasce più deboli e di premiare chi lavora seriamente.
Ci siamo sentiti rassicurati, ma a distanza di qualche ora il disincanto, dovuto alle delusioni maturate in tutti questi anni, ci ha spinto a scriverle nel timore che ancora una volta i co.co.co. dello Stato, in particolare quelli che in Istat si occupano delle Forze di Lavoro, siano considerati una categoria talmente atipica da essere nuovamente esclusa da qualsivoglia prospettiva di miglioramento.
Abbiamo dovuto aspettare fino ad ora per sapere chi fosse il nostro interlocutore, in qualità di Ministro della Funzione Pubblica, ed ora riponiamo in Lei la speranza di un incontro a breve termine per chiarire e definire il nostro futuro, confidando di non trovare il muro di gomma già sperimentato negli anni scorsi.
Restiamo quindi in fiduciosa attesa di un suo gradito riscontro, volto a fissare a breve un incontro, perché noi precari, purtroppo, abbiamo scadenze pressanti e imprescindibili.
Rete dei Rilevatori Precari ISTAT per l’Indagine Continua Forze Lavoro, 27 maggio 2008
11 maggio: com'è andata
ATTENZIONE: se vuoi mandare una tua cronaca della giornata dell'11 maggio oppure se hai delle foto, manda tutto a precaridellaricerca
11 maggio. Eureka, i precari della ricerca | 11 maggio. Una cronaca da dentro al furgone
Stampa 10 maggio
il manifesto | liberazione | ansa
Stampa 11 maggio
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Stampa 12 maggio
il manifesto | liberazione | e polis
Comunicati
precari della ricerca | rdb/cub
Agenzie del 30/11/2006
2006-11-30 12:04
Precari Istat occupano sala stampa
Bloccata diffusione dati dei prezzi produzione e inflazione
(ANSA) -ROMA, 30 NOV- I lavoratori precari dell'Istat hanno occupato la sala stampa bloccando la diffusione dei dati sui prezzi alla produzione e sull'inflazione. I lavoratori chiedono lo sblocco delle assunzioni e protestano contro una Finanziaria 'che manda a casa 350 operatori della rete di rilevazione'.
A novembre si riaccende l'inflazione
MILANO - Lieve risalita a novembre nella zona euro, che si porta all'1,8% dall'1,6% di ottobre. E' la stima flash pubblicata da Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione Europea. Il dato definitivo sarà pubblicato il 15 dicembre prossimo.E' attesa per le ore 15, con quattro ore di ritardo rispetto al consueto orario, anche l'inflazione italiana, la cui diffusione subisce gli scioperi dei lavoratori dell'Istat.
Protesta dei precari Istat, la Finanziaria mette a rischio 300 posti di lavoro
I dipendenti bloccano la diffusione dei dati sulla produzione italiana e sull'inflazione
Roma (Rif) - Anche l'Istat sul piede di guerra. Alcuni dipendenti protestano contro la Finanziaria del Governo Prodi. Di poco fa la notizia che i precari dell'Istituo hanno occupato la sala stampa impedendo la diffusione dei dati relativi ai prezzi della produzione e i numeri sull'inflazione.
I lavoratori chiedono che sia tolto il blocco delle assunzioni e manifestano tutta la loro preoccupazione per gli effetti che potrebbe avere la Finanziaria: farebbe perdere l'impiego a oltre 300 operatori della rete di rilevazione Istat.
27/10 Contestato il ministro Mussi
Venerdì pomeriggio all'auditorium di via Rieti i DS presentavano al ministro di università e ricerca (Fabio Mussi) i loro emendamenti alla finanziaria: nessun blocco degli scatti di anzianità per gli strutturati e altre modifiche contro lo strapotere dei direttori generali.
Dopo il lungo discorso del senatore DS Ranieri un gruppo di studenti e precari dell'università e della ricerca si è impossessato del palco innalzando uno striscione con su scritto: "Mussi: o con il governo o con l'università". Accompagnato dal coro "Mussi libero!" è stato letto un comunicato in cui si invitava il ministro a liberarsi dal suo governo, che non gli permette più di lottare contro la precarietà, come faceva fino a qualche mese fa, e a dimettersi, come pù volte minacciato (qui un resoconto e il volantino).
Quindi ha parlato il sottosegretario Modica, per altri tre quarti d'ora, interrotto qua e là da contestazioni. Quindi si sono aperti gli interventi (5 minuti l'uno). Hanno parlato precari di vari enti (tra cui l'istat), sindacalisti e strutturati e le lamentele sono state tante e diverse.
Alle 18, troncando gli ultimi interventi, ha preso la parola Mussi.
Continuamente contestato quando diceva evidenti falsità (si sbloccano le assunzioni, almeno c'è qualcosa, che è meglio dello zero di prima, ecc.) si è inalberato e ha battuto i pugni sul tavolo, rivendicando i passi fatti sulle staminali e la chiusura delle università finte.
L'assemblea è finita nel caos totale, con capannelli di baroni e professoroni diessini in difesa di Mussi, contro precari e studenti delusi.
Rassegna stampa:
il manifesto | il giornale | liberazione | il messaggero
Il resoconto sul sito dei precari della ricerca di Roma
Il resoconto "amico" da Aprile on line (da vedere i commenti)
il volantino distribuito dagli (Anziani) precari Istat
Letteratura a progetto. Come si scrive precarietà?
“Letteratura a progetto. Come si scrive precarietà?”
Confronto dibattito con scrittori, giornalisti, romanzieri, poeti, narratori di precarietà. Per la costruzione di un laboratorio di scrittura.
È possibile una letteratura del lavoro oggi? Nel secondo novecento, e in particolare in Italia, c’è stata una importante letteratura industriale: quella che ha raccontato il lavoro, i lavoratori, le lavoratrici, le loro lotte e passioni. Certo, con differenti punti di vista e chiavi di lettura e stili. Ma avendo chiaro quale fosse il tema, quali fossero i soggetti. Anche quando non si raccontavano vite operaie, la fabbrica e la produzione materiale erano lo sfondo, l’ambientazione, la trama. Ora: è possibile una letteratura del lavoro post-industriale?
appuntamento venerdi 20 ore 17.00
l.o.a. Acrobax Project via della Vasca Navale 6
Esiste (e qual è) la forma della rappresentazione artistica del lavoro al tempo del precariato? Si può scriverne, nonostante la resistenza, la distanza (quando non l’ostilità) del precariato stesso alla rappresentazione? Un carattere distintivo del nuovo soggetto del lavoro sembra questa sua irrapresentabilità, che non è solo segno di una difficoltà della teoria e della politica a comprendere i mutamenti e interpretarli, ma anche di una fuga soggettiva dalla delega a qualcun altro. È un limite, è una forza, per la scrittura? E ancora: che cosa può essere la narrazione di un soggetto del lavoro che si batte per le tutele, le garanzie nel lavoro ma anche rifiuta il lavoro, non costruisce la propria identità [singolare, collettiva] nel lavoro?
Scrivere di precari è scrivere di noi: google generation, generazione precaria, liquida, milleurista, low cost, generazione X.
La nuova narrativa precaria è a un tempo figlia di una moda, di un’urgenza e di un coraggio non comune. Lungi dall’essere ombelicale, trasmette segnali di fumo a chi vive oggi. Segnali che dicono: si può parlare, si può scrivere. Non siamo invisibili.
Pure, c’è il rischio di trasformare la precarietà in un feticcio. Il mercato editoriale sembra aver colto questo. Il messaggio può diventare ridondante e ambiguo: chiuso tra l’individualismo che paralizza e l’impossibilità di trovare un filo conduttore che unifichi le esperienze. Invece di scoprire, nella lettura, cosa ci accomuna, sperimentiamo un eterno ritorno del diverso che ci lascia spaesati. L’immediata relazione fra vita singolare e comunità [classe, società] che la letteratura del lavoro e della fabbrica, nel novecento, trovava e produceva nel lettore non è più data e non si manifesta. La frammentazione del lavoro si specchia in una rappresentazione frammentata, l’una fotocopia dell’altra.
Manca un linguaggio che alluda al superamento della crisi, alla cooperazione tra soggetti. Mancano queste storie.
Quello a cui vi invitiamo, che vorremmo realizzare insieme è un seminario su questi temi, all’interno della III edizione della festa dei precari e delle precarie. Incontrotempo è uno spazio di partecipazione e cospirazione, in cui immaginare una soluzione comune che ci faccia superare l?isolamento e la frammentazione che la precarietà di vita ci impone. La terza edizione di Incontrotempo vuole superare il piano della narrazione della propria precarietà, elemento comunque centrale per il ri-conoscimento, per proporre un piano di attivazione sociale. Passare dalla narrazione alla creazione, dal racconto della propria condizione di precarietà sociale e lavorativa alla proposta di un percorso di attivazione.
Un incontro, un dibattito aperto da tenere a Roma, presso il L.o.a. Acrobax, Laboratorio del precariato metropolitano il 20 ottobre fra precari, scrittori che hanno scritto di precariato, lettori, giornalisti di pagine culturali, uffici stampa che promuovono questo o quel libro, case editrici, ricercatori che studiano la letteratura del lavoro.
Un ragionare, un discutere insieme, un laboratorio. A noi sembra che attraverso questa nuova letteratura si stia cercando un’altra forma di linguaggio: questo linguaggio fatica ancora a sostituire lo strapotere della modalità dominante di rappresentazione.
Eppure, la poetica può essere un elemento straordinario nella costruzione di un nuovo spazio pubblico democratico, nel riportare la materialità delle vite del lavoro al centro delle cose.
Promotori: LOA Acrobax, Ricercatori precari.
Prime adesioni: Mario Desiati, Cristian Raimo, Michela Murgia, Nicola Lagioia, Francesco Dezio, Giorgio Falco, Aldo Nove, Andrea Bajani, Alessandro Leogrande, Katia Cappellacci, Benedetto Vecchi (giornalista de Il Manifesto), Angela Azzaro, Sergio Bianchi (DeriveApprodi), Marco Bascetta (Manifestolibri), Graziano Graziani (Carta), I Quindici, Lanfranco Caminiti.
appuntamento venerdi 20 ore 17.00
l.o.a. Acrobax Project via della Vasca Navale 6
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Roma 15 novembre: assemblea cittadina dei precari della ricerca
RIVOLTA LA RICERCA
COMBATTI LA
PRECARIETÀ
La precarietà è una condizione che ormai invade tutti i
settori del mondo del lavoro del privato e del pubblico impiego. Il pacchetto
Treu prima e la legge 30 dopo hanno modificato alla radice i rapporti di lavoro
creando una classe di lavoratori estremamente frammentata, con un basso potere
di contrattazione.
Il mondo della ricerca è stato un precursore nella
pubblica amministrazione applicando per primo le forme più estreme di
precarietà dai Co.Co.Co. agli assegnisti, dalle parcelle alle partite IVA.
La ricerca e la sua importanza per lo sviluppo del paese sono
spesso presenti nelle dichiarazioni di tutti i rappresentanti del mondo
politico, ma nessun governo, né di centro destra né di centro sinistra, ha
affrontato le problematiche ad essa connesse. Al contrario i costanti tagli
agli stanziamenti pubblici per la ricerca
di fatto la consegnano nelle mani delle imprese private.
Il precariato è sicuramente uno dei problemi principali
considerando che una grossa fetta dei lavoratori che operano nell’Università e
negli Enti di Ricerca è precario.
A TUTTO QUESTO I PRECARI
DELLA RICERCA RISPONDONO RIUNENDO LE VARIE REALTÀ DI PRECARIATO CHE HANNO
CARATTERIZZATO CON LE PROPRIE LOTTE LE UNIVERSITÀ E GLI ENTI DI RICERCA E INVITANO TUTTE LE REALTÀ DI PRECARIATO, SOCIALI,
STUDENTESCHE, A TEMPO INDETERMINATO IN VIA DI PRECARIZZAZIONE E QUANT'ALTRO A
PARTECIPARE AD UNA BATTAGLIA AMPIA CONTRO LA PRECARIZZAZIONE ED IL DECLINO
DELLA RICERCA PUBBLICA, IN QUANTO ESSA È UNA BATTAGLIA CONTRO LA PRECARIETÀ IN
GENERALE,CONTRO IL DECLINO CULTURALE E SOCIALE CHE SI VUOLE IMPORRE IN QUESTO
PAESE.
A CHI CI VUOLE DIVIDERE
RISPONDIAMO CON L’UNITÀ DEI LAVORATORI PRECARI!
NO AL LAVORO NERO,
CONTRO LA PRECARIETÀ DEL LAVORO E
DELLA VITA!
Se la precarietà è la questione fondamentale con cui i soggetti
sociali sono chiamati a scontrarsi, i precari della ricerca dichiarano la
propria indisponibilità a subire la precarizzazione della propria vita ed il
declino della ricerca ad essa connesso.
I precari della ricerca lanciano un percorso unitario di
lotta per una ricerca realmente pubblica, cioè libera, autonoma e
deprecarizzata.
ASSEMBLEA CITTADINA
DEI PRECARI DELLA RICERCA
DI ROMA
MARTEDÌ 15 NOVEMBRE
ORE 10,30
Presso la sede
Dell’Istituto Superiore di Sanità
Via Giano della
Bella 34 ( Aula Rossi)
COORDINAMENTO
PRECARI DELLA RICERCA DI ROMA
Ricercatori Precari delle Università di
Roma, Precari Apat, Precari CNR, Precari Cra, Usi/RdB Ricerca ENEA, Precari
Inaf, Coordinamento Precari Inea, Precari Inran, Coordinamento Precari Isfol,
USI/RdB Ricerca Iss, Coordinamento Precari Istat
9 novembre 2005 - nasce PRECAT
PRECAT: Parte l'associazione delle precarie e dei precari
dell'università e della ricerca di Roma
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Ieri, Mercoledì 9, ha fatto il suo ingresso ufficiale nel parterre
universitario l'associazione
PRECAT (PREcari ATtivi, o CATtivi all'occorrenza) delle precarie e dei
precari dell'università e della ricerca di Roma.
Alla presentazione della neonata associazione, tenutasi
all'università
"La Sapienza", erano presenti un centinaio di ricercatori precari di
ogni tipologia
degli atenei di Roma1 e Roma2, del CNR, dell'ENEA, dell'ISTAT e di
altri enti
pubblici di ricerca, inclusa una rappresentativa di precarie
dell'amministrazione universitaria.
PRECAT nasce dall'esperienza di due anni di lotta contro le riforme
Moratti per l'Università e per la Scuola, per lo sblocco delle
assunzioni ed il finanziamento degli enti pubblici di ricerca e per
promuovere un'inversione di marcia nelle politiche governative degli
ultimi 10 anni che porti l'università ad essere un luogo di libera
circolazione dei saperi, di scambio culturale e di libero accesso e che
salvaguardi e rilanci la ricerca pubblica di base (e non finalizzata
meramente alla creazione di soli beni di consumo).
L'associazione prende il via nel bel mezzo della più grande
mobilitazione
universitaria da quindici anni a questa parte. Un movimento
autorganizzato, costituito soprattutto da
studenti e ricercatori precari che pone la questione della
riforma dal basso dell'università, della ricerca e del diritto allo
studio al centro del dibattito politico e della vita del paese.
PRECAT pone tra i suoi obiettivi il risanamento dell'anomalia precaria
che
all'interno degli ateteni pubblici italiani conta più di 50.000 precari
a fronte di 56.000 "colleghi" strutturati a tempo indeterminato. Lo
stesso dicasi per la stragrande maggioranza degli enti di ricerca (CNR
in testa).
Metà
dei docenti e dei ricercatori che prestano servizio all'università
sono, quindi, "appaltati" e "a scadenza", non hanno diritto a
molte delle tutele garantite ai lavoratori
strutturati, sono ricattabili sul lavoro, non sono rappresentati in
nessun organo degli istituti per cui lavorano: sono una colonna
portante ma invisibile e non riconosciuta. In queste condizioni non si
possono svolgere progetti di ricerca di lungo respiro (e di maggiore
ambizione) nè si può garantire una continuità didattica agli studenti.
Per questo PRECAT ha come obiettivo primario l'ottenimento di un
piano di reclutamento ciclico ed ordinario, ben finanziato da parte
degli atenei e dello stato, che dia dignità, prospettive, strumenti e
tutele ai precari che già svolgono tutte le mansioni di
professori e/o ricercatori.
A questo fine è necessario che, ateneo per ateneo, i
"ricercatori atipici" superino l'estrema
frammentazione delle diverse varie figure contrattuali e la
ricattabilità
individuale, per darsi obiettivi comuni. Fra questi ci sono alcuni
diritti basilari che devono essere
riconosciuti qui ed ora, come
il diritto alla maternita', ad un salario minimo
e alla rappresentanza dei precari negli organi decisionali degli atenei.
Se si vuole rilanciare la ricerca italiana, occorre prima di tutto
rispettare chi nella ricerca spende energie e dedizione.
Questa notte
ho sognato che cercavano di rubare i miei diritti....
mi sono svegliata CATtiva
Nora Precisa (portavoce PRECAT)
Notizie e aggiornamenti su PRECAT
si trovano sul sito
precari.splinder.com
15 novembre 2005 - assemblea dei precari della ricerca - manifesto
Il Manifesto dell'assemblea dei precari della ricerca (15 novembre 2005) - pdf 300 Kb
27 ottobre: si mobilitano i precari dell'Apat
400 LAVORATORI PRECARI? NO GRAZIE!
ANCHE L'APAT SI MOBILITA!!!!
Nella settimana di mobilitazione della ricerca anche i lavoratori precari
dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e i Servizi Tecnici si
mobilitano.
Giovedì 27 ottobre il tavolo dei precari dell'APAT ha indetto un'assemblea
generale per dare voce alla protesta che lo vede protagonista da alcuni
mesi.
Le strategie dell'amministrazione dell'ultimo anno infatti avranno come
risultato l'imminente perdita di 397 su un totale di 599 lavoratori precari,
senza tenere in considerazione il lavoro da questi svolto e la formazione
acquisita in anni di servizio.
Riteniamo che la tutela di questi lavoratori significhi salvaguardare il
ruolo dell'Agenzia e garantirne l'operato. Per questo chiediamo maggiore
trasparenza e il riconoscimento delle professionalità presenti.
L'appuntamento è per Giovedì 27 ottobre in Via Brancati 48 a partire dalle
ore 11 per non dimenticare che...
... la Protezione dell'Ambiente è anche la Protezione dei Diritti dei
Lavoratori!
Tavolo Permanente del Precariato APAT
25 ottobre in piazza

I precari dell'università e della ricerca in piazza contro il ddl Moratti e contro la precarietà.
l'unità martedì 26 luglio 2005
26 Luglio 2005
ISTAT
I sindacati di categoria facenti capo a Cgil e Uil hanno proclamato uno sciopero nazionale per i lavoratori dell’Istat nel mese di settembre, per protestare contro la scelta dell'Istituto di appaltare a una società esterna la rete di rilevazione delle forze di lavoro. La protesta dei dipendenti dell'Istat si focalizza anche sulla decisione di assumere con contratto di co.co.co. 320 intervistatori che sarebbero alle dirette dipendenze dell'Istat. Per la Cgil si tratta di una «scelta scellerata», che tra l’altro porterà ad un pesante aggravio dei costi.
dal Manifesto - 23 luglio 2005
Martedì 26 sciopero nazionale dei lavoratori Istat contro le politiche adottate dall'istituto. Il 20 luglio, per mettere fine a una protesta di dipendenti e precari, la dirigenza ha addirittura chiamato le forze dell'ordine. Lo sciopero, indetto da Cgil, Uil e dal Coordinamento precari, mira a contrastare le esternalizzazioni del servizio rilevamento forze lavoro (il «Fol»), affidato oggi a oltre 300 cococò. Appuntamento a Roma, palazzo Vidoni, martedì mattina, per il sit dei lavoratori.
nota bene: il 26 luglio è previsto un sitin. Non lo sciopero.
da l'Unità - 21 luglio 2005
21 Luglio 2005
le rilevazioni
No dei lavoratori
dalla polizia. Si va allo sciopero
di Felicia Masocco/ Roma
POLIZIA ALL’ISTAT e i dipendenti vanno allo sciopero. Contro la scelta del vertice di via Balbo di chiamare le forze dell’ordine ieri durante un’iniziativa sindaca
le, non autorizzata ma pacifica. E soprattutto contro l’esternalizzazione del servizio Fol, la rilevazione delle forze lavoro. «Costretto» dai tetti di spesa imposti dall’ultima Finanziaria e da norme di legge che il ministero della Funzione pubblica vuole assolutamente rispettate, l’Istituto sta procedendo con un bando di gara per dare in appalto quello che era ed è considerato in via Balbo un fiore all’occhiello della statistica pubblica. Si tratta di una rete di rilevazione, oltre trecento co.co.co che in tutta Italia assumono informazioni sulle forze lavoro, sulle loro dimensioni, su come cambiano. Costano complessivamente 5 milioni di euro l’anno: una società esterna costerebbe 6 milioni e mezzo. Dunque? «Dunque verrebbe violato il principio di risparmio che la pubblica amministrazione si è imposta», spiega Gabriele Giannini responsabile Slc-Cgil, il sindacato che con la Uil e il Coordinamento dei precari ieri ha protestato interrompendo la riunione del Consiglio d’Istituto. Per tutta risposta sono stati chiamati degli agenti in borghese (non accadeva dagli anni Settanta) che hanno identificato alcuni lavoratori e rappresentanti sindacali. Riuniti in assemblea i dipendenti hanno dunque proclamato lo sciopero nazionale «é il primo contro la precarietà» spiega Lorenzo Cassata, del Coordinamento. E martedì terranno un sit-in davanti al ministero della Funzione Pubblica. Il «nodo» sta infatti a palazzo Vidoni: è qui, passando per via Venti Settembre sede del ministero dell’Economia che si decide il futuro della statistica pubblica. E a quanto pare le incognite non mancano. Data la politica di questo governo, il timore è che l’esternalizzazione della Fol sia un primo passo verso lo «smembramento» dell’Istat. Anche per i vertici dell’Istituto comunque la rilevazione delle l’Indagine forze lavoro deve restare interna. «È un servizio di qualità, dà un buon grado di soddisfazione - riconosce Vittoria Buratta, dirigente del dipartimento di produzione -. È una rete che funziona, è formata, ha familiarità con il territorio. Esternalizzarla è un disinvestimento. Per questo chiediamo una deroga alla norma e puntiamo ad averla. Ma fino a quando non l’avremo ottenuta siamo tenuti a percorrere la via dell’esternalizzazione». «Se questa è la posizione dell’ Istat gli chiediamo di mantenerla - rilancia Giannini -. Chiediamo un atto di coraggio».
13 luglio Agenzia ApCom
ISTAT/ PRECARI OCCUPANO SALA STAMPA, CHIEDONO GARANZIE
Roma, 13 lug. (Apcom) - "Stabilizzazione e diritto al futuro per
tutti" e "fermiamo il declino e la precarizzazione dell'Istat".
Con questo slogan il Coordinamento dei lavoratori precari
dell'Istat e alcuni sindacalisti di CGIL e UIL hanno occupato
questa mattina la sala stampa dell'ufficio di statistica
bloccando la diffusione dei dati della produzione industriale
italiana di maggio. Una trentina di persone ha impedito la
conferenza stampa sui dati (che sono stati distribuiti qualche
ora più tardi) attaccando un piano della direzione Istat di
affidare l'indagine trimestrale sulle forze di lavoro in Italia e
"di alcuni segmenti di produzione"" a società esterne e
lamentando più in generale la situazione di precariato dei
ricercatori italiani.
Proprio l'indagine su forze di lavoro e disoccupazione,
sostiene il gruppo, è realizzata al momento da 318 co.co.co
sparsi sul territorio nazionale e organizzata da un servizio in
cui più della metà del personale ha un contratto a termine.
"Attualmente l'indagine è svolta da Atesia, società nota in tutta
Italia per l'alto tasso di precarizzazione," lamenta il
Coordinamento in una panoramica su precariato e ricerca in
Italia. La ricerca annuale Istat sulla riuscita del percorso
universitario dei laureati, ironizza il Coordinamento, è invece
realizzata dal consorzio universitario Alma Laurea. "Le ricerche
sul mondo del lavoro sono prerogativa dell'università che -
secondo le scelte dei pochi professori di ruolo - incarica i
precari (un popolo di ghostwriter) di redigere tabelle e rapporti
per costruire tesi spesso strampalate sui vantaggi della
flessibilità ," continua il gruppo aggiungendo che "sono anni che
il lavoro precario è studiato dai precari della ricerca, senza
che essi appaiano come i veri autori."
Secondo il Coordinamento, sono 800 i precari che lavorano
all'Istat, che rappresenta il 28% del totale dei lavoratori
dell'istituto. Molti dei precari sfuggono alle statistiche
ufficiali del Ministero della Funzione Pubblica perché non
riportano tutti i collaboratori, stagisti, borsisti, dottorandi e
assegnisti di ricerca. "Basti pensare che solo raccogliendo
autonomamente i dati per 10 enti pubblici di ricerca siamo
arrivati a circa 5000 precari (il doppio del numero rilevato
dalla Funzione Pubblica per tutto il comparto)."
13/07/2005
Le indagini Istat su forze lavoro condotte proprio da precari
Affari Italiani - 13 luglio 2005
[...]
I precari ritardano l'uscita dei dati sulla produzione industriale
I dati sulla produzione industriale di maggio dell'Istat,
in calendario per oggi alle ore 10:00, hanno subito un ritardo di due
ore e mezza nella diffusione a causa di una protesta sindacale.
L'agitazione è stata organizzata per protestare contro il precariato nell'Istituto di statistica e contro il declino industriale e della ricerca pubblica.
"In questa situazione ciò che rimane in piedi della ricerca pubblica è
quanto di più prezioso possiede il nostro Paese come possibilità di
crescita e sviluppo" si legge nel comunicato del Coordinamento precari
Istat. "E' per questo che lasciano sconcertati i continui tagli al settore e soprattutto il feroce processo di precarizzazione con cui sono stati colpiti i lavoratori che in esso operano", conclude la nota.
http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/istatt.html
Reuters 13 luglio 2005
Istat, dato produzione industriale maggio rinviato
ROMA, 13 luglio (Reuters) - Istat ha deciso di rinviare la
pubblicazione del dato sulla produzione industriale di maggio,
prevista per le ore 10,00, a causa di una agitazione sindacale.
Lo ha reso noto una portavoce dell'Istituto di statistica,
aggiungendo di non essere in grado al momento di dire quando il
dato sarà comunicato.








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