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    Istat, Rilevatori fol in agitazione

    di precaristat (31/01/2008 - 13:44)

    Istat, Rilevatori fol in agitazione:

    occupata la sala riunioni a V.le Liegi

    Al sesto anno di vita della rete di rilevazione ISTAT sulle Forze di Lavoro le condizioni di vita e di lavoro dei rilevatori che con competenza e alta professionalità rendono possibile questa indagine fondamentale per il paese, peggiorano costantemente.

     

    La rete di rilevazione ISTAT infatti, sembra strutturalmente destinata a svolgere la propria attività appesa al filo della più assoluta precarietà. Da tre anni la rete,  anche per l’anno appena iniziato, deve la propria esistenza ad un rinnovo che ad ogni legge finanziaria permette forzosamente una proroga della sua attività. Da tempo si chiede, in linea con la maggior parte dei paesi europei e coerentemente con il carattere permanente della funzione di rilevazione, che la rete sia inserita a pieno titolo nella struttura dell’Istituto e che i rilevatori siano trasformati in lavoratori subordinati in quanto la loro attività non ha nulla a che fare con la collaborazione occasionale.

     

    L’Amm.ne non solo non sembra interessata a ricercare una soluzione credibile e definitiva alla costante minaccia di chiusura della rilevazione che ogni anno si ripresenta, ma non è disposta neanche a concedere condizioni minimamente dignitose ai lavoratori precari della rete.

    In sei anni di attività, nessun tipo di aumento salariale è stato corrisposto ai rilevatori, i quali, per il  rinnovo contrattuale del 2008, avevano avuto rassicurazione di ottenere un adeguamento dei compensi almeno corrispondente all’inflazione. Ciò che invece hanno trovato nel nuovo contratto è stato un misero (e provocatorio) aumento di 1,5 euro lorde a intervista.

    Anno dopo anno dunque diminuiscono di fatto i salari, aumentano i vincoli e gli obblighi contrattuali si allontana sempre di più qualsiasi prospettiva reale di uscita da questa condizione di precarietà estrema. Resta un mistero come l’ISTAT possa pensare di garantire gli adeguati standard di qualità mantenendo queste condizioni di lavoro.

     

    La FLC CGIL ritiene grave e improduttiva la modalità con cui l’amministrazione ISTAT si ostina a gestire le problematiche delle rete Fol e chiede che il 2008 sia l’anno in cui la questione trovi definitiva soluzione.

     

    Per questo è proclamato a partire da oggi lo stato di agitazione di tutto il personale della Rete. Oggi è stato occupato ad oltranza, come primo atto della mobilitazione, il salone del II piano della sede di V.le Liegi, impedendo lo svolgimento del debriefing con i rilevatori del Lazio. La protesta si estenderà, nei prossimi giorni, a tutte le regioni d’Italia.

    Lo stato di agitazione continuerà finché non si avranno risposte concrete e assunzioni di responsabilità da parte della politica e dell’amministrazione Istat in merito all’internalizzazione della rete di rilevazione e alla stabilizzazione dei rilevatori.


     

    FLC CGIL ISTAT

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    UN ANNO DI PRODI: ABBIAMO ASPETTATO ABBASTANZA

    di precaristat (26/04/2007 - 12:05)

    Il governo Prodi compie un anno. Dopo una campagna elettorale in cui si è fatto largo uso di parole come "precarietà", "università" e"ricerca", dobbiamo fare un bilancio onesto. L'Università e la Ricerca sono state penalizzate dall'ultima Finanziaria, che insieme al DL Bersani ha ulteriormente tagliato i già magri finanziamenti. Sul tema della precarietà, il bilancio è altrettanto deludente. I provvedimenti "straordinari" di stabilizzazione dei precari sono così limitati da essere impercettibili, visto che per i ministri Prodi, Padoa-Schioppa, Mussi e Nicolais la ricerca e l'università non meritano maggiori investimenti. La legge Moratti, che ha precarizzato la ricerca universitaria, è sempre lì e non si discute, e le prospettive future non sembrano migliori.

    Tuttavia, i mezzi di informazione e alcuni partiti "amici" del governo considerano le questioni in via di soluzione. Solo chi lavora negli Entidi Ricerca e nell'Università, e i precari sono oltre 60mila, sa
    che non è così: sa che la necessità di un maggior investimento e del miglioramento delle condizioni di lavoro è sempre attuale. Sa che non servono solo provvedimenti "straordinari" ma investimenti seri, duraturi e trasparenti per dare stabilità non solo ai precari, ma all'intero settore. Ne ha bisogno tutto il Paese, e solo noi possiamo dirlo con la credibilità di chi tiene in piedi gli Enti di Ricerca e gli atenei tutti i giorni.
    Per ottenere dal Governo
    - assunzioni subito e negli anni a venire sufficienti a rilanciarel'istruzione, l'università e la ricerca,
    - un netto aumento dei finanziamenti pubblici nel settore per riavvicinare l'Italia agli altri Paesi europei, da cui questo governo la sta allontanando,
    - regole trasparenti che garantiscano autonomia a chi lavora nella ricerca e nell'università e spezzino il potere delle clientele che sperperano i fondi pubblici e frenano lo sviluppo,

    convochiamo una manifestazione nazionale a Roma l'11 maggio (ore 10), davanti al Ministero dell'Economia a v. XX settembre, e invitiamo tutti i sindacati, i partiti e le associazioni del settore ad aderire e a contribuire alla riuscita dell'iniziativa.

    Precari CNR-Tor Vergata, precari dell'Inaf-Tor Vergata, AssembleaPrecari ICRAM, Coordinamento Precari ISTAT, CTRL-Shift (Bologna),preCat, Rete Nazionale dei Ricercatori Precari delle Università di Bologna, Ferrara, Napoli, Pisa, Roma, Torino.

    per informazioni ed adesioni: precaridellaricerca@gmail.com

    > l'appello
    > il manifesto
    > le adesioni
    > le informazioni

    Tag: manifestazioni

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    QUALCUNO E’ STATO ASSUNTO?

    di precaristat (28/02/2007 - 17:46)

    La Finanziaria 2007, attraverso i commi 519 e 520, ha finalmente aperto la strada alla stabilizzazione dei precari del pubblico impiego e in particolare della ricerca.

    …….In teoria…………

    Dai ministeri (Funzione Pubblica ed Economia) giungono notizie preoccupanti e discordanti sulla copertura finanziaria, mentre l’amministrazione dell’Istat diffonde voci contraddittorie e allarmanti: dalla stabilizzazione per chi è precario solo se contemporaneamente idoneo ai concorsi del 2004, fino all’intenzione proclamata di bandire nuovi concorsi.

    Di fronte al palese tentativo di dividere ancora di più i legittimi interessi dei lavoratori dell’Istat, crediamo ancora che si debbano invece tutelare tutti i lavoratori, in questi anni penalizzati da blocchi delle assunzioni, tagli e frustrazioni.

    Per questo crediamo sia necessario riunirsi in un’assemblea quanto prima. Per questo chiediamo a tutti i sindacati di partecipare e di unirsi per la tutela di tutti gli interessi, per un piano che in tempi relativamente brevi dia la possibilità – contemporaneamente – di stabilizzare tutti i precari dell’Istat e di utilizzare proficuamente le graduatorie dei concorsi del 2004.

    Si parla dei criteri, quando ancora non è chiaro quanti siano i soldi stanziati. Si chiacchiera di scavalcamenti, quando non è stato dato ancora corso a nulla e dall’amministrazione giungono solo circolari non rassicuranti per nessuno.

    E’ il diritto al futuro per tutti che vogliamo, come più volte affermato negli scorsi anni.

    Per questo crediamo sia improcrastinabile un’assemblea di tutti i lavoratori, per decidere insieme le opportune forme di mobilitazione, presso il governo e dentro l’ente, da soli e congiuntamente con gli altri enti di ricerca e le università

    ANZIANI PRECARI ISTAT, 26 FEBBRAIO 2007
       

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    28/11 il volantino distribuito oggi

    di precaristat (28/11/2006 - 15:55)

    ISTAT:

    LA CONFERENZA NAZIONALE

    DELLA PRECARIETA’


    Per i 5 lunghi anni di Governo Berlusconi abbiamo sopportato finanziarie di tagli e di politiche devastanti per la ricerca e la statistica pubblica.

    In quei 5 anni abbiamo lottato, abbiamo gridato. Siamo scesi in piazza e abbiamo fermato i provvedimenti più gravi.

    Abbiamo affermato il diritto al futuro per tutti. Abbiamo ottenuto poco e quel poco si chiama "nessuno a casa". Si chiama diminuzione (graduale) del precariato all'Istat.


    Tutto ci aspettavamo dal nuovo Governo, fuorché l'attuale Finanziaria 2007.


    Questa finanziaria opera un taglio di 20 milioni di euro all'ente pubblico di statistica e taglia la spesa per i posti di lavoro "flessibili" del 60% rispetto al 2003.


    L'insieme di questi provvedimenti significa la fine del lavoro per molti degli attuali 300 lavoratori a tempo determinato, che hanno un'anzianità fra i 4 e i 10 anni.


    Questa finanziaria chiude la rete di rilevazione delle forze lavoro e manda a casa i 320 rilevatori che da 4 anni intervistano le famiglie italiane: una indagine che l'Istat vanta per la sua qualità e efficienza anche di fronte all'Europa.


    Questa finanziaria blocca ancora le assunzioni fino al 2008.

     

    Nessuna finanziaria del Governo precedente portava conseguenze così gravi per la ricerca e la statistica pubblica.

     

    Comprendiamo le dimissioni dell’On. Walter Tocci, comprendiamo l'indignazione (finora senza risultati) del Ministro Mussi.

    Ma non è possibile che in una Finanziaria da 40 miliardi di euro non si trovino poche centinaia di milioni per la ricerca pubblica, considerata in campagna elettorale prioritaria per il nuovo governo.


    Non possiamo e non vogliamo stare a guardare. Per questo siamo qui. Non vogliamo essere licenziati da un Governo miope e assurdamente ostinato nella difesa di interessi privati (fondi alle imprese) e nella distruzione del sapere pubblico.


    Chiediamo nell’immediato:

    - la cancellazione della riduzione dei bilanci degli enti pubblici di ricerca
    - la cancellazione della riduzione della spesa per i co.co.co. e i tempi determinati

    - assunzioni a tempo indeterminato a partire dall'1.1.2007

    - una soluzione di uscita dalla precarietà per i rilevatori delle forze lavoro

     

    DIRITTO AL FUTURO PER TUTTI

     

    (Anziani) Precari Istat

    http://www.precari.tk 28/11/2006

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    16/11 Aggiornamenti ore 22

    di precaristat (17/11/2006 - 09:40)

    Ore 22

    Il Datashop dell'Istat, in via Depretis è occupato ad oltranza.

    L'occupazione ha ricevuto la solidarietà e la visita dei ricercatori
    precari dell'università.

    Dalle stanze del parlamento e del governo non giunge nessuna notizia positiva.

    Nonostante la solidarietà di numerose organizzazioni e gruppi, il
    problema dei tagli che la Finanziaria 2007 porta alla ricerca e
    all'Istat in particolare rimane in piedi.

    Per questo domani mattina saremo in piazza e in sciopero.

    http://www.precari.tk

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    Comunicato 16/11/2006

    di precaristat (16/11/2006 - 18:34)

    Investire nella ricerca, non investire i precari!
    Occupato il datashop dell'Istat

    Dopo la conferenza stampa delle 15, i lavoratori Istat in assemblea permanente hanno occupato il Datashop dell'Istat. Altri precari e i giornalisti sono invitati a raggiungerci nei locali di Via Depretis.

    Nessuna buona notizia giunge dal parlamento. Nessuna soluzione per i precari, né per i fondi degli enti pubblici di ricerca.

    Almeno 300 lavoratori a gennaio andranno a casa, circa 20 i milioni tagliati all'Istat.

    L'unica notizia di oggi è l'incidente che ha coinvolto stamattina alcuni lavoratori che occupavano pacificamente la strada davanti all'istituto di statistica. Un precario è finito all'ospedale (per fortuna - sembra - nulla di grave).

    L'assemblea è quindi ora nell'edificio su strada del Datashop.

    L'invito a tutti i precari della città e in particolare ai precari della ricerca e dell'università in sciopero domani è a rilanciare la mobilitazione contro la Finanziaria 2007.


    Aggiornamento ore 18:

    I lavoratori Istat ancora riuniti in assemblea permanente hanno deciso di mantenere l'occupazione dello stabile dell'Istat in via Depretis dove ha sede il centro per la diffusione delle pubblicazioni dell'istituto. Non accadeva dal 1974.


    http://www.precari.tk

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    Comunicato 15/11/2006

    di precaristat (15/11/2006 - 17:29)

    Oggi i lavoratori dell'Istat in assemblea permanente hanno bloccato
    per alcune ore l'uscita del comunicato sui prezzi, occupando la sala
    stampa.
    Un corteo si è quindi dipanato all'interno dell'istituto, finendo alla
    presidenza dell'Istat. I lavoratori hanno quindi deciso di rispondere
    alla drammaticità del momento occupandone i locali.
    Le attività di produzione sono bloccate, a tal punto che domani il
    previsto comunicato sul commercio estero non sarà pronto per la
    pubblicazione.
    I precari chiedono soluzioni per la stabilizzazione. La rete delle
    forze lavoro rischia di chiudere dal 31 dicembre. Infine il taglio in
    finanziaria di 20 milioni di euro (art. 53 della Finanziaria) mette in
    dubbio il proseguimento della normale attività dell'istituto, oltre a
    mettere a rischio il rinnovo dei contratti per tutti gli attuali
    precari a tempo determinato e con contratto di collaborazione.
    Tuttora prosegue l'occupazione della presidenza.
    La mobilitazione prosegue ancora nella giornata di domani e venerdì
    con lo sciopero contro la Finanziaria 2007.
    I precari dell'Istat esprimono solidarietà alla lotta dei precari dei
    canili comunali di Roma, che in questi giorni hanno occupato
    l'assessorato al lavoro e continueranno la mobilitazione fino al
    reintegro dell'operatrice licenziata a causa della sua attività
    sindacale.

    (Anziani) precari Istat 15/11/2006

    http://www.precari.tk

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    Comunicato 14/11 Sempre più precaria la statistica pubblica.

    di precaristat (14/11/2006 - 16:18)

    Continua la lotta dei lavoratori dell'Istat in assemblea permanente.
    Stamattina è stato bloccato per 2 ore il comunicato stampa sul Pil, poi fornito da Eurostat.
    In questi giorni si sta chiarendo la drammaticità del momento e del futuro per tutti i lavoratori della ricerca e in particolare per i precari, a seguito della manovra finanziaria in via di attuazione.
    Le assunzioni rimangono bloccate e si propongono da un mese le stesse cifre rimescolate cercando di buttare fumo negli occhi.
    I precari non solo non vedono una futura possibilità di stabilizzazione, ma rischiano di essere cacciati dall'Istat per mancanza di fondi e per norme troppo stringenti.
    I tagli previsti dall'art. 53 della Finanziaria inoltre costringeranno a un dimagrimento generale l'istituto, che dovrà smettere di fornire alcune delle statistiche fondamentali dello stato.
    Infine la rete di rilevazione delle Forze lavoro, composta da più di 300 co.co.co., attualmente non vede nessun futuro, se non la chiusura.
    Domani sarà una giornata decisiva: invitiamo tutti i precari Istat a convergere dalle prime ore della mattina in sede Centrale e tutti i precari della ricerca a dare nella giornata di domani un segnale forte di rifiuto dei provvedimenti contenuti per il nostro comparto in Finanziaria

    (Anziani) precari Istat, 14 novembre
    http://www.precari.tk

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    Comunicato 10/11/2006

    di precaristat (10/11/2006 - 21:43)

    Da questa mattina la sala stampa dell'Istat è occupata dai lavoratori in assemblea permanente e la diffusione del dato sulla produzione industriale di settembre è stato bloccato.
     
    Uno spettro torna ad aggirarsi dunque da questa mattina all'Istat ente pubblico di ricerca, è lo spettro del precariato ,entità fantasmatica evocata a parole dall'attuale governo ma assolutamente introvabile nei provvedimenti legislativi contenuti nella finanziaria 2007 di prossima approvazione.
    Ne sono ben consapevoli i precari del comparto Ricerca che vedono protrarre per il sesto anno consecutivo il blocco delle assunzioni, mentre nessun percorso degno di rilievo viene tracciato per la stabilizzazione del precariato e i fondi per i contratti a tempo determinato e le collaborazioni vengono ridotti. All'Istat tra le altre cose, questa riduzione dei fondi mette seriamente in pericolo la rete dei rilevatori dell'indagine sulle Forze di Lavoro.
     Anche per questo governo, ancora una volta per l'ennesimo anno, la prospettiva politica sembrerebbe essere nessun futuro per la ricerca, nessun futuro per i precari della ricerca.
    Forse però il circo del tira e molla politico intorno all'approvazione di questa finanziaria, delle promesse elargite e non mantenute in campagna elettorale non ha tenuto in debito conto un fattore. Il fattore determinante della produzione, il motore reale dello sviluppo economico, quello che ha portato in piazza 100 mila persone il 4 Novembre scorso, il fattore P, il precariato. Noi precari vogliamo essere questo fattore imprevisto, l'urgenza non più rinviabile che rimette in gioco almeno in parte, la politica di questa finanziaria e costruisce una prospettiva di vita fuori dal ricatto della precarietà.
    Siamo convinti che ciò è possibile e praticabile e per questo saremo in occupazione permanente contro questa finanziaria fino al giorno dello sciopero di venerdì 17 Novembre.
    Invitiamo tutti i precari della ricerca a lanciare proprie iniziative di mobilitazione, per costruire insieme il diritto al futuro x tutti.
     
    Precari Istat, 10/11/06

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    Ieri precari, oggi assunti (27/10/2006)

    di precaristat (27/10/2006 - 11:34)

    IERI precari

    OGGI assunti! 


    Solo qualche mese fa leggevamo sui manifesti che erano attaccati ai muri delle nostre città: “Oggi precario. Domani lavoro”.

    Oggi (ovvero il domani dei manifesti) troviamo sbandierati nelle televisioni nazionali proclami di vittoria per la “Finanziaria della svolta”. La Finanziaria che dovrebbe portare sviluppo al paese e redistribuire le risorse.

    La Finanziaria conferma, per gli Enti Pubblici di Ricerca, il vergognoso blocco delle assunzioni, che si perpetua da 10 anni, con la sola interruzione del 2001.

    La Finanziaria enuncia condivisibili principi. Per chi in questi anni ha lavorato con un contratto a termine, svolgendo lo stesso identico lavoro di chi aveva un contratto a tempo indeterminato ha il diritto di vedersi uscire dalla precarietà contrattuale.

    La Finanziaria – quindi - comprende i problemi, enuncia i giusti principi, peccato che ne rimanda le soluzioni.

    Nel 2007 gli enti pubblici di ricerca si ritroveranno con le stesse briciole del 2006 (l’Istat durante l’ultimo anno ha assunto ZERO persone).

    Il rinvio delle assunzioni al 2008 contribuirà a fare perdere ancora personale alla già dimagrita pianta organica degli enti pubblici di ricerca, lasciando senza sostituzione i pensionati del 2006.

    Noi (anziani) precari Istat vogliamo ora e qui il nostro diritto al futuro.

    Vogliamo che le assunzioni partano da subito, che i giusti princìpi si trasformino – immediatamente – in pratica.

    Non siamo d’accordo con la piattaforma dei sindacati confederali della ricerca, che vorrebbero barattare lo sblocco delle assunzioni nel 2007 con la discrezionalità (ente per ente) delle modalità di reclutamento. Vogliamo certezze. Ci siamo stancati delle vaghe promesse.

    Non è possibile che un governo “amico”, che ha impostato sulla fine del lavoro precario l’intera campagna elettorale, privilegi i finanziamenti alle imprese, alla scuola privata, alla ricerca militare, mentre ricerca pubblica e università rimangono, ancora una volta, buone ultime.

    Per questi motivi eravamo in piazza durante gli ultimi anni, per questi motivi siamo qui oggi e saremo in questi giorni in ogni occasione che ci sarà concessa per protestare e comunicare le nostre (buone) ragioni. 

    27 ottobre

    Liberiamo Mussi, Auditorium Via Rieti ore 15 

    Assunti:

    Se non ora quando  ? Se non qui dove  ?

    DIRITTO AL FUTURO PER TUTTI 

    (Anziani) precari Istat, 27 ottobre 2006

    www.precari.tk

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    Comunicato 24/10/2006

    di precaristat (26/10/2006 - 16:46)

    Partecipiamo a tutte le iniziative di mobilitazione

    Mercoledì 25 /10 assemblea aula magna via balbo h 10 

    IERI precari

    OGGI assunti 

    La ricerca pubblica doveva essere per questo governo un settore di investimento strategico per i piani di sviluppo del paese.

    La precarietà doveva essere il problema prioritario da affrontare per invertirne radicalmente la tendenza e porre un freno alla devastazione sociale che essa ha generato. 

    La finanziaria 2007 disattende e contraddice quanto affermato e promesso durante la campagna elettorale dell’ attuale governo la cui politica economica e sociale sembrerebbe porsi in allarmante continuità con il precedente. 

    I circa 300 anziani precari istat con anni di servizio prestato continuativamente, accumulato grazie all’utilizzo improprio e abusivo dei contratti ‘flessibili’, pretendono misure coerenti con quanto affermato a chiacchiere dal governo ma non rintracciabile negli articoli della legge finanziaria in discussione in questi giorni. 

    Noi (anziani) precari siamo del resto d’accordo con quanto affermato recentemente dal Ministro della Ricerca e Università Mussi: “Niente è più contrario alla scienza del precariato”.

    Noi (anziani) precari recepiamo anche favorevolmente la sentenza della corte di giustizia europea del luglio 2006 che afferma con chiarezza l’illegittimità del ricorso ai contratti a termine, i quali in caso di reiterato utilizzo devono essere trasformati in contratti a tempo indeterminato.

    Noi (anziani) precari siamo per di più convinti che l’obbiettivo di Lisbona che indica nel 3% del Pil, la spesa che gli stati europei dovrebbero investire in Ricerca, sia la scelta minima di un paese che voglia pianificare un futuro di crescita economica. 

    Per tutto questo crediamo infine che sia giunto il momento di invertire la tendenza del settore pubblico, oggi più degradato che mai.

    Disgustati dagli sperperi (esempio i circa 870.000 euro spesi in tornelli) che l’amministrazione dell’Istat persegue, in un momento in cui le risorse per la ricerca sono sempre più scarse e gli sprechi nella pubblica Amministrazione sono nell’occhio del ciclone, chiediamo che finalmente i precari di questo istituto debbano essere assunti in ruolo.

    Dove se non in questo istituto, in cui la nostra assunzione potrebbe essere interamente coperta dal bilancio istat?

    Quando, se non ora che il sistema della ricerca pubblica è al collasso a causa dei continui tagli e della precarizzazione selvaggia?

    Assumere i precari: 

    Se non ora quando ? 

    Se non qui dove ?

    (Anziani) Precari Istat

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    Comunicato Stampa 24/3

    di precaristat (28/03/2006 - 16:20)


    Il 23 marzo si è svolta, presso la facoltà di psicologia dell'università "La Sapienza" di Roma, la prevista assemblea "contro la precarietà e per l'unità delle lotte sociali".
    L'assemblea è stata molto partecipata sia per quantità, oltre cento lavoratrici e lavoratori precari e non, sia per qualità con presenze e interventi di gran parte dei luoghi di lavoro in lotta contro la precarietà (dalla sanità alle poste, da Atesia alle cooperative sociali, dai ricercatori all'Unicab ecc.) realtà territoriali (laboratori, centri sociali
    ecc.), immigrati e una delegazione dei licenziati politici della Fiat di Pomigliano.
    Alcune delle realtà intervenute hanno annunciato la propria partecipazione all'assemblea indetta a Napoli per il 25 marzo contro i licenziamenti e coindetta dallo Slai Cobas di Pomiglianod'Arco e una pluralità di altre strutture lavorative e sociali. Così come in tutti e tutte è vivo il sostegno alle lotte contro la precarietà in corso in Francia.
    L'evidenza delle condizioni di precarietà nei posti di lavoro come in tutte le altre sfere della nostra vita rendono sempre più necessari percorsi di lotta e di ricomposizione, pur nelle differenti forme che i/le precari/e decidono di darsi, ed è per questo che sono state assunte le seguenti decisioni:

    - riconvocare un ulteriore momento di confronto per nuove e quotidiane mobilitazioni per il prossimo 13 aprile;
    - riaffermare l'importanza della manifestazione del prossimo 31 marzo, ore 17 da p.zza Barberini, anche in collegamento ideale con la giornata di mobilitazione dei precari del comune di Milano che si svolgerà nello stesso giorno.

    Da Roma a Milano un'unica lotta contro la precarietà per l'unità delle lotte sociali.

    L'assemblea del 23/3 a Roma "contro la precarietà e per l'unità delle lotte sociali"

    Roma, 24 marzo 2006

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    Comunicato 7 marzo 2006

    di precaristat (07/03/2006 - 16:33)

    Fermiamo l'ingresso di nuovi precari

    al di fuori di regole chiare e garanzie per tutti

     

    Piano piano si dirada la nebbia intorno alla vicenda dei "40 nuovi precari" che l'Istat vorrebbe assumere con contratto a tempo determinato.

    Pur rimanendo oscuro il meccanismo giuridico che l'amministrazione intende utilizzare, si delinea con chiarezza che, attraverso questa "misura emergenziale"  di assunzione a t. d., si vuole riproporre una politica del bacino dei precari (pari ai 172 esterni idonei ai concorsi 2004) che assicuri alla Direzione Generale e alla Presidenza dell'Istat nei prossimi anni di poter "pescare" nuovi precari in assoluta discrezionalità. 

     

    In un momento in cui il nuovo C.C.N.L. impone un confronto tra amministrazione e sindacati su regole e meccanismi di assunzione, tale orientamento dell'Amministrazione appare tanto più grave, in quanto consentirà di fatto di saltare la richiesta di lavoratori e sindacati di regole chiare ed eque orientate alla tutela e alla garanzia di un futuro per tutti, prima grande urgenza per l'Istituto.

     

    La richiesta di protocollo d'intesa avanzata nei mesi scorsi dai sindacati va in questa direzione. La strategia dell'urgenza immediata di personale posta dall'amministrazione con le nuove assunzioni di precari, sembrerebbe viceversa l'ennesimo pretesto per fare un passo indietro rispetto alla possibilità di sottoscrivere un accordo in merito alle politiche di assunzione a tempo determinato e indeterminato, dichiarata a parole negli ultimi incontri ufficiali e smentita dal Direttore Generale nel nostro ultimo incontro.

     

    Così come è posta, la procedura di assunzione incrementerà i problemi già esistenti, senza dare nessuna certezza di soluzione per nessuno dei problemi posti dai lavoratori (siano essi precari non idonei, sottoinquadrati precari e non, co.co.co.). Dato il quadro, ribadiamo:

     

    - nessuna nuova procedura di assunzione al di fuori del protocollo d'intesa tra OO.SS. e Amministrazione

     

    - pieno recepimento dell'art. 5 del CCNL che consenta la garanzia di trasformazione a tempo indeterminato anche per i precari  non idonei ai concorsi e una prospettiva di trasformazione a tempo indeterminato per i futuri precari assunti dall'Istituto

     

    - garanzia di mantenimento per gli attuali contratti co.co.co. e progressiva trasformazione a tempo determinato

     

    - possibilità di assunzione per il III livello a tempo determinato con aspettativa senza stipendio per i colleghi interni

     

    - estensione della durata dei contratti a termine

     

    - superamento dello stacco di 20 giorni

     

    I lavoratori riunitisi dopo l'incontro avuto con il direttore generale il 28 febbraio avvieranno il confronto con le organizzazioni sindacali e si apprestano a mettere in campo gli strumenti di lotta necessari, per ribadire che

     

    NON VOGLIAMO NUOVI BACINI DI PRECARI

    VOGLIAMO IL FUTURO A CUI ABBIAMO DIRITTO

    Lavoratori dell'Istat per il diritto al futuro per tutti, 7 marzo 2006

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    Comunicato 16 febbraio 2006

    di precaristat (16/02/2006 - 16:38)

    Comunicato dell'Assemblea dei lavoratori dell'Istat


    L'Assemblea dei lavoratori dell'Istat, riunitasi oggi 16 febbraio in Via Balbo, ritiene il comunicato al personale diramato in data odierna dalla Direzione Generale provocatorio e offensivo, perché non risponde alle domande dei lavoratori stessi, cui peraltro il Direttore ha rifiutato un incontro.

    La procedura di assunzione a tempo determinato (utilizzando le graduatorie dei concorsi a tempo indeterminato) che l'amministrazione sta mettendo in campo deve essere subordinata alla definizione di un protocollo d'intesa con le organizzazioni sindacali, come già concordato con le stesse (vedi comunicato Cgil, Cisl e Uil del 31/1/2006).

    In particolare per quanto concerne le modalità di reclutamento a tempo determinato, l'Assemblea ritiene prioritari i seguenti punti:

    - il mantenimento della validità di tutte le idoneità a tempo determinato esistenti: in particolare a tutela dei lavoratori a tempo determinato non idonei nelle graduatorie a tempo indeterminato
    - l'utilizzo eventuale delle liste di idoneità dei concorsi a tempo indeterminato deve rispettare l'ordine della graduatoria, prevedendo:

      • la possibilità per chi è a tempo determinato con profilo Cter e idoneo come III livello di vedere il suo contratto rinnovato in un livello più alto;

      • la conversione dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa risultati idonei nei concorsi del 2004 in lavoratori a tempo determinato;

      • individuare gli strumenti idonei a garantire ai lavoratori di ruolo con profilo 
        Cter (idonei per il III livello) la possibilità di assumere incarichi a tempo
        determinato di III livello, senza essere obbligati a presentare le dimissioni,
        come ad esempio l'aspettativa senza stipendio per l'intera durata del contratto
        a tempo determinato.
      • L'Assemblea si propone di contattare tutti i lavoratori e le organizzazioni sindacali per ulteriori forme di confronto e di agitazione nei prossimi giorni, non escludendo il ricorso a iniziative volte ad accertare la legittimità degli atti dell'amministrazione in materia.

        Si richiede infine un incontro al più presto con il Direttore Generale per discutere delle prospettive di reclutamento.




    L'Assemblea dei lavoratori dell'Istat, 16 febbraio 2006

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    Comunicato 14 febbraio 2006

    di precaristat (14/02/2006 - 16:49)

    ASSEMBLEA

     

    L’amministrazione continua a creare malumore e a destare incredulita’ tra i lavoratori ..

     

    Mentre per ciò che concerne il reclutamento di personale si attende il C.C.N.L. e un protocollo d’intesa tra amministrazione e sindacati, una lettera giunta agli idonei agli ultimi concorsi a tempo indeterminato annuncia un nuovo reclutamento di tempi determinati presi dalle suddette liste di idoneità.

     

    Sul merito della complicata procedura che si annuncia, nulla è dato sapere.

    - quali criteri verranno utilizzati per “pescare  dalle liste di idoneita’” ?

    - che fine faranno le idoneita’ a tempo determinato degli esclusi dai concorsi ?

    - rappresenteranno per i co.co.co. istat una possibilita’ di migliorare la propria condizione?

    - quali garanzie di stabilizzazione ci sono per i dipendenti di ruolo sottoinquadrati cui l’amministrazione chiede di dimettersi per accettare un lavoro precario?

     

    È ora di chiedere chiarezza e regole per tutti!!!

     

    Tutti i lavoratori dell’istituto,

    precari e di ruolo, idonei e non idonei ai concorsi, sindacalizzati e non sindacalizzati, inquadrati e sottoinquadrati

     

    sono invitati all’assemblea che si terrà

     

    giovedì 16 febbraio alle ore 9.30

    nell’Aula magna di via Balbo

    (è possibile digitare il cod.350)

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    Comunicato Precari Istat 5 dicembre 2005

    di precaristat (18/12/2005 - 22:28)

     AVEVAMO RAGIONE!    

     

    Dopo anni di battaglie e di rivendicazioni (non ultima la settimana di mobilitazione dei precari della ricerca appena finita), arriva, laddove meno lo si poteva aspettare, la conferma che avevamo ragione. Al momento della stesura definitiva del contratto nazionale della ricerca, l’Aran e i sindacati hanno introdotto la norma di trasformazione del contratto da tempo determinato a indeterminato (già presente nel regolamento del Cnr e richiesta dai precari dell’Istat 2 anni fa):

     

    art.5 comma2. Qualora l’assunzione a tempo determinato avvenga con le medesime modalità e procedure previste dalla legge per i concorsi a tempo indeterminato, l’Ente potrà, nei limiti stabiliti del fabbisogno di personale e previo il superamento di un’ulteriore verifica sull’attività svolta e sulla qualificazione conseguita, trasformare il rapporto a tempo indeterminato. La norma di cui al presente comma si applica, per un quadriennio, anche al personale a tempo determinato che, in servizio alla data di entrata in vigore del presente contratto, sia in possesso dei requisiti di ammissione alle predette procedure concorsuali.

     

    Contemporaneamente nel contratto passa il superamento della 368 (i contratti a tempo determinato possono durare fino a 5 anni), così come una piccola percentuale di posti riservati ai precari nei concorsi a tempo indeterminato e una limitazione del 20% di contratti a tempo determinato in ciascun ente.

    Il diritto al futuro per tutti è ora più vicino.

    Ma siamo consapevoli che si tratta solo di un primo passo.

     

    • Bisogna sbloccare le assunzioni, subito.

     

    • Bisogna verificare, ente per ente (a cominciare dall’Istat) l’applicazione generalizzata e trasparente della tenure track.

     

    • Bisogna fare in modo che le limitazioni e i diritti introdotti per i lavoratori a tempo determinato non inducano gli enti ad assumere illegittimamente personale co.co.co.. Tutti i co.co.co. in posizione subordinata devono diventare gradualmente lavoratori a tempo determinato.

     

    • Vanno trovate soluzioni al sottoinquadramento sistematico.

     

    STOP PRECARIETÀ – DIRITTO AL FUTURO PER TUTTI

     

     

    Coordinamento Precari Istat 5/12/2005

    http://www.precari.tk

     

    MAGGIORI INFORMAZIONI SUL NUOVO CONTRATTO SU: www.precaridellaricerca.org

     

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    Settimana di mobilitazione 28/11 - 5/12 - comunicato stampa

    di precaristat (26/11/2005 - 15:09)

    Comunicato stampa (pdf)

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    Settimana di mobilitazione dei precari della ricerca dal 28/11/05

    di precaristat (24/11/2005 - 14:09)

    Volantino (pdf)

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    Comunicato Precari Istat 24/11

    di precaristat (24/11/2005 - 13:39)

    enti di ricerca e universitÀ

    CONTRO LA FINANZIARIA

    CONTRO LA PRECARIETÀ

    Il governo continua a bloccare le assunzioni nella ricerca in Finanziaria e a negare norme di tutela del precariato nel contratto.

    L’amministrazione dell’Istat annuncia un nuovo bando per reclutare 100 nuovi precari, a sostituzione dei lavoratori in pensione, mentre permangono nell’istituto 280 lavoratori a tempo determinato e decine di co.co.co., entrati in gran parte negli ultimi mesi.

    I precari dell’Istat, insieme ai precari degli altri enti di ricerca e delle università di Roma, hanno indetto una settimana di mobilitazione per fermare il declino della ricerca e pretendere la sensibilità della politica verso un settore che a parole tutti dicono essere strategico e per affermare il diritto al futuro per tutti i lavoratori dell’Istat e della ricerca pubblica italiana.

    I precari dell’Istat invitano tutti i precari e i lavoratori dell’Ente, in particolare vecchi e nuovi co.co.co., ex tempi determinati e ancora tempi determinati, a partecipare alle iniziative contro la Finanziaria e contro la precarietà, per lo sblocco delle assunzioni e la stabilizzazione dei precari della ricerca.

    25 novembre

    Sciopero generale – appuntamento ore 9.30 a Via Balbo.

    SETTIMANA CONTRO LA PRECARIETÀ NELLA RICERCA

    28 novembre

    Presidio all’ISS (viale Regina Elena) ore 10

    30 novembre

    Presidio all’INEA (via Barberini) ore 10

    1 dicembre

    Assemblea dei precari dell’Istat

    (via Cesare Balbo) ore 10,30

    Presidio all’ARAN (via del Corso) ore 12,30

    5 dicembre

    Presidio all’ISFOL (via Morgagni) ore 10

     

     

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    24/11 Precari della ricerca interrompono il convegno "La Ricerca incontra l'impresa"

    di precaristat (24/11/2005 - 13:34)

    PRECARI DELLA RICERCA INTERROMPONO IL CONVEGNO
    "LA RICERCA INCONTRA L'IMPRESA"

    Oggi, giovedi 24 novembre, una delegazione di precari degli enti di ricerca e dell'universita' ha interrotto il convegno "Agroindustria e Biotecnologie: la ricerca incontra le imprese", in cui i dirigenti dell'ENEA e di diverse multinazionali farmaceutiche ed agroalimentari presentavano la propria idea di ricerca.

    Mentre prendeva la parola il commissario straordinario dell'ENEA Luigi Paganetto, i precari hanno aperto uno striscione su cui era scritto "Ricerca pubblica e a tempo indeterminato" e hanno preso la parola in un intervento decisamente fuori programma. I precari hanno ricordato come il rilancio della ricerca e dell'innovazione sia ormai uno slogan adottato dall'impresa e dalla politica; ciononostante, nessuno intende risolvere il principale problema della ricerca italiana: la precarieta' di chi lavora negli enti di ricerca e negli atenei. E anche la Finanziaria 2006 conferma questo atteggiamento da parte del governo.

    Piuttosto, come mostra anche il convegno interrotto oggi, per uscire dalla crisi attuale la ricerca pubblica fa appello all'impresa, e si propone come partner privilegiato per rilanciarne la competitivita'. Ma finora, a fronte di scarsi risultati scientifici (lo stesso ENEA versa in uno stato di pessima salute), la collaborazione con i privati ha significato soprattutto la proliferazione della precarieta', il finanziamento pubblico della ricerca privata e la privatizzazione strisciante della ricerca pubblica, a cominciare dai brevetti.

    Contro una precarieta' che tocca migliaia di persone che lavorano nella ricerca pubblica, il coordinamento dei precari della ricerca lanciano dal 28 novembre a Roma la "Settimana del Precariato della Ricerca": ogni giorno della settimana sara' caratterizzato da un'iniziativa negli enti di ricerca di Roma in cui la precarieta' ha raggiunto livelli ormai intollerabili.

    http://www.precaridellaricerca.org

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